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The Arbor (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Arbor: assente
Ritmo ritmo in The Arbor: assente
Impegno impegno in The Arbor: assente
Tensione tensione in The Arbor: assente
Erotismo erotismo in The Arbor: assente

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La trama

La storia vera della commediografa inglese Andrea Dunbar, famosa per Rita, Sue and Bob Too (da cui Alan Clarke trasse l'omonimo film), morta alcolizzata nel 1990 a soli trentun anni. Tra documentario e teatro, un quadro biografico e sociale realizzato a partire dalle autentiche interviste a parenti e amici della donna, recitate in lip synch da veri attori. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 15/11/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

La storia di un talento letterario minato da una vita sbagliata, e precocemente stroncato da una morte improvvisa. Andrea Dunbar (1961-1990), una donna di soli ventinove anni, viene trovata agonizzante nei bagni di un pub di Bradford, contea di Yorkshire. L’autopsia individuerà la causa del decesso in un’emorragia cerebrale. Andrea beveva e si drogava. Aveva avuto tre figli da tre compagni diversi, e le sue prime due bambine, Lorraine e Lisa, erano nate prima che lei compisse vent’anni. Nello stesso periodo era stata ricoverata in una casa di accoglienza per donne sbandate, ma ciò non era bastato a correggere il corso della sua esistenza.  Che, per certi versi, prometteva di diventare gloriosa: a soli quindici anni aveva scritto un dramma teatrale a sfondo autobiografico che era andato in scena al Royal Court Theatre di Londra, riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico. Questo exploit l’aveva resa famosa, ma non l’aveva salvata dal degrado sociale: una sorta di malattia endemica ed inestirpabile in quel quartiere-ghetto, il Buttershaw Estate, in cui era nata e cresciuta in una famiglia di operai, insieme a sette fratelli e sorelle. Brafferton Arbor era il nome della strada in cui viveva e in cui aveva cominciato a frequentare cattive compagnie: quel punto della città era, del resto, nell’immaginario collettivo, il luogo simbolo della delinquenza e dell’emarginazione. Ed è in quel teatro di follia e depravazione che Andrea decide di ambientare la sua prima pièce, che intitolerà The Arbor. Quest’opera e il film di Clio Barnard trattano, in fondo, lo stesso argomento: il male che è radicato nel territorio e si attacca irreversibilmente agli individui più sensibili,  trasmettendosi anche alle generazioni successive. Il film, precisamente, sviluppa il discorso del dopo, del modo in cui la sventura di Andrea ha portato alla rovina di Lorraine, la sua figlia maggiore, frutto indesiderato della sua relazione con un uomo originario del Pakistan. La fonte ispiratrice è il dramma documentario A State Affair (2000) di Robin Soans, che utilizza la cosiddetta tecnica verbatim: il copione è composto, in buona parte, dalla trascrizione letterale di interviste rilasciate dalle persone reali che verranno interpretate dagli attori sul palco. Nel film, i monologhi sono registrazioni delle testimonianze rese a voce dai parenti e dai conoscenti di Andrea, a cui gli attori adattano la mimica facciale e i movimenti delle labbra, in una sorta di recitazione in playback (che con il termine tecnico inglese è detta lip synching). Il risultato non è sempre del tutto convincente, ma quella parlata irregolare, dalla forte coloritura dialettale, invade la scena con un’ondata di autenticità che vale ben più di ogni armonia estetica. Comunque sia, quell’effetto straniante prodotto dalla sovrapposizione di finzione e realtà si può considerare funzionale alla rappresentazione del paradosso che caratterizza il destino di Andrea: una fortuna artistica proveniente dalla descrizione del disagio, e che, però, non è in grado di riflettersi positivamente sull’esistenza di quella sventurata autrice. ESPANDI +
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SI

Opinioni su The Arbor


15 novembre 2011 Opinione di OGM su "The Arbor"
OGM

La storia di un talento letterario minato da una vita sbagliata, e precocemente stroncato da una morte improvvisa. Andrea Dunbar (1961-1990), una donna di soli ventinove anni, viene trovata agonizzante nei bagni di un pub di Bradford, contea di Yorkshire. L’autopsia individuerà la causa del decesso in un’emorragia cerebrale. Andrea beveva e si drogava. Aveva avuto tre figli da tre compagni diversi, e le sue prime due bambine, Lorraine e Lisa, erano nate prima che lei compisse...

voto al film: OGM assegna il voto buono a The Arbor (2010)

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