Vento di primavera (2010)
Con Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez, Joseph Weismann, Oliver Cywie, Mathieu Di Concerto, Romain Di Concerto, Sylvie Testud
La trama
La ricostruzione del terribile rastrellamento di massa avvenuto a Parigi nel 1942,quando 13000 ebrei vennero rinchiusi nel Vélodrome d'Hiver, per poi essere condotti ad alcuni campi di detenzione in Francia, prima di essere destinati ai campi di concentramento tedeschi.
Pur nobilmente educativo, Vento di primavera è davvero troppo poco personale per un filone tanto frequentato come l’Olocausto.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 4/2011
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 29/01/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
La vita della comunità ebraica di Montmantre scorre tranquilla nonostante gli abitanti siano costretti ad andare in giro con la loro lettera scarlatta, il simbolo del loro reato, la stella gialla di David cucita sul petto e ben in vista. La città sembra vivere la situazione con un occhio ambivalente: chi si indigna e chi invece appoggia la deriva folle imposta dalla Germania, chi accoglie in seno alla propria famiglia gli ebrei e chi invece non perde occasione per deriderli. A Montmantre c’è la portinaia di origine tedesca disposta a far da sentinella ma c’è anche la fornaia che rifiuta la convivenza… e il tutto in una serena atmosfera di non rassegnazione: mentre i bambini giocano, gli adulti aspettano il giorno in cui tutto finirà continuando le loro vite lavorando (non tutti gli ebrei sono dei geni e non tutti navigano nell’oro) in frammenti di lacerante quotidianità normale. Fino al momento più violento: Vichy decide di radunare 25 mila ebrei stranieri, apolidi e senza cittadinanza francese, e consegnarli nelle mani del Fuhrer, due giorni dopo la Festa Nazionale del 14 luglio.
La notte del 16 luglio 1942 rimarrà una delle più oscure della città di Parigi nonostante il giorno inizi alle 4 del mattino. Le forze militari collaborazioniste invadono case, devastano intimità, rastrellano selvaggiamente donne e bambini, spingono al suicidio giovani vite indifese: l’ordine è inviolabile, rastrellare il numero di ebrei che Hitler aveva richiesto per dimostrare che la Francia era dalla parte della grande potenza tedesca. 13 mila persone vengono rinchiuse e trasferite al Velodromo d’Hiver tra condizioni igieniche inesistenti e stati di salute precari per via di gente rubata ai nosocomi, agli ospizi, agli orfanotrofi. Un misto di vita e urina, di sorrisi infantili e influenze tifoidee, di speranza per un imminente trasferimento nei territori ebrei dell’Est e digiuno forzato. Dei 13 mila deportati, 4051 erano bambini. Ad assisterli solo un medico della Croce Rossa di origine ebraica, il dottor David Sheinbaum, e le infermiere, tra cui spicca per dedizione e umanità l’esile ma battagliera Annette Monod, di religione protestante.
Al Velodromo rimangono solo per un paio di giorni. ESPANDI +
19 febbraio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Vento di primavera"
"Vento di primavera" costituisce l'apporto di Roselyne Bosch al filone cinematografico sugli orrori della deportazione durante il secondo conflitto mondiale. Indispensabile e fondamentale nell'ottica della presa di coscienza e del non dimenticare (mai), decisamente meno importante per quanto concerne la materia prettamente filmica, il film della regista francese mette in scena un altro pezzo di storia di cui non andare fieri ovvero il rastrellamento del quartiere di Montmartre e l'inumana...
voto al film: 
1 febbraio 2012 Opinione di bradipo68 su "Vento di primavera"
Ogni film che tratta l'argomento della Shoah visto in questa parte dell'anno forzatamente viene valutato da una prospettiva diversa. Troppi i pensieri che si affollano attorno alle immagini che passano sullo schermo, troppa la rabbia dentro che trova sfogo quando c'è qualcuno che meritoriamente cerca di ricordarci quanto è successo, sale ancora l'indignazione allorchè rileggiamo le storie vere di un genocidio di massa annunciato. La storia di Vento di primavera è assolutamente vera e...
voto al film: 
28 gennaio 2012 Opinione di Winnie dei pooh su "Vento di primavera"
Ci sono opere che non possono (e non devono) essere giudicate secondo canoni metodologici ma solo ed esclusivamente meritocratici e questa è una di quelle. Se si considera che in Germania, al di sotto dei trent'anni, quattro persone su cinque non hanno neppure la più vaga idea di quanto avvenne ad Auschwitz e del significato di Olocausto, non si può non rimanere profondamente sconcertati, se non addirittura terrorizzati, di fronte a tale inconcepibile assurdità; di conseguenza,...
voto al film: 
8 luglio 2011 Opinione di manuel88 su "Vento di primavera"
Il film,basato su una storia vera narra i fatti che si sono susseguiti a Parigi tra la notte del 15 e 16 luglio 1942. Il Maresciallo Philippe Petain per compiacere agli alleati tedeschi ordina il rallestramento degli ebrei che hanno trovato rifugio in Francia. Parigi è così occupata dai nazisti. Oltre 13.000 ebrei vennero arrestati e internati nel “Velodromo d'Inverno” (la famosa “retata di Val d'Hiv”) in condizioni alimentari e igienico-sanitarie...
voto al film: 
6 febbraio 2011 Opinione di fefy su "Vento di primavera"
Didascalico, registro narrativo televisivo... Sarà anche vero, ma questo è un film importante! ha il merito di far conoscere al grande pubblico questo atroce pezzo di storia. Il collaborazionismo di una certa Francia con il Nazismo è stato a lungo oscurato. Teniamo presente che solo nel 1995 (50 anni dopo!) il Presidente della Repubblica Chirac riconobbe le pesanti responsabilità francesi nella shoah, a lungo negate dal suo predecessore Mitterand che, non...
voto al film: 
30 gennaio 2011 Opinione di lorenzodg su "Vento di primavera"
Quando la 'storia' di un paese vive a distanza di tempo dopo nascondimenti, chiusure e ipocrosie. In un contesto drammaticamente difficile il cinema d'oltralpe ha il 'coraggio' di schiudere e affrontare con forza una pagina 'lacerante' durante l'occupazione nazista. Siamo nella Francia 'dilaniata' dall'antisemitismo tedesco durante la primavera 1942; nei titoli (rossi) di testa si osservano immagini d'archivio di Hitler nel suolo parigino..quando un'inquadratura ricostruita fa il verso a...
voto al film: 
30 gennaio 2011 Opinione di leporello su "Vento di primavera"
E' un po' come la musica di Mozart, o quella di Vivaldi... Ogni tanto viene da chiedersi: "Ma per quanto tempo ancora suoneranno queste cose nei teatri? Sarà per sempre? ". Lo so che in periodo di giornate della memoria l'affermazione è stonata, tanto più che sono sinceramente convinto che la memoria vada tenuta viva, la memoria in genere e questa in particolare, anche se dubito fortemente che serva a redimere il genere umano dalla sua voglia (necessità?) di...
voto al film: 
29 gennaio 2011 Opinione di OGM su "Vento di primavera"
Raccontare, con partecipazione, ma senza sentimentalismi, e con accuratezza, ma senza pretese documentaristiche, è la formula ideale per far arrivare la verità storica alla gente; è la ricetta della narrativa che esprime un giudizio morale attraverso i fatti accaduti e le emozioni di chi li ha vissuti sulla propria pelle. Anche se i personaggi e le situazioni individuali sono inventati, la realtà emerge comunque, attraverso la creatività di chi immagina e...
voto al film: 
29 gennaio 2011 Opinione di Spaggy su "Vento di primavera"
Parigi, 1942. Il vento di primavera spazza inesorabilmente via gli ultimi residui della città delle canzoni, del Montparnasse, dei Quartieri latini e di Place Vendome. La città della tenerezza, dell’allegria, degli artigiani, la Parigi che Edith Piaf decanterà e vorrà rifar sua in una sua celebre chanson è devastata fisicamente ed eticamente dal male tedesco, la Terza Repubblica ha lasciato il posto alla Francia di Vichy: De Gaulle è volato in...
voto al film: 





























