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Opinione di Makp su 127 ore





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18/10/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Capolavoro no. Senza andare a cercare chissà quale paragone iperpertinente, direi che già Into the Wild è una spanna superiore. Comunque 127 ore mi ha favorevolmente colpito... Aron Ralston si inoltra in solitaria per i canyon dello Utah, come spesso fa. Questa volta però scivola in un profondo crepaccio e un braccio gli si incastra tra due rocce. 350ml di acqua, un coltellino di scarsa qualità, un po' di cibo, una videocamera e poc'altro... Dopo circa una mezz'oretta di film hanno quindi inizio le 127 terribili ore del protagonista. E' un viaggio immobile e straziante a un fiato dalla paura e dalla disperazione, che pian piano attanagliano Aron. E' secondo me notevole la capacità di Boyle di dirigere un film così difficile, quasi un documentario, riuscendo a trasmettere un tale senso di partecipazione e quasi di azione allo spettatore. E' difficile perché la vicenda per circa un'ora non si sposta dal crepaccio, pressoché in staticità. Sono almeno quattro gli espendienti con i quali Boyle si aiuta: una storia vera capace di stimolare intensamente l'empatia del pubblico; i numerosi flashback e allucinazioni del protagonista; l'eccellente colonna sonora di A.R. Rahman; ultima ma non ultima, l'ottima interpretazione di Franco, che fino ad oggi consideravo un attore al più sufficiente... I più maliziosi sosterranno che sfruttare l'ennesima storia tragica dell'ennesimo sfortunato sia solo l'ultima trovata commerciale di Hollywood (o di Boyle, a seconda dei punti di vista). Qualcuno soffermerà la propria attenzione sui marchi Canon e Gatorade, spiattellati in primo piano. Qualcuno sarà semplicemente colto da profonda noia. Questa volta io non sono uno di loro e soprattutto rimango impressionato da scene come quella dell'amputazione, tramite la quale Boyle riesce straordinariamente a trasmettere un acuto dolore fisico ben al di là dei limiti della finzione scenica!


SI

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