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Il padre e lo straniero (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il padre e lo straniero: assente
Ritmo ritmo in Il padre e lo straniero: presente
Impegno impegno in Il padre e lo straniero: minimo
Tensione tensione in Il padre e lo straniero: minimo
Erotismo erotismo in Il padre e lo straniero: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Il padre e lo straniero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Il padre e lo straniero (voti: 10 media: 2,60) 10

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La trama

Diego (Alessandro Gassman), impiegato romano con figlio disabile, conosce Walid (Amr Waked), ricchissimo uomo d'affari siriano anche lui padre di un bimbo gravemente handicappato. Dalla stessa sofferenza nasce un insolita amicizia e i due cominciano a frequentarsi tra bagni turchi, spese di lusso e una misteriosa cognata di nome Zaira. Insieme si recano con un volo privato in Siria a scoprire il pezzo di terra che Walid ha comprato per il figlioletto. Al ritorno da quello strano viaggio-lampo, il dolore che impediva a Diego e sua moglie (Ksenia Rappaport) di ritrovare la passione, pian piano svanisce, proprio mentre il misterioso Walid scompare inseguito dal sospetto di terrorismo. Pedinato dai servizi segreti, in una Roma soffocante e ambigua, Diego parte alla ricerca dell'uomo e scopre invece una scioccante, commovente, verità 

Come capita al 90% dei film italiani (di commedia e non) il difetto (il problema) è nel manico, cioè nella sceneggiatura (malgrado l’ispirazione dal romanzo omonimo di De Cataldo, Einaudi), manichea e scontata, totalmente priva di sfumature, dai dialoghi ridondanti. Nel caso specifico un gran peccato: perché l’idea di rappresentare le nuove coordinate culturali del mondo attraverso il rapporto di due uomini e di due padri non era affatto male.

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 8/2011

Alessandro Gassman (Diego) riparte da una panchina. Come a evocare e omaggiare il fratello di Caos calmo Moretti. Questa volta il complice maschio è lo straniero Walid (Amr Waked) e l’incontro avviene nel giardino dell’istituto dove entrambi, quotidianamente, portano i loro figli affetti da handicap. Diego, insomma, è il simbolo del padre occidentale svuotato e imbarazzato di fronte alle difficoltà della vita. Mentre Walid è l’arabo pieno d’energia che, per contro, dalle difficoltà trae coraggio e forza. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 10/07/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto mediocre

Un incipit promettente ed ispirato,  però montato su un’opera che si perde nella nebbia dell’indecisione: sul genere a cui riferirsi, sul tono da dare alla recitazione, sul significato da attribuire alla storia.  E che, forse per questo, si lascia prendere dall’affanno, impegnandosi in una disperata ricerca dell’effetto, purtroppo limitata al campo dei soliti espedienti televisivi. La parte iniziale ci incanta con l’idea del padre straniero di un bimbo disabile che diventa, in modo semplice e originale,  il testimone dell’universalità del dolore e dell’amore. Ma la voglia di guardare questo film cessa di colpo nel momento in cui, in maniera azzardata ed improbabile, il racconto imbocca la strada dell’avventura a sfondo affaristico/spionistico, con un proliferare di autisti privati, guardie del corpo ed automobili dei servizi segreti.  La sostanza nobile della storia, ossia quella lirica riflessione sulla diversità come particolare emanazione divina, si ritrova improvvisamente sommersa da un thriller impastoiato dai problemi familiari, il cui protagonista  è il classico cliché dell’uomo comune alle prese con  guai tanto più grandi di lui. Un ruolo che Alessandro Gassman affronta con evidente e comprensibile disagio, mentre cerca di mitigare la caricaturale goffaggine del personaggio facendola sfumare nella sua autoironia di attore. Un’impresa compromessa in partenza, visto che la regia sembra puntare tutto su una plateale condiscendenza agli stereotipi della letteratura popolare: quelle fantasiose semplificazioni in cui la cronaca incontra la favola, così che, ad esempio, il mondo arabo appare come un gigantesco suk, che è in parte il fantastico regno delle mille e una notte, in parte un covo di spietati terroristi. Il padre e lo straniero tradisce le sue origini letterarie (l’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo), perché sostituisce al racconto, con la sua impostazione e la sua atmosfera,  un disordinato contenitore di suggestioni spicciole  e frammentarie: piccoli clou disseminati a caso, che scoppiettano come bollicine, e non si curano minimamente di dover appartenere ad un senso complessivo.
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SI

Opinioni su Il padre e lo straniero


11 marzo 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Il padre e lo straniero"
Stuntman Miglio

Tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, "Il padre e lo straniero" è indubbiamente una delle cose più interessanti che Tognazzi abbia girato di recente. Ciò purtroppo non sta a significare che il risultato sia particolarmente significativo o degno di nota, anzi, paradossalmente innervosisce quanto basta al pensiero di cosa sarebbe potuto essere al netto di tutta una serie di luoghi comuni che emergono man mano che il soggetto si rivela in tutta la sua prevedibilità. La...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto mediocre a Il padre e lo straniero (2010)

nessun commento
[utile per 4 utenti]

2 marzo 2012 Opinione di redmax su "Il padre e lo straniero"
redmax

Un film che prometteva bene... ma una volta finito ti fa dire: poteva dare di più.... Non è un film drammatico; non è un film d'avventura... rimane appeso in questa indecisione.... Peccato... Comunque vale la pena vederlo.

voto al film: redmax assegna il voto sufficiente a Il padre e lo straniero (2010)



28 settembre 2011 Opinione di mm40 su "Il padre e lo straniero"
mm40

Ricky Tognazzi imbocca la strada del film d'autore, su problematiche gravi (dall'handicap infantile al terrorismo), lavorando su un romanzo di Giancarlo De Cataldo (Romanzo criminale), con il quale scrive la sceneggiatura, insieme alle per lui consuete collaborazioni di Graziano Diana e della moglie Simona Izzo. Come protagonista, buonissima è la scelta dell'amico Alessandro Gassman, che se la cava nel cinema 'brillante', ma come attore drammatico dà il meglio di sè - e qui è circondato...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Il padre e lo straniero (2010)


10 luglio 2011 Opinione di OGM su "Il padre e lo straniero"
OGM

Un incipit promettente ed ispirato,  però montato su un’opera che si perde nella nebbia dell’indecisione: sul genere a cui riferirsi, sul tono da dare alla recitazione, sul significato da attribuire alla storia.  E che, forse per questo, si lascia prendere dall’affanno, impegnandosi in una disperata ricerca dell’effetto, purtroppo limitata al campo dei soliti espedienti televisivi. La parte iniziale ci incanta con l’idea del padre straniero di...

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a Il padre e lo straniero (2010)

nessun commento
[utile per 5 utenti]


25 febbraio 2011 Opinione di miss brown su "Il padre e lo straniero"
miss brown

Ho letto anni fa il libro di De Cataldo da cui è stato tratto questo film, l'ho molto amato, e prestato e regalato, e l'ho riletto di recente, e per una volta libro e film, pur nelle lievi e inevitabili differenze, si integrano perfettamente. E' la storia di un quasi innamoramento fra due uomini: avvicinati dalla crudelissima infermità dei loro figli, in pochi mesi il loro rapporto diventa molto di più di solidarietà e amicizia, è una...

voto al film: miss brown assegna il voto sufficiente a Il padre e lo straniero  (2010)



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