Il discorso del Re (2010)
Con Guy Pearce, Helena Bonham Carter, Colin Firth, Geoffrey Rush, Michael Gambon, Timothy Spall, Jennifer Ehle, Derek Jacobi, Anthony Andrews, Eve Best
05/08/2011
I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Con gli occhi dell'assassino", "The Conspirator", "Il discorso del Re")
Io & Valerio ci siam imbarcati in questo "nottambuleggiare" attraverso i film che abbiamo reputato meritevoli d'esser "nomenclati" e adeguatamente recensiti.Opinioni di densa e crepitante...
di Travis Bickle 1979
La trama
La storia di Re Giorgio VI d'Inghilterra, padre di Elisabetta II, che salì con riluttanza al trono dopo l'abdicazione del fratello. Chiamato confidenzialmente Bertie, soffriva di una pesante balbuzie ed era considerato inadatto a regnare. Dopo aver pronunciato, con molto imbarazzo, un discorso pubblico, Re Giorgio (Colin Firth) decise di ricorrere all'aiuto di Lionel Logue (Geoffrey Rush), un logopedista dai metodi poco ortodossi.
Il discorso del Re sfrutta il MacGuffin psicofisico della disarticolazione verbale per raccontare il rapporto tra il Paese colono e l’Impero per cui sacrifica i propri figli in guerra. E dimostra come aneddoti nascosti nelle pieghe della Storia possano elevarsi alla potenza dell’epica, se narrati con perizia e ritmo. Il merito è dello sceneggiatore David Seidler (Tucker. Un uomo e il suo sogno di Francis Ford Coppola), che ha sofferto di balbuzie, e del talentuoso regista Tom Hooper, figlio di madre australiana e padre inglese, pluripremiato per la serie in costume John Adams, con la quale ha perfezionato un’economia di messa in scena e drammaturgia.
La recensione di FilmTv
Di Pietro Lanci - FilmTV n. 4/2011
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 28/01/2011 - utile per 45 utenti
Voto al film: 
La storia, quasi sconosciuta ai più perché tenuta volutamente nascosta anche per richiesta dell’attuale sovrana d’Inghilterra (così racconta il giornalista Peter Conradi dalle pagine del “The Sunday Times”), narra le vicissitudini che porteranno Albert Frederick Arthur George Windsor detto Bertie, duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, a divenire re nonostante il suo volere, dopo che la condotta amorosa e le simpatie filonaziste del fratello regnante (David, salì sul trono alla morte del padre, con il nome di Edoardo VIII) avevano scatenato un’onda di malumore che dalle sale del Parlamento inglese raggiungevano anche gli strati più bassi della popolazione.
Quali erano i motivi per cui Bertie detestava la sua sorte, il suo destino? Fondamentalmente due: un profondo senso d’inadeguatezza, considerando che era stato solo un ufficiale di Marina e quindi poco propenso agli affari di Stato, e un problema strettamente “fisico”, la balbuzie. È chiaro che il film, come una moderna favola, segue il percorso che porterà Bertie a superare le sue difficoltà fino ad acquisire maggiore fiducia nelle sue capacità e in se stesso.
Il problema della balbuzie accompagna il piccolo Bertie sin dall’età di 8 anni. Il suo difetto è strettamente connesso alla sfera psichica: Bertie ha sempre vissuto all’ombra del padre e del fratello; Bertie non ha mai ricevuto un gesto d’affetto paterno; Bertie è stato costretto sin da piccolo a fare i conti con la propria solitudine, lasciato in balia di una tata non proprio amorevole; Bertie non ha mai superato la morte del piccolo fratello Johnnie, portato via in silenzio dall’epilessia a soli 13 anni; Bertie non ha mai avuto un amico con cui condividere i propri segreti, sia per colpa delle rigide procedure di corte sia per il suo carattere introverso; Bertie si è sempre sentito diverso anche per via della sua costituzione fisica non proprio da adone: ha dovuto correggere un ginocchio valgo, è stato punito per essere mancino, ha sofferto di gravi problemi di stomaco dovuti al comportamento poco etico della tata. Ne esce così fuori un uomo fragile coperto da una corazza di austerità che lo protegge dalla minaccia dei sentimenti, rendendolo anche incapace di relazionarsi con le proprie figlie. L’unica persona con cui riesce ad avere un rapporto alla pari è con la moglie Elizabeth Bowes-Lyon, donna dal forte temperamento, tanto da rendere ancora più concreta l’espressione popolare per cui “dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna”.
Vivendo protetto dall’idea di non dover mai essere un personaggio pubblico, il duca di York non si preoccupa della sua balbuzie fino a quando per volere del padre è costretto a tenere un discorso pubblico alla radio e di fronte a migliaia di persone allo stadio di Wembley in occasione dell’Esposizione Imperiale del 1925. ESPANDI +
- negative [7]
- sufficienti [18]
- positive [55]
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6 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Il discorso del Re"
Vincitore di premi in tutto il mondo fra cui quattro Oscar nel 2011, "Il discorso del Re" del promettente Tom Hooper è una di quelle produzioni che, per quanto sontuose, nobili e blasonate, non fanno altro che giocare sul sicuro. Impossibile rischiare, d'altro canto, se per le mani ci si ritrova la storia (vera) del Duca di York e della sua travagliata amicizia con un eccentrico logopedista australiano che lo aiuterà a vincere la balbuzie proprio nel momento di maggior bisogno (dopo la...
voto al film: 
1 maggio 2012 Opinione di ultrapaz su "Il discorso del Re"
Pellicola molto ben confezionata, con una trama forte e attori molto in parte fatta apposta per vincere l'oscar. Risulta un po' fredda e distaccata proprio come i reali inglesi...
voto al film: 
18 aprile 2012 Opinione di scandoniano su "Il discorso del Re"
Biografia di Re Giorgio VI (Colin Firth), incerto nel parlare e nel governare, che viene aiutato da un logopedista dai metodi alternativi (Geoffrey Rush). Nel cast anche Helena Bonham-Carter, nel ruolo della consorte del Duca e futuro Re e Guy Pierce nel ruolo del fratello incapace ed inetto. Poco da dire: il film, è molto ben fatto, quasi pare concepito appositamente per trionfare agli Oscar: costumi, scenografie, sceneggiatura ed interpretazione degli attori principali sono...
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di Stefano L su "Il discorso del Re"
The King's Speech è la prova tangibile che non bastano delle ottime interpretazioni per dare luce ad un capolavoro. Un film britannico tanto "sofisticato", desta sempre grande interesse agli addetti al settore, ma qualche volta, come in questo caso, tutte le varie statuette assegnate lasciano qualche perplessità sulle dinamiche che regolano le nomine agli Oscar. Al di là dei bravi interpreti Colin Firth, Helena Bonan Carter e il sempre brillante Geoffrey Rush, il modo in cui è stata...
voto al film: 
9 marzo 2012 Opinione di lord_windermere su "Il discorso del Re"
Ormai della mediatica "famiglia Windsor" si conoscono solo le più squallide vicende private; della casa reale si son perse le tracce da tempo (probabilmente per l'infinita durata di regno dell'ultima rappresentante, eguagliata solo dalla sua assoluta mancanza di personalità pubblica). E probabilmente tale inconsistenza caratteriale assomiglia proprio a quella del padre, Giorgio IV. Un soggetto debole su cui incentrare una storia, ma il britannico film del britannico Tom Hooper è...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di tobanis su "Il discorso del Re"
Come è noto, questo film ha vinto l’Oscar, giocandosela con The social network. E in effetti, se la giocano, sono entrambi bei film, anche se forse io direi che lo sconfitto è per un piccolo gradino, superiore. Bello comunque anche questo, da guardare. Narra le vicende del papà della Regina Elisabetta d’Inghilterra, re a sua volta, di come salì inaspettatamente al trono e del suo grosso problema di balbuzie. Ma in realtà questo film è la storia di un’amicizia, la storia di due...
voto al film: 
17 febbraio 2012 Opinione di Tex Murphy su "Il discorso del Re"
Una storia talmente coinvolgente che......mi sono addormentato dopo un'ora.
voto al film: 
16 gennaio 2012 Opinione di bellahenry su "Il discorso del Re"
un film bello,interessante, curato. la regia è semplice ma efficace con un buon ritmo nonostante i lunghi dialoghi e i molti dettagli da raccontare. bravissimi gli attori.
voto al film: 
2 gennaio 2012 Opinione di emil su "Il discorso del Re"
Film sufficiente in virtù del coraggio mostrato nel portare in scena una vicenda ai più sconosciuta e non convenzionale. Poco mordente e ritmo compassato, tenuto su dalle eccellenti interpretazioni di Firth e Rush ( andrebbe però visto in lingua originale per apprezzare il lavoro degli attori).
voto al film: 
28 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Il discorso del Re"
Non si può certamente dire che sia un brutto film ma neppure parlare, come spesso accade un po' a sproposito, di capolavoro. In breve, poco poco, piano piano, proprio come piace a me, direi che l'ho trovato un tantinello balbettante.
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