Opinione di bradipo68 su American Life
Con John Krasinski, Maya Rudolph, Carmen Ejogo, Catherine O'Hara, Jeff Daniels, Allison Janney, Jim Gaffigan, Samantha Pryor, Conor Carroll, Maggie Gyllenhaal, Josh Hamilton, Chris Messina, Melanie Lynskey, Paul Schneider
- negative [10]
- sufficienti [8]
- positive [21]
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Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
L'American Life di Sam Mendes (dove il titolo italiano è solo un patetico tentativo di accalappiare qualche allocco convinto che sia il seguito di American Beauty) è la storia di una fuga, come indica più correttamente il titolo originale Away We Go.
Ma dove fuggono i thritysomethings di questo film?
Cercano di scappare da loro stessi, dalle loro responsabilità, arrivano fuori tempo massimo a porsi la domanda fatidica:siamo cresciuti abbastanza per formare famiglia?
In una terra moralista, in molti casi puritana anche oltre i limiti del bigotto ,il concetto di famiglia è centrale in una società in cerca di appigli solidi e sicuri.
Il problema è che lo sradicamento sembra ormai un'esigenza di massa e credo che fare qualche migliaio di kilometri per accorgersi del classico there's no place like home sia spunto esilino per condurre un road movie piuttosto canonico come questo che si distingue dalla massa solo per un uso accentuato della tavolozza cromatica spostato verso toni caldi e solari per colorare il grigio di vite spiegazzate e finte,soprattutto nella caratterizzazione di personaggi hippy fuori e dentro.
Tra paturnie ormonali e increspature d'animo il percorso del film è una galleria di orrori di una civiltà di cui sono rimaste oramai solo macerie.
Comparsate di lusso in personaggi da una posa e via contribuiscono ad arricchire la perplessità che sta progressivamente maturando in me col trascorrere dei minuti.
Non sono riuscito ad abbandonarmi alla speranza per un futuro luminoso che si accende nei due protagonisti dopo essere andata ad intermittenza lungo tutto il film, anzi il decisionismo di Verona che fa leva sulla propria condizione fisiologica per mettere in difficoltà i suoi interlocutori e la finta dabbenaggine di Burt che serve per mascherare la propria incapacità cronica ad assumersi responsabilità mi hanno generato vero e proprio disappunto.
Ormai il cinema è tappezzato di trentenni che fuggono da quello che la vita propone loro, adulti fuori e ragazzini dentro e American Life mi sembra l'apologia di una coppia di questo genere.
Non serve scappare per mettere al mondo un figlio, non serve accorgersi (finalmente!) di tutta l'ipocrisia che governa il mondo, è inutile cercare di mettere in piazza le proprie emozioni su un evento così bello e intimo come procreare.
Avere un figlio è un atto che insegna a essere più responsabili (e quindi non si può più scappare), un semplice atto d'amore.
Forse il più grande.
Ed è veramente triste vedere qualcuno che non lo percepisce.
Burt e Verona sono due ragazzi che hanno capito che è ora di entrare nel mondo dei grandi che finalmente arrrivano nudi(di pregiudizi) alla meta.
Ma fuori tempo massimo. Così come forse è fuori tempo massimo questo ultimo film di Sam Mendes che in sovrappiù da noi è stato anche importato con circa un anno e mezzo di ritardo...
Sulla regia di Sam Mendes
deludente
Commenti
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11 febbraio 2012, 13:21 di Stuntman Miglio
Sono d'accordo con buona parte delle tue considerazioni, questo film ha deluso anche me. Troppo compiaciuto della sua (finta) aria indie per essere credibile. Ciao brad.
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11 febbraio 2012, 14:31 di bradipo68
Ciao Stunt e grazie per il commento.Il film mi ha lasciato un senso di disappunto con delusione annessa, secondo me personaggi del genere hanno fatto il loro tempo.E anche io sono stufo dell'aria finto indie di cui cerca di ammantarsi il cinema autoriale americano.
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11 febbraio 2012, 15:04 di gene55
Anch'io avevo sottolinaeto 'l'imbecillità' del tit.italiano...Per il resto,questione di punti di vista (e sicuramente di esperienza accumulata) ma il film a me toccò delle corde giuste...Un saluto
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11 febbraio 2012, 15:45 di bradipo68
infatti...ogni film va filtrato attraverso il proprio modo d'essere con nessuna pretesa di pontificare.Credo che per questo film sia anche questione d'età e di figli piccoli.Ecco i dubbi che hanno avuto Burt e Verona noi non potevamo neanche permetterceli, ma neanche li volevamo perchè c'era posto solo per l'emozione di una nuova vita al nostro fianco....Ciao gene!
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