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Temple Grandin. Una donna straordinaria (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Temple Grandin. Una donna straordinaria: minimo
Ritmo ritmo in Temple Grandin. Una donna straordinaria: presente
Impegno impegno in Temple Grandin. Una donna straordinaria: forte
Tensione tensione in Temple Grandin. Una donna straordinaria: presente
Erotismo erotismo in Temple Grandin. Una donna straordinaria: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Temple Grandin. Una donna straordinaria

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Temple Grandin. Una donna straordinaria (voti: 8 media: 4,00) 8

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La trama

Anni 60: Temple Grandin visita alla fattoria della zia. La ragazza è affetta da autismo, ma la sua mente matematica trova immediatamente applicazioni pratiche nel ranch. Escogita  inoltre una soluzione alla sua impossibilità di essere toccata: ispirandosi alle leve utilizzate per tenere fermi i bovini, costruisce una "macchina degli abbracci", in cui stringersi e sentirsi al sicuro. Grazie a questa invenzione affronterà il college e il progetto di  introdurre metodi più umani ed efficienti nel campo della macellazione. 

Biopic realizzato per Hbo e dal piglio ritmato. Trionfo agli Emmy: regia, attrice protagonista (Claire Danes), attori non protagonisti (Ormond e Strathairn), montaggio e colonna sonora.

L'opinione più votata

Di Marcello del Campo scritta il 09/09/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto buono

 
 
 
TEMPLE GRANDIN’S HUG MACHINE
(UN FILM SULL’AUTISMO)
 
Una porta si è aperta ed io ci sono passata attraverso. Sì, è così, ed io l'ho tenuta aperta. Sono Temple Grandin.
 
RIFLESSIONI
 
a) Bartleby
 
Se Bartleby fosse affetto da autismo, tutte le interpretazioni sul “preferirei di no” perderebbero d’un tratto il loro fascino, Herman Melville non adombrerebbe nello scrivano l’insuccesso letterario, cadrebbe l’ipotesi che quel diniego (recitato come un mantra) possa rappresentare la risposta al pragmatismo americano o la chiusura egotica nell’autoisolamento. Quante interpretazioni si sono succedute nel tempo: Gianni Celati ne riassume circa novanta nella postfazione all’edizione Feltrinelli del 1991. Nessuna più convincente di altre. Pochi testi letterari sono stati posti sotto la lente dei critici come Bartleby lo scrivano, nomi come Lewis Mumford, Alfred Kazin, Richard Chase, Joyce Carol Oates, Ruggero Bianchi, Guido Fink – tanto per citarne alcuni – si sono cimentati in interpretazioni tutte ugualmente plausibili. E se avesse ragione Dan Mac Call che bolla come “i vari deliri o idee fisse su cui è basata la ‘Bartleby Industry’, cioè la produzione a ritmo industriale di articoli accademici sul nostro racconto.”?
 
Spiegare l’inspiegabile è l’esercizio inesausto della critica che non si arrende alla “patience de Bartleby”, come scrive Georges Perec.
Bisogna aspettare la pubblicazione di Bartleby, La forma della creazione, un saggio che è critica che diventa letteratura (al pari dei saggi letterari di Walter Benjamin) di Gilles Deleuze e Giorgio Agamben (Ediz. Quodlibet, 1993), per leggere (come è scritto in quarta di copertina) nel “preferirei di no” “la formula della potenza pura, l’algoritmo di un esperimento in cui il Possibile si emancipa da ogni ragione”.
Una frase che gli ‘interpretatori’ a cottimo di David Lynch dovrebbero imparare a memoria, inchinandosi di fronte all’Inspiegabile.
 
Mi arrendo all’Inspiegabile: Bartleby non è autistico, nonostante l’ufficio in cui lavora, dal quale non vuole staccarsi, somigli alla “macchina dell’affetto” costruita da Temple Grandin per recuperare, tra le stecche di legno, l’abraccio cui si nega agli altri e che la madre le avrebbe negato.
Questo è l’unico filo che unisce Bartleby al mondo degli autisti, per il resto lo scrivano non ha doti musicali, matematiche che lo somiglino a quelli, non dondola la testa, non si agita in un rondò convulso del corpo – Bartleby è l’Immobilità di Beckett.
 
b) Teorie, saggi, romanzi, film sull’autismo
 
Forse c’è un altro filo – riguarda le teorie che hanno agitato il campo della ricerca della psicanalisi e delle neuroscienze sempre in opposizione tra di loro. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Temple Grandin. Una donna straordinaria


9 settembre 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Temple Grandin. Una donna straordinaria"
Marcello del Campo

      TEMPLE GRANDIN’S HUG MACHINE (UN FILM SULL’AUTISMO)   Una porta si è aperta ed io ci sono passata attraverso. Sì, è così, ed io l'ho tenuta aperta. Sono Temple Grandin.   RIFLESSIONI   a) Bartleby   Se Bartleby fosse affetto da autismo, tutte le interpretazioni sul “preferirei di no” perderebbero d’un tratto il loro fascino, Herman Melville non adombrerebbe nello...

voto al film: Marcello del Campo assegna il voto buono a Temple Grandin. Una donna straordinaria (2010)

2 commenti
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10 aprile 2011 Opinione di zombi su "Temple Grandin. Una donna straordinaria"
zombi

ottimo film per la tv(daltronde col marchio hbo, sembra quasi impossibile sbagliare) sulla straordinaria storia di temple  grandin. bambina, ragazza, donna autistica cresciuta in tempi non facili e arrivata ad essere una persona, senza aggettivi come normale o quant'altro. temple deve la sua fortuna sicuramente ad una situazione familiare ben predisposta al sacrificio e ad una certa agiatezza economica. una familiare aperta e acculturata che ha reso possibile la crescita di una bambina...

voto al film: zombi assegna il voto ottimo a Temple Grandin. Una donna straordinaria (2010)

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23 gennaio 2011 Opinione di sillaba su "Temple Grandin. Una donna straordinaria"
sillaba

Bello, molto sentito. Sembra una favola ma è realtà. Ottima attrice.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a Temple Grandin. Una donna straordinaria  (2010)


20 novembre 2010 Opinione di ALCHEMILLA su "Temple Grandin. Una donna straordinaria"
ALCHEMILLA

Mi è piaciuto moltissimo!

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto ottimo a Temple Grandin. Una donna straordinaria  (2010)



31 ottobre 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Temple Grandin. Una donna straordinaria"
Stuntman Miglio

Finalmente un biopic di matrice televisiva degno di nota. Sarà che di televisivo, in definitiva, c'è molto poco poichè cast e regia arrivano dritti dal grande schermo, la scrittura è meno approssimativa del solito ed il soggetto è di quelli che catturano e commuovono a botta sicura. Del resto, Temple Grandin è veramente una donna straordinaria. Nata autistica dall' unione tra un padre assente ed una madre...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto buono a Temple Grandin. Una donna straordinaria  (2010)

3 commenti
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