Opinione di superficie 213 su Black Death
Con Sean Bean, Eddie Redmayne, Carice van Houten, David Warner, Kimberley Nixon, David Masterson, John Lynch, Johnny Harris, Tim McInnerny, Andy Nyman
- negative [1]
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Sul film
Christopher Smith e' un regista che ha del talento visivo , nel suo primo film CREEP (2004) ha dato spazio ad una messa in scena rigorosa e davvero con buone idee che purtroppo svanivano di fronte ad un finale a dir poco tirato via e senza mordente.
Il film comunque incasso' bene ed il giovane Smith sforno ' nel 2006 il buon SEVERANCE , uno slasher con spunti dal classico UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA che colpi' l'attenzione dei critici - per la bella messa in scena e per la presa di posizione anti-capitalista - e quella del pubblico d'oltremanica .
Dopo ben quattro anni da quel promettente secondo film Smith torna con questo BLACK DEATH , buon successo in patria ma che da noi viene distribuito dalla One Movie bipassando il passaggio nelle sale.
Stavolta il regista inglese gioca la carta del film epico avventuroso in costume - che negli ultimi anni ha sfornato gioiello raro come VALHALLA RISING del grande Nicholas Winding Refn , buoni film come CENTURION di Neil Marshall e SOLOMON KANE di Michael J. Bassett e sconcezze come 300 di Snyder o come L'ULTIMA LEGIONE di Doug Lefler - e nonostante il budget basso riesce nella difficile impresa - grazie al fondantale contribuito dello scenografo John Frankish - di rendere credibile un 1348 ricostruito nei boschi del nord Inghilterra e riesce a mantenere desta l'attenzione del pubblico fino all'ultimo secondo della pellicola.
Il cast e' composto da volti noti per chi segue il cinema inglese ed e' capitanato da un ottimo Seab Bean ( che dopo IL SIGNORE DEGLI ANELLI ha sempre una parte in ogni epico ) che interpreta con forza il suo cavaliere cristiano in cerca di streghe e demoni da sconfiggere .
Non da meno e' l'interpretazione del giovane Eddie Redmayne - gia' visto in SYMBIOSIS e L' ALTRA DONNA DEL RE - che dona al "suo" prete le giute sfaccettature e la giusta dose di forza.
Smith gira con forza le scene di battaglia ( mai leccate o patinate ma anzi sempre piene di sangue e polvere ) , non si dimentica il passato horror e riesce a inserire dello splatter senza risultare pesante o eccessivo.
Tutto il reparto tecnico funziona bene , dalla buona colonna sonora fino al bel montaggio.
In piu' convince come il regista sia riuscito a dare un taglio iper-laico alla pellicola , dando tante stoccate alla Chiesa cattolica - ma anche a chiunque pratichi violenza in nome di una qualisasi religione - e non risparmiando critiche verso un periodo - quello della peste e della successiva caccia alle streghe - che ha macchiato il genere umano di tante e tali violenze da far impallidire il diavolo stesso.
Smith poi sa quando accelleare il ritmo e quando mantenerlo basso per cercare e trovare la giusta suspance ed il giusto equlibrio tra azione e dramma.
Insomma, siamo di fronte ad un film di genere di quelli che si vedono molto volentieri e sempre piu' raramente e che ci racconta la follia umana attraverso un finale eccellente e di un realismo filmico unico.
Noi siamo il male, il resto e' solo superstizione
Commenti
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23 marzo 2011, 11:18 di maghella
Come sempre riesci a convincermi...Ciao Superficie, e bentornato.
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