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Opinione di bradipo68 su Il Grinta





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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31/12/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Ammiro molto i Coen e la loro capacità di riscrivere i generi cinematografici in cui si cimentano ed ho molto ammirato un western atipico come Non è un paese per vecchi che per me è uno dei loro migliori film( e la concorrenza è spietata).
Il Grinta conferma la tendenza già manifestata in Ladykillers, altro remake della loro carriera: i Coen sembrano come bloccati alla deferenza e al rispetto per il film originale,sono insomma molto più bravi a improvvisare sul proprio spartito che non su quello degli altri.
Il Grinta ha l'impronta tipica dello stile registico del duo: più che un remake è una rilettura del romanzo da cui era tratto anche il film di Hathaway ma se proprio volessimo confrontare i due film la differenza sostanziale è che in uno c'è John Wayne e nell'altro no.
Banale, no?
Il vecchio duca in una delle sue migliori interpretazioni della fase autunnale della sua carriera illumina da par suo un film che non si distingueva certo per particolari arguzie registiche o di copione.
Anche perchè il film di Hathaway, peraltro regista da me molto apprezzato, non era un film memorabile e senza la presenza di Wayne sarebbe stato veramente ben poca cosa.
Nel film dei Coen abbiamo Bridges che cerca di rifare Wayne con tecnica, partecipazione e tutto quello che volete.
Ma NON è John Wayne.
E soprattutto non è il protagonista di questo film.
Assieme a Matt Damon fa da spalla a una ragazzina di quattordici anni che parla come un senatore e che minaccia di fare cause a chiunque( e ci sarà una ragione per cui negli USA ci sono più avvocati che potenziali clienti?).
E quasi ti trovi a parteggiare per Matt Damon che la sculaccia e che col frustino le scalda le terga e forse non dispiace nemmeno che Josh Brolin ( villain relegato in ruolo marginale) che per zittirla le molli una pigna in faccia .
Hailee Steinfeld è bravissima, aveva veramente 14 anni quando ha recitato in questo film e stupisce la sua padronanza scenica.
Ma il suo è un personaggio decisamente irritante.
La regia dei Coen è impreziosita da continui rimandi cinefili ma il film a mio parere difetta nella costruzione dei personaggi: è raro trovare un western in cui ci sia un personaggio femminile così forte che domina in maniera incontrastata su due personaggi maschili che si contrappongono a lei perchè racchiudono tutte le caratteristiche negative che la ragazzina disprezza.
Sono infantili, cialtroni ma a lei interessa solo che siano spietati per compiere la sua vendetta e per questo li comanda a bacchetta.
Forse un pò troppo per una quattordicenne so-tutto-io che da sola fronteggia il mondo che incombe su di lei.
Il Grinta è storia di vendetta e viaggio di formazione, un western dalle tonalità spettrali in cui il mito della frontiera viene demolito sistematicamente.
I Coen volevano fare un western "moderno" utilizzando solo ingredienti "classici": grandi spazi, cowboys imbolsiti ed invecchiati, cavalli lanciati al galoppo fino allo sfinimento, duelli all'ultimo sangue.
Il Grinta è invece un esercizio calligrafico con attori ottimi, una fotografia di pregio ad opera di Roger Deakins e le immancabili stravaganze che sono ormai il loro trademark.
Un esercizio simile a quello che fece Jarmusch con Dead Man, western naif che mi è sembrato di scorgere tra le pieghe di questa ultima fatica coeniana.
Bellissimo l'epilogo,unica concessione che viene fatta alla sostanza in un film che sembra solo orientato alla forma.

Sulla regia di Joel Coen

la loro impronta c'è tutta

Sulla regia di Ethan Coen

la loro impronta c'è tutta

Sull'interpretazione di Matt Damon

personaggio di contorno

Sull'interpretazione di Josh Brolin

villain relegato a poche scene

Sull'interpretazione di Jeff Bridges

cerca di rifare Wayne,è bravo ma non è John Wayne

Sull'interpretazione di Barry Pepper

quasi irriconoscibile,anche per lui personaggio usa e getta

Sull'interpretazione di Hailee Steinfeld

piccolo mostro insopportabile,la ragazzina ha talento.


SI

Commenti

  • 31 dicembre 2011, 12:55 di Winnie dei pooh

    Ueeee, Brad, comincio seriamente a preoccuparmi. Mi trovo in (quasi) totale accordo con te. Dico quasi, intanto perché non vorrei che tu ti montassi oltremodo la testa (eh, eh, quanto sono simpa) poi perché, personalmente, gli avrei dato solo due stelle (anche se questo esercizio, essendo terribilmente limitante, non ha 'sta gran importanza); inoltre, pur trovandomi assolutamente d'accordo (allora la cosa è davvero seria, accidenti!) anche sul giudizio che dai del magnifico Non è un paese per anzianotti, non lo trovo affatto un "western atipico" bensì un western tra i più classici. Magari intendevi dire moderno, in quanto ambientato - più o meno - ai giorni nostri, ma atipico proprio no. Salut.

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  • 31 dicembre 2011, 13:05 di bradipo68

    eh eh allora davvero dobbiamo cominciare a preoccuparci per tutte le volte che andiamo d'accordo...Non è un paese per vecchi non lo trovo così classico,così come non penso che sia così classico il western di Peckinpah.Ho usato il termine atipico per sottolineare la loro tendenza a scarabocchiare sul genere cinematografico da cui partono...hai visto c'è ancora qualcosa su cui la pensiamo diversamente...ciau!

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  • 31 dicembre 2011, 13:45 di Winnie dei pooh

    Lo stai facendo apposta, lo so. Cerchi di rincuorarmi solo perché, in fondo in fondo, un po' ti stai affezionando. Bisognerebbe, comunque, intendersi sul significato di "classico". Dire che il western di Sam non è, a suo modo, classico lo trovo difficile. Probabilmente non è il western di John Ford ma, di sicuro, è il classico western alla Peckinpah.

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  • 31 dicembre 2011, 15:12 di bradipo68

    Io Peckinpah lo trovo già oltre il western classico alla Mann,alla Ford o alla Hawks...ma naturalmente è un mio modo di vedere...

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  • 31 dicembre 2011, 15:18 di Winnie dei pooh

    Naturalmente

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  • 2 gennaio 2012, 12:09 di Peppe Comune

    Mi rivedo abbastanza nella tua lettura del film, soprattutto quando sottolinei che i Coen sono "molto più bravi a improvvisare sul proprio spartito che non su quello degli altri". E' come se perdessero molta della loro geniale verve creativa. Un affettuoso saluto "amicone".

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  • 3 gennaio 2012, 08:11 di bradipo68

    ciao Peppe!

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  • 24 gennaio 2012, 13:40 di lorenzodg

    I fratelli Coen hanno perso un po' del 'loro cinema' quando 'autocitandosi' hanno 'citato' altri. Vedi "Il Grinta". Anche "Non è un paese per vecchi" è un film post-datato (da un 'libro'..quindi non originale per loro) su avvenimenti già raccontati. Sapiente e fatto bene...ma non aggiunge nulla (al già detto): e per i Coen diventa un 'piccolo' difetto.

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  • 24 gennaio 2012, 14:19 di bradipo68

    probabilmente perchè dai Coen si pretende sempre qualcosa in più.Certo se Il Grinta fosse stato fatto da Michael "Transformer" Bay ora staremmo tutti quanti a parlare di film miracoloso...Un saluto!

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