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I misteri di Lisbona (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I misteri di Lisbona: minimo
Ritmo ritmo in I misteri di Lisbona: presente
Impegno impegno in I misteri di Lisbona: minimo
Tensione tensione in I misteri di Lisbona: presente
Erotismo erotismo in I misteri di Lisbona: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a I misteri di Lisbona

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a I misteri di Lisbona (voti: 6 media: 4,33) 6

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locandina di I misteri di Lisbona

Trailer Originale | Sottotitoli Francese

I misteri di Lisbona Trailer Originale | Sottotitoli Franceseplay

La trama

Una traversata vertiginosa dell’Europa, sull’onda di avventure, intrighi e passioni violente che ruotano attorno all’orfano Pedro da Silva, in cerca della sua vera identità nella Lisbona dell’Ottocento. 

Tratto dall'omonimo classico della letteratura portoghese di Camilo Castelo Branco pubblicato nel 1854, è il testamento artistico di Raul Ruiz. Un compendio perfetto del cinema dell'autore cileno, che con inusitata eleganza scardina il concetto di feuilleton ripercorrendo tutti i temi e gli stili a lui cari, fondendo in maniera unica realismo e surrealismo, teatro e sogno. Un flusso di immagini di puro cinema ipnotico, un capolavoro indubbio.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 17/08/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

Da un romanzo ottocentesco di Camilo Castelo Branco, Raoul Ruiz trae un autentico kolossal della narrazione cinematografica. La storia di Pedro Costa, alias João, figlio nato da un amore clandestino tra due giovani dell’aristocrazia portoghese, è un percorso che viaggia nel tempo, a bordo di un flusso di parole che cambia ripetutamente origine e punto di vista, ma si mantiene rigorosamente nel solco della consequenzialità, della concatenazione causale, dell’esposizione didattica. I vari personaggi si alternano nel ruolo di narratore, ed il passaggio del testimone, che implica un radicale cambio di prospettiva, avviene sempre in maniera del tutto naturale, all’interno di un dialogo che si sviluppa nella rievocazione di un ricordo, nella spiegazione di un antefatto, nella rivelazione di un segreto. Nello stesso istante cambia lo scenario, che ci porta immediatamente dentro quella particolare parte del racconto, lasciando che i personaggi in carne ed ossa prendano il posto della voce narrante, rappresentando il passato come gemmazione del presente. In questo film l’oggi si espande con continuità verso lo ieri, in una maniera non soltanto logica, ma anche visiva: profondità e simultaneità sono i principi ispiratori di regia e fotografia, che riprendono la suddivisione teatrale tra primo e secondo piano, tra azione e scenografia.  L’uomo, posto al centro di un vasto salone con decori ed affreschi, è il figlio della propria epoca, che, però, vive la propria vicenda personale in maniera autonoma rispetto alla storia del mondo. A quello sfondo, indifferente e distante, appartengono anche le figure umane che si intravedono in lontananza, attraverso una porta collocata all’estremità del corridoio: il protagonista è il caso singolo che si evidenzia rispetto alla massa indistinta che gli fa da contorno, in virtù di quel particolare destino individuale che soltanto a lui appartiene. L’immagine, distribuita su due livelli, indica quindi, simultaneamente, la presenza di un contesto e il distacco da quest’ultimo: ed è precisamente questo dualismo a generare le tragedie che stanno alla base della storia, in cui la spontaneità del sentimento e l’onestà della coscienza si contrappongono alle vigenti regole sociali. La tensione tra naturalezza e rigidità, sul piano morale, definisce il dilemma, scatena la ribellione, infligge il dolore; sul piano estetico, invece, dà vita a quell’armonia che si chiama sobrietà, e che porge allo sguardo una bellezza ricca, solenne e curata, però mai sfarzosa.   Mistérios de Lisboa ritrae la grandezza del dramma col bilancino della verità, forte di quello splendido equilibrio che si traduce in un realismo preciso ed essenziale, duro nel contenuto, però dispensato con infinita grazia.
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SI

Opinioni su I misteri di Lisbona


17 agosto 2011 Opinione di OGM su "I misteri di Lisbona"
OGM

Da un romanzo ottocentesco di Camilo Castelo Branco, Raoul Ruiz trae un autentico kolossal della narrazione cinematografica. La storia di Pedro Costa, alias João, figlio nato da un amore clandestino tra due giovani dell’aristocrazia portoghese, è un percorso che viaggia nel tempo, a bordo di un flusso di parole che cambia ripetutamente origine e punto di vista, ma si mantiene rigorosamente nel solco della consequenzialità, della concatenazione causale,...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Mistérios de Lisboa (2010)

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