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Le cose che restano (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le cose che restano: assente
Ritmo ritmo in Le cose che restano: assente
Impegno impegno in Le cose che restano: assente
Tensione tensione in Le cose che restano: assente
Erotismo erotismo in Le cose che restano: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Le cose che restano (voti: 6 media: 4,00) 6

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15/12/2010

"Le cose che restano" - Guida agli ultimi due episodi

Erano esattamente sette anni che mi rifiutavo di vedere un prodotto televisivo della Rai, dai tempi di "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana. Ma vuoi per il fatto che "Le cose che...

di Spaggy

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La trama

Una famiglia che confusamente resiste e faticosamente si ricompone, simbolo di un intero paese alla ricerca di una nuova identità.  

Lunga maratona, seguito ideale di La meglio gioventù. Si tratta in realtà di una miniserie per la tv ai confini con il cinema. Scritto da Rulli e Petraglia. Versione cinema realizzata per il festival e introdotta dal cast.

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 13/01/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

“Le cose che restano” è uno di quei film (parlare di fiction sarebbe riduttivo oltre che offensivo, considerato l’infimo livello medio della produzione televisiva nostrana) cui si perdonano volentieri i difetti. Personalmente infatti penso che la seconda e terza parte siano troppo concentrate su episodi collaterali che, pur interessanti presi singolarmente, nel complesso disperdono dal vero cuore della storia. Mi riferisco alla vicenda che coinvolge Alina, giovane clandestina costretta dapprima a prostituirsi e poi a vivere nascosta come testimone essenziale in una grossa operazione di polizia e Cataldo l’agente incaricato della sua protezione e che di lei inevitabilmente si innamora. Penso al personaggio del comandante Vittorio Blasi, reduce dell’Afghanistan, colpito alla testa da una scheggia e privato della memoria, aiutato da Nora a ricostruire il suo passato. O ancora alla stessa relazione sentimentale che coinvolge Nino e Francesca, bellissima e giovane moglie del suo professore universitario, dai risvolti quasi da soap (ma la sequenza a tre dell’addio è struggente, oltre che girata benissimo). C’è poi forse un eccessivo buonismo (molto di sinistra, peraltro) ma per nulla fastidioso (sono di parte, lo ammetto) nella rappresentazione di alcuni personaggi e situazioni. Piccoli limiti, quasi impercettibili, che non inficiano in ogni caso il risultato complessivo. “Le cose che restano” (il titolo deriva da una poesia di Emily Dickinson) è uno dei lavori più appassionanti, brucianti ed intensi che siano stati prodotti negli ultimi anni dalla tv di stato e avrebbe davvero meritato una distribuzione cinematografica (e, diciamolo, anche la programmazione televisiva diluita in tre settimane a cavallo del Natale non è stato proprio un bel servizio, ed infatti gli ascolti sono stati appena discreti). Gianluca Maria Tavarelli il cui “Un amore” rimane per me un esempio illuminante di cinema sentimentale di qualità e non ruffiano né patinato, conferma ancora una volta di essere regista sensibile ed attento. Basterebbe vedere la dignità e la discrezione con cui vengono gestite le due sequenze luttuose (soprattutto quella più difficile della morte di Lorenzo, il più piccolo dei fratelli della famiglia Giordani, con ravvicinatissimi primi piani sui volti dei familiari ad esprimere tutto il loro straziante dolore) per capire come il lavoro di Tavarelli sia di uno spessore non facilmente rintracciabile in analoghe opere cinematografiche. Il regista asciuga la densa e ricca materia narrativa (perdita di un figlio, sbarchi di clandestini, integrazione, elaborazione del lutto, separazioni, amori gay, malattia, reduci di guerra, aborto, gestione della famiglia), la alleggerisce con momenti leggeri (i siparietti tra Nino e Valentina, amica di una vita da sempre innamorata senza successo del ragazzo – dolcissima la sequenza del bacio rubato “per scommessa” davanti al portore di casa, splendido il finale al mare - il personaggio di Corrado Fortuna che se la spassa con la proprietaria dell’appartamento in cui è in affitto con Nino), affronta con pudore e straordinaria umanità, senza complessi o sciocchi stereotipi argomenti spesso considerati scomodi ma che sempre più fanno parte della vita di tutti i giorni, confeziona un sincero e delicato affresco familiare di struggente coinvolgimento e di vibrante vitalità, regala alcune sequenze splendide per la naturalezza con cui sanno cogliere la quotidiana semplicità e la malinconica bellezza della vita (la prima cena a casa Giordani con la famiglia riunita per festeggiare il ritorno di Andrea, il pianto solitario di papà Pietro in ufficio, il saluto di Pietro alla casa rimasta vuota prima di partire per l’estero, il suo rientro a casa, la trasferta di Andrea in Montenegro, un viaggio serale in autobus “da capolinea a capolinea” ascoltando i racconti dell’innamorato), trova una chiusa convincente, realistica e non necessariamente felice per tutti i suoi personaggi. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Le cose che restano


16 aprile 2011 Opinione di ezio su "Le cose che restano"
ezio

un gran bel film.Ce ne fossero di film italiani con contenuti cosi'(sceneggiatura di Rulli e Petraglia ed e' tutto detto).Avevo molto amato La Meglio Gioventu',ma devo ammettere che Le Cose che restano non delude.Forse una critica e' quella:ma e' possibile che nessuno dei personaggi abbia mai espresso un'idea politica,uno straccio di tendenza idealistica.Ma forse trattandosi di una famiglia borghese si puo' anche immaginare....

voto al film: ezio assegna il voto buono a Le cose che restano (2010)


13 gennaio 2011 Opinione di degoffro su "Le cose che restano"
degoffro

“Le cose che restano” è uno di quei film (parlare di fiction sarebbe riduttivo oltre che offensivo, considerato l’infimo livello medio della produzione televisiva nostrana) cui si perdonano volentieri i difetti. Personalmente infatti penso che la seconda e terza parte siano troppo concentrate su episodi collaterali che, pur interessanti presi singolarmente, nel complesso disperdono dal vero cuore della storia. Mi riferisco alla vicenda che coinvolge Alina, giovane...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Le cose che restano (2010)

nessun commento
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2 gennaio 2011 Opinione di Kubrickina su "Le cose che restano"
Kubrickina

Mi aspettavo di più, visto che il film è stato presentato come una prosecuzione de "La meglio gioventù". Il film appare troppo prolisso e dispersivo. Un buon lavoro, comunque, un prodotto alto che punta sui contenuti, su una idea di televisione "pedagogica" senza essere noiosa.

voto al film: Kubrickina assegna il voto buono a Le cose che restano (2010)



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