Opinione di Stuntman Miglio su Amore & altri rimedi
Con Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway, Judy Greer, Hank Azaria, Katheryn Winnick, Oliver Platt, Gabriel Macht, Jaimie Alexander, George Segal, Natalie Gold
- negative [3]
- sufficienti [14]
- positive [7]
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Sul film
"Love and other drugs" ovvero il ritorno alla commedia sentimentale di Edward Zwick dai tempi di "A proposito della notte scorsa...", cult generazionale anni '80 che contribuì a consacrare - come star del periodo - interpreti come Rob Lowe e Demi Moore. Niente di che in realtà, un filmetto essenzialmente sopravvalutato per motivi più che altro sentimental-nostalgici e che non ha nulla a che vedere con quest'ultimo lavoro uscito l'anno scorso. Certo, a distanza di 26 anni, le dinamiche dei rapporti uomo-donna con relative complicazioni romantiche non sono cambiate un granché - Allen docet (ed un po' annoia) sul fronte autoriale - ma il regista statunitense di "Glory" e "Blood diamonds", nel frattempo, è maturato, si è fatto le ossa spaziando fra i generi cinematografici con risultati altalenanti ed è arrivato a questo "Amore & altri rimedi" (brutta come al solito la versione italiana del titolo) con occhio diverso, con un piglio più scafato ed un approccio vagamente più cinico nonostante l'inevitabile happy-end. Fattori questi che non fanno altro che giovare ad una pellicola che ha l'ulteriore pregio di un copione fresco e frizzante, tratto probabilmente da un altrettanto brillante (non l'ho letto) romanzo autobiografico: Hard sell: The evolution of a Viagra salesman. Siamo in pieni anni '90, Jamie Randall è un venditore a tempo perso e seduttore impenitente che, dopo aver abbandonato la facoltà di medicina, salta da un letto all'altro in attesa di trovare uno scopo alla propria esistenza. Entrato famelicamente a far parte dell'ambiguo mondo dei rappresentanti farmaceutici (a tratti realmente inquietante), incontra casualmente Maggie Murdock e ne rimane folgorato. Lei è tremendamente bella, spudorata e senza peli sulla lingua ma è anche malata di Parkinson al primo stadio. I due sono in sintonia, si frequentano, fanno sesso in quantità industriale con il comune proposito di non legarsi ma finiscono inevitabilmente con l'innamorarsi. La prima parte del film è realmente notevole: architettata in maniera fluida e dinamica, spesso divertente, riesce a stare in equilibrio su più fronti senza perdere un colpo. Sessualmente disinibita come i suoi protagonisti - con diverse scene di nudo solitamente non reperibili nel genere - spietata nel ritratto "sanitario" di una nazione dedita a vizio, speculazione ed apparenza, la regia di Zwick appare illuminata come non mai; osa senza mai perdere il senso della misura offendo spunti decisamente interessanti e passaggi "emotivi" obiettivamente emozionanti. La seconda parte è ovviamente quella delle complicazioni con il morbo degenerativo che incombe e la storia d'amore che si fa inevitabilmente più instabile all'ombra di una prospettiva di vita meno sbarazzina. Incertezze, egoismi, apparenti separazioni per un'evoluzione filmica che rientra nei parametri del genere dopo un piacevolissimo fuorivia. Fortunatamente "Amore & altri rimedi", nonostante l'omologazione finale, riesce a non peccare di eccessivo sentimentalismo e retorica nonostante l'elemento malattia sia spesso e volentieri una vera e propria trappola mortale (vedi "Qualcuno da amare", "Autumn in New York", "Sweet November" ecc). Merito di uno script più intelligente della media, pieno di mordente e humor reso sullo schermo con straordinaria efficacia da un comparto d'interpreti funzionale ed affiatato (fra i comprimari spiccano l'eccentrico Joshua Gad ed un nevrotico Oliver Platt) . Probabilmente si poteva fare meglio sul versante colonna sonora - considerata soprattutto la collocazione temporale della vicenda - ma questo è un fattore sul quale si sorvola tranquillamente una volta rapiti dall'intensa ed affiatata prova fornita da Jake Gyllenhaal ed Anne Hathaway. Lui si conferma più furbo di tanti suoi altri colleghi nella scelta dei ruoli da interpretare e sembra crescere discretamente grazie ad una buona dose d'autoironia. Lei stupisce ancora una volta per sensualità, dolcezza e recitazione ben al di sopra della media risultando costantemente credibile nelle mille sfaccettature del suo difficile ed instabile personaggio. Più efficace di qualsiasi pillola blu.
Commenti
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7 gennaio 2012, 12:54 di M Valdemar
non vedo l'ora di vederla nei panni di Catwoman ...
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7 gennaio 2012, 14:02 di Stuntman Miglio
pure io perché da quel che vedo qui - http://cinerepublic.film.tv.it/the-dark-knight-rises-il-trailer/8717/ - promette bene.
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