Opinione di GIANNISV66 su Tornando a casa per Natale
Con Nina Andresen Borud, Trond Fausa Aurvaag, Arianit Berisha, Joachim Calmeyer, Levi Henriksen, Patrick Mölleken, Cecile Mosli, Igor Necemer, Tomas Norström, Ingunn Beate Øyen
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Sul film
Ogni tanto si ha la fortuna di imbattersi in film che riescono a stupirti. Film semplici eppure profondi, che riescono a lasciarti un qualcosa dentro quando ne hai finito la visione.
Questo Tornando a casa per Natale ne è un esempio.
Scelta anche sulla scorta dei suggerimenti ricavati dagli utenti di questo sito, questa pellicola mi ha subito catturato per la capacità dimostrata dal regista e dagli attori (per me, devo ammetterlo, tutti dei perfetti sconosciuti) nel saper trasmettere emozioni dallo schermo.
Lo spunto è davvero semplice, forse persino banale: alcune vicende si incrociano a cavallo della notte di Natale. C'è il medico in carriera che preferisce passarla al lavoro trascurando la famiglia, c'è il giovane studente che vuol trascorrere le stesse ore con la compagna di classe (che pure non festeggia perché musulmana), c'è il padre di famiglia disperato perché abbandonato dalla moglie e che desidera disperatamente riabbracciare i suoi figli, e poi un vecchio asso del calcio ormai alla deriva che vorrebbe tornare alla sua casa e una donna che spera che l'amante abbandoni la famiglia per lei.
La cosa che più ho apprezzato è che il regista Bent Hamer tratta la materia con molta delicatezza senza mai cadere nel patetico: emblematico in tale senso è l'episodio del padre. Pur regalandoci un momento di vera emozione quando ce lo fa vedere, travestito da babbo natale per non farsi riconoscere, mentre riesce a riabbracciare i figli, non lesina poi un finale di sana ironia con la divertente punizione che lo stesso rifila all'usurpatore del suo ruolo in famiglia.
Non tutto il film mantiene questa forza, l'episodio dell'amante speranzosa mi è sembrato abbastanza debole, tuttavia nel complesso la pellicola sa avvolgere lo spettatore come una coperta nella fredda notte di un Natale norvegese.
Finale molto bello con un richiamo all'iconografia classica natalizia: nella notte di Natale una coppia in fuga dagli orrori della guerra vive il momento della nascita del proprio figlio, un episodio davvero commovente a cui segue lo svelamento di un piccolo momento di tensione posto proprio all'inizio del film.
Da vedere.
Commenti
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9 febbraio 2012, 12:01 di AlexPortman80
Concordo in pieno Gianni su questo film pressochè invisibile ma che ho avuto la fortuna di vedere in sala. Trovo anche io sia emozionante, sincero ma mai lacrimevole; eccezionali gli "episodi" con l'ex calciatore, col papà che torna a trovare i figli e col medico. Mi piace soprattutto il tocco del regista, che ho potuto apprezzare anche in "Il mondo di Horten" e "Eggs", mentre forse ho trovato leggermente più impersonale il suo lavoro fuori patria "Factotum". Ciao
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10 febbraio 2012, 17:20 di GIANNISV66
Grazie Alex. Ovviamente concordo su tutto. Ciao
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