Opinione di bradipo68 su Vento di primavera
Con Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez, Joseph Weismann, Oliver Cywie, Mathieu Di Concerto, Romain Di Concerto, Sylvie Testud
- sufficienti [1]
- positive [8]
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Sul film
Ogni film che tratta l'argomento della Shoah visto in questa parte dell'anno forzatamente viene valutato da una prospettiva diversa.
Troppi i pensieri che si affollano attorno alle immagini che passano sullo schermo, troppa la rabbia dentro che trova sfogo quando c'è qualcuno che meritoriamente cerca di ricordarci quanto è successo, sale ancora l'indignazione allorchè rileggiamo le storie vere di un genocidio di massa annunciato.
La storia di Vento di primavera è assolutamente vera e per questo è impossibile che non scatti l'empatia con quello che si vede.
Il film è realizzato con dovizia di mezzi, sono impressionanti le scene di massa come è impressionante l'escalation di avvenimenti , tristemente nota che porta al rastrellamento monstre di quella brutta giornata parigina che è il 16 luglio del 1942.
La vita di una comunità in cui la regista ha messo in evidenza soprattutto l'impossibilità da parte dei più giovani di comprendere fino in fondo questo terribile accanimento contro le loro radici è sconvolta da un piano folle di eliminazione di 24 mila ebrei da Parigi.
Grazie all'opera di molti parigini rimasti nell'ombra della storia ne vengono presi poco più della metà e ammassati in un velodromo prima di partire per un posto sperduto nella provincia francese per poi essere destinati nei più tristemente famigerati campi di concentramento.
Vento di primavera racconta la storia di un gruppo di bambini che devono fronteggiare qualcosa di molto più grande di loro, di un medico di origine ebrea interpretato da un Jean Reno mai così umano e dall'aspetto vulnerabile e di un'infermiera,Melanie Laurent, che si vota alla causa di questi bambini anche oltre le proprie forze.
Il film della Bosche racconta quello che successe in quei giorni usando vari piani narrativi: il rastrellamento visto dalla parte degli ebrei che devono subire soprusi e angherie , ammassati come bestie nel velodromo, umiliati e sottonutriti. Racconta la politica che è talmente miope da non accorgersi dell'atrocità che si sta per commettere.Gli ebrei sono solamente numeri in un pallottoliere, la cosa che sconvolge è che nelle alte sfere politiche si lavora contro il proprio popolo.Sono francesi coloro che pianificano il rastrellamento e la deportazione.
Narra inoltre di un Fuhrer come un'icona chiuso nella sua teca totalmente distaccato dal resto del mondo.Per accentuare questa distanza le scene in cui è presente il Fuhrer con il suo entourage da teatro degli orrori, quadretti familiari grotteschi, sono lasciate in lingua tedesca e senza essere sottotitolate.
Il film della Bosche non vuole essere un je accuse sterile e ripetitivo contro i francesi che si macchiarono di collaborazionismo ma semplicemente un accurato resoconto storico in cui emergono le colpe del governo di Vichy.
Vento di primavera ( titolo che non c'entra nulla con quello originale, La rafle,la retata) è una palestra in cui esercitare la memoria , il classico film da proiettare nelle scuole che serva da imperituro punto fermo nella rappresentazione storica di quel periodo.
Roselyn Bosche non eccelle in regia dimostrandosi ottima illustratrice e poco più,lasciandosi sopraffare dall'enfasi in qualche tratto anche se azzecca la sequenza il cui il piccolo Nonò corre veloce verso il suo destino convinto che quel camion che lo sta aspettando lo porterà dalla madre.
Dal punto di vista cinematografico il film si limita solo alla compilazione degli avvenimenti, ma il cast sontuoso in cui tutti recitano al meglio(dai favolosi bambini a Melanie Laurent che dimostra il suo talento da attrice drammatica e a Jean Reno che usa la sua maschera per colorare un personaggio sofferto) permette di riscattare le debolezze di linguaggio filmico che qua e là emergono.
E qui si ritorna all'inizio. E' praticamente impossibile giudicare oggettivamente un film che agita tanti pensieri e il cui impegno civile travalica ogni considerazione cinematografica.
Ecco perchè il pollice di gradimento è ostinatamente su.
Per ricordare.
Sulla regia di Roselyne Bosch
regia compilativa
Sull'interpretazione di Jean Reno
ottimo
Sull'interpretazione di Mélanie Laurent
eccellente
Sull'interpretazione di Gad Elmaleh
bravo
Commenti
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1 febbraio 2012, 08:19 di GIANNISV66
Sottoscrivo mille volte la chiusura. "Per ricordare". Si parla spesso di "diritti naturali dell'uomo", io credo che ricordare sia un "dovere naturale dell'uomo". Mai dimenticare quello che accadde. Un saluto
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1 febbraio 2012, 09:18 di bradipo68
condivido al 1000% quello che hai scritto, Gianni.Ciao!
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1 febbraio 2012, 11:58 di maghella
Per ricordare, e soprattutto non permettere a schifosi fascisti e nazisti dell'ultima ora di modificare e stravolgere ciò che è accaduto, questa sarebbe una crudeltà sulle crudeltà subite da tutti quelli che hanno vissuto, che hanno avuto lutti con i campi di sterminio. Pensa Brad, che parlavo di questo film (che purtroppo non ho visto) proprio con un amico 5 minuti fa al telefono...ciao :)
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1 febbraio 2012, 13:07 di kikisan
Bene, bene... Questo l'ho registrato. Ciao!
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1 febbraio 2012, 23:05 di bradipo68
@maghella:ma guarda le combinazioni della vita.In tempi di di negazionismo rampante il ricordo deve essere mantenuto vivo.@kikisan:probabilmente dal punto di vista strettamente cinematografico quattro stelle sono troppe ma da quello dell'impegno civile sono poche anche cinque...un saluto a entrambi!
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