Jane Eyre (2011)
Con Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell, Imogen Poots, Judi Dench, Sally Hawkins, Tamzin Merchant, Simon McBurney, Sophie Ward, Jayne Wisener, Valentina Cervi
22/11/2010
Ancora Jane...
Oddio.Uscirà a marzo negli USA (in Italia è lecito chiedersi quando...) un nuovo film tratto dal bellissimo romanzo di Charlotte Bronte, "Jane Eyre". Essendo una grande...
di montelaura
La trama
Dopo la morte dei genitori a causa del tifo, la piccola Jane Eyre viene inizialmente accolta in casa dalla zia Sarah e successivamente spedita in collegio, dove la sua caparbietà incontra le punizioni più severe. All'età di diciotto anni, Jane (Mia Wasikowska) trova lavoro come istitutrice di una bambina francese presso la casa di campagna di Edward Rochester (Michael Fassbender), un affascinante lord con un passato misterioso alle spalle e già impegnato con Blanche Ingram (Imogen Poots). Dopo poco tempo tra Jane e Edward nasce l'amore ma la scoperta di ciò che l'uomo nasconde incrina la relazione.
Impresa ardua aggiungere qualcosa di nuovo all’ennesima trasposizione cinematografica del romanzo di Charlotte Brontë. Eppure il regista Cary Fukunaga e la sceneggiatrice Moira Buffini (Tamara Drewe. Tradimenti all’inglese) affrontano la sfida con serietà. Visivamente il film risente dell’influenza di Bright Star di Jane Campion. Rispetto al tradizionale film vittoriano, Fukunaga accentua gli elementi barbari di un modello sociale ed economico ma non sempre riesce a evitare gli stereotipi del genere.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 40/2011
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 20/09/2011 - utile per 43 utenti
Voto al film: 
Cary Joji Fukunaga avrebbe potuto sentire l’esigenza di modernizzare il tutto - e qualche ripresa con la camera a mano all’inizio fa anche temere ciò - e, invece, rimane fedele all’opera originaria, senza snaturare il tocco delicato e al contempo eversivo della Bronte. Con l’aiuto di Mia Wasikowska e Michael Fassbender, confeziona un film che ha l’aria del grande classico ripulito dalla polvere del tempo. La sceneggiatura, seppur con qualche libertà narrativa e lievi modifiche, segue il romanzo riportando in scena l’Inghilterra vittoriana con le sue rigide norme sociali e con i fantasmi dell’incombente modernità, metaforicamente rappresentati dall’aggiunta degli aspetti tipici del romanzo gotico. Le strane presenze, reali o immaginarie che siano, regolano i comportamenti dei due personaggi principali, imbrigliati da un passato dal quale sembrano non liberarsi. L’ombrosa tenuta di Thornfield ridiventa il simbolo di una nazione imbrigliata dal colonialismo e dalla smania di egemonia, incapace di gestire prima di ogni cosa il tumulto che attraversa la società e che vede in primis l’evoluzione del ruolo della donna, da sottomessa a indipendente, libera finalmente dal giogo delle decisioni del maschio di casa conquistato con arguzia, come ricordano i duri insegnamenti impartiti dal collegio di Lowood. E Jane Eyre, a sua volta, si trasforma nel simbolo di questa ricerca di indipendenza, come denotano i dialoghi fedelmente ricostruiti nel film: non mancano accenni ad esempio a tematiche di stampo progressista, basati sul diritto all’uguaglianza e sul dovere di andare al di là delle rigide transenne che determinano il confine tra le classi sociali.
Lungi dal ricadere nella tentazione di analisi del romanzo, è giusto soffermarsi sul film e su quanto messo in scena da Fukunaga, poco più che esordiente. Partiamo dall’inizio, momento in cui si sceglie di entrare in medias res ritrovando in una nebbiosa mattina Jane Eyre, già adulta, in fuga da qualcosa e tormentata da visioni e voci che riportano a un passato doloroso (come tutte le istitutrici, le rammenterà con sarcasmo Mister Rochester) che riappare a piccole dosi con l’uso di flashback talmente brevi che non disturbano lo spettatore che non conosce la storia. ESPANDI +
- negative [2]
- sufficienti [5]
- positive [10]
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18 febbraio 2012 Opinione di emmepi8 su "Jane Eyre"
Ho visto il film perché fin da bambino sono stato affascinato da questa storia, leggendo il libro, e quindi dalla mia collezione non manca, penso, nessun film o sceneggiato in proposito. Da questo film mi aspettavo molto di più ed invece si è trattato di un'altra inutile riproposizione della storia nei suoi termini canonici, facendoci rimpiangere l'operazione, discreta fatta da Zeffirelli, e che in questo film a tratti si ripete. Film inutile e fatto senza scopo, i continui flash back...
voto al film: 
16 febbraio 2012 Opinione di Utente rimosso (Rossellana) su "Jane Eyre"
Ho visto quattro versioni di Jane Eyre e aspetto ancora quella che mi soddisfi pienamente. Ammetto che ridurre a film un romanzo di oltre 500 pagine, piuttosto complicato e introspettivo, non è una cosa da nulla ! Tuttavia avrei dato a questa versione il premio per la migliore, se non fosse stata così "concentrata": molti dettagli e approfondimenti sono stati omessi, rendendo la storia più superficiale e meno comprensibile (per chi non ha letto il libro) di quanto avrebbe potuto...
voto al film: 
3 dicembre 2011 Opinione di maghella su "Jane Eyre"
La storia di Jane Eyre è una delle mie preferite, letto il bellissimo romanzo tanti anni fa, visto sia il film “La porta proibita” di Stevenson e omonimo di Zeffirelli più e più volte, ne sono sempre rimasta affascinata, il primo film di Stevenson è quello che più mi aveva “rapito” per la presenza di Wells nell'ombroso Mister Rochester, e in quello di Zeffirelli trovo Charlotte Gainsbourg una Jane davvero convincente...ma questo film di Cary Fukunaga è quello che davvero mi ha...
voto al film: 
11 novembre 2011 Opinione di cippags su "Jane Eyre"
Cinematograficamente parlando il film è ottimo, anche se certe ambientazioni interne claustrofobiche sono un po' eccessive; resta però da capire se c'era effettivamente bisogno di un altro rifacimento (sembra sia la diciottesima trasposizione...). Il cast (molto di richiamo al momento) è buono e per chi non conosce il libro il film è sicuramente da vedere. 6,5
voto al film: 
25 ottobre 2011 Opinione di Mr.Klein su "Jane Eyre"
La Jane Eyre di Charlotte Bronte si presenta ancora oggi con l’espressione compiuta,e per i tempi in cui venne pubblicato il romanzo inedita,di un modello di temperamento femminile alle prese con l’esigenza di chiarire i propri sentimenti quando questi possono essere lo strato su cui si poggia e si assesta l’equilibrio della personalità della donna come questione sociale. Oggi questa forma di stratificazione romanzesca potrà anche risultare desueta nel suo affidarsi a riflessioni...
voto al film: 
23 ottobre 2011 Opinione di seminarista su "Jane Eyre"
Il film in generale è una brutta storia di mobbing.
voto al film: 
22 ottobre 2011 Opinione di ali83 su "Jane Eyre"
Sono onesta..sono corsa al cinema principalmente per vedere Michael Fassbender ( anche qui "magnetico") ..ma il film non delude e, sebbene affezionatissima alla versione con la Gainsbourg e William Hurt, mi sono nuovamente appassionata all storia e ai personaggi. mi è parso anche di sentire una certa "originalità" in questa versione di un capolavoro super noto e riprodotto...non poco!
voto al film: 
16 ottobre 2011 Opinione di ValeBale su "Jane Eyre"
Dopo tanta attesa, ecco una nuova trasposizione di quello che posso tranquillamente definire uno dei miei "Intoccabili" romanzi. Secondo solo a 1984 di Orwell. Trasformare Jane Eyre in un film è una bella sfida, soprattutto per la questione della durata, è difficile raccontare esaustivamente tutto il romanzo in 120'... E' per tale ragione che una delle cose che ho apprezzato del film è che le scene iniziali narrano già i fatti successivi alle vicende in casa Rochester, che si vanno a...
voto al film: 
14 ottobre 2011 Opinione di 7 su "Jane Eyre"
bravissimi gli attori, belle atmosfere, regia convincente. una sorpresa, non me l'aspettavo.
voto al film: 
13 ottobre 2011 Opinione di ada su "Jane Eyre"
Bellissima trasposizione, forse la meno edulcorata, e ho apprezzato molto sia il lungo flashback iniziale che le ellissi narrative che alludono alla storia - già nota ma riportata nella sua essenza: dalla famiglia come nucleo omertoso, al collegio, alla favolosa dimora - nel senso che come in ogni favola che si rispetti c'é una porta che non si deve aprire. Il padrone è, del resto, un patetico Barbablù mancato, più vicino, nella sua miseria occultata dai soldi a Newland Archer che ai...
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