Io sono con te - La recensione di FilmTv
Con Nadia Khlifi, Rabeb Srairi, Ahmed Afiene, Mustapha Benstiti, Djemel Barek, Fadila Belkebla, Carlo Cecchi, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni, Jerzy Stuhr
La recensione di FilmTv
Un film della Madonna. Difficile definirlo altrimenti, e forse solo uno che si chiama Chiesa (Guido) poteva farlo. Proprio uno che di chiese non ne ha, o che almeno non rinuncia a pensare, emozionarsi, capire in nome di fedi acritiche. Poteva essere un tonfo imbarazzante Io sono con te. Al soggetto ambiziosissimo (della moglie e madre dei suoi tre figli Nicoletta Micheli, anche cosceneggiatrice con lui e Filippo Kalomenidis) si uniscono scelte artistiche e “politiche” forti: girare in arabo, cercare attori in Tunisia, raccontare Maria di Nazareth e Gesù rinunciando ai colpi di scena e agli effetti speciali, alla morte spettacolare e ai miracoli. No, Chiesa non ci impone un film religioso, ma un’opera che parla di pedagogia. Può un solo uomo cambiare il mondo? La domanda non è se esiste Dio fuori, sopra, oltre noi, ma se c’è un possibile salvatore dentro di noi. Può esserci se il bimbo è intelligente, vivace, un po’ incosciente e se ha una madre che con un’educazione coraggiosa ne accresce fiducia e consapevolezza. Il miracolo vero è quel rapporto unico e non del tutto spiegabile. Il regista, partendo da una premessa tanto semplice quanto potente, sa muoversi con sicurezza nella storia dell’infanzia di Gesù e volutamente evita ciò che è già stato raccontato molte volte, forse anche troppe. Non gli interessano scritture sacre o apocrife, quella dell’ottimo regista di Lavorare con lentezza e Il partigiano Johnny è la visione diversa e originale, e visivamente suggestiva, di chi non si accontenta delle versioni ufficiali. È un film radicale, anche se incorniciato dai sorrisi di Nadia Khlifi e dallo sguardo penetrante del piccolo Mohamed Idoudi, perché si smarca da tutto e tutti: Gesù, grazie a quella madre illuminata, cresce nel nobile esercizio della curiosità e del dubbio ed entrambi sono al di sopra delle convenzioni (e convinzioni) sociali, religiose, familiari. Laddove, ora, chi crede in Dio, chi ci lucra sopra - materialmente e politicamente - e chi lo rappresenta impone il dogma, Chiesa ci ricorda chi erano quei due rivoluzionari sorridenti.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



