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Opinione di PompiereFI su I fantastici viaggi di Gulliver





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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08/02/2011 voto al film: voto mediocre

Sul film

“Nuove” tecnologie si sono insinuate nel mercato cinematografico in questi ultimi anni: quelle per le quali metti l’occhialetto e godi (?) di un’esperienza sensoriale. Era logico pensare che ciò desse il via a una serie di scuse per rifacimenti più o meno (soprattutto meno) illuminati. Non poteva rimanere fuori dal coro la rivisitazione cosiddetta “moderna” delle avventure di Mr. Gulliver, dal romanzo di Jonathan Swift. Scordiamoci il fascino delle creature fantastiche di Ray Harryhausen o gli incanti delle versioni di Méliès, Fleischer, e Hunt (quest’ultima senza troppi estri), e rinunciamo a qualsiasi volontà di critica politica o sociale.

Il Gulliver à la mode ha una cotta per il capo redattrice viaggi di un quotidiano di New York dove lavora, preferisce esibirsi da solo a Guitar Hero, bere birra e giocare a biliardo, piuttosto che cercare il coraggio per invitare a cena la collega. E soprattutto, un pivellino appena arrivato, lo sopravanza nella conduzione dell’ufficio poste. Con pochi preamboli, una finta promessa lo costringerà a prendere una barca e stare in mare per tre settimane, alla ricerca dei segreti del Triangolo delle Bermuda. Durante la spedizione il suo peschereccio viene inghiottito da un misterioso turbine facendolo approdare sull’isola di Lilliput, letterariamente famosa per essere popolata da esseri umani microscopici. L’uomo, fino a qui di statura medio/bassa, diventa così un gigante; viene incarcerato, usato come schiavo per arare i campi, salva la principessa Mary (l’Emily Blunt de “Il diavolo veste Prada”) da un rapimento e il padre di lei da un incendio. Ed è un peccato perché i personaggi sono piuttosto pietosi e privi di brio nella loro monodimensionalità. La Bestia invece, come viene chiamata dai lillipuziani, mostra il sedere e fa pipì di fronte a tutti, trovando realmente una sua… dimensione.
Non si possono negare a Jack Black abilità interpretative comiche prorompenti, e in questo caso anche un po’ villane e insensate, eppure rimangono valide solo se considerate dal punto di vista mimico, grazie alla sua impagabile e mascalzona goffaggine. Imbarazzo che sparisce quando si ritrova ad affrontare, e sconfiggere, l’armata nemica dei lillipuziani, quella dei berlusc… cioè, quella dei blefuscudiani (scusate, ma tra dinamici nanerottoli che tirano su città dal giorno alla notte, uno può anche confondersi). Tra sciocchezzuole e pantomime di “Guerre stellari” e “Titanic”, la narrazione procede in modo alquanto stiracchiato. A “Gulliver reloaded” non rimane altro che interpretare una specie di Cyrano de Bergerac che suggerisce le strofe delle canzoni di Prince e assistere ai problemi di cuore della principessa, divisa tra i corteggiamenti cronometrati del generale Edoardo e le gesta incerte ma genuine di Horatio. Non che ci aspettassimo molto di più dal regista Rob Letterman, quello dello scialbo “Mostri contro alieni”, il quale si conferma un altro tirocinante al servizio di progetti essiccati in cerca di linfa monetaria. Da premiare come asinata dell’anno la scelta della direzione del doppiaggio italiano di far parlare alcuni lillipuziani con l’accento emiliano; ho cercato di capirne il motivo, ma ho rischiato il mal di testa e ho rinunciato.
L’ultima parte ambientata sulla terra dei giganti, che vede il Vostro (io non lo voglio) agghindato come una bambola e il suo celere ritorno sull’isola per combattere contro un Transformer, è uno scopiazzamento dell’animo del personaggio già messo in mostra in modo magistrale  in “School of rock” e giunge malinconico e immotivato; tira via verso la conclusione senza un’emozione che sia una. Si fa persino fatica a reggere l’ora e mezza scarsa di durata.
La Mecca del Cinema continua ad abbattere le favole della nostra infanzia. Tuttavia, come sappiamo, “l’orrore ha un volto, e bisogna essere amici dell’orrore”. Citazione troppo alta per un film così lillipuziano?


SI

Commenti

  • 8 febbraio 2011, 19:14 di Spaggy

    ...oltre l'accento emiliano, vogliamo parlare dei dialoghi (soprattutto della principessa Mary) in stile trio Marchesini-Lopez-Solenghi nella parodia delle telenovelas? ;)

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  • 8 febbraio 2011, 19:21 di PompiereFI

    ahahahha, sì vero. che poi, come film destinato a un pubblico di semi-fanciulli, appaiono come riferimenti campati per aria... mah :)

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  • 9 febbraio 2011, 14:15 di stanley kubrick

    Vostro (io non lo voglio)... Neanche io!! eheheh. Un saluto!!

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  • 9 febbraio 2011, 14:32 di PompiereFI

    Ciao stanley. Dai, prendilo Black: da ora in poi ritornerà in carreggiata, secondo me :-)

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  • 9 febbraio 2011, 22:53 di sokurov

    Non sapevo che nella versione italiana avessero inserito accenti nostrani (l'ho visto in spagnolo). Pensavo che certe cattive idee non passassero più per certe brillanti teste. Ancora mi ricordo de "Monty Python e la ricerca del sacro Graal" letteralmente assassinato dal doppiaggio fatto ...indovinate da chi?? Dal bagaglino. Ovvero come dare le perle cinematografiche da doppiare ai porci..... Cambia mai niente in Italia, eh?

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  • 9 febbraio 2011, 23:14 di PompiereFI

    Mi sa che è lo stesso brillante gruppo che si era distinto per gli accenti de "Una notte al museo 2". Del primo episodio non ricordo quasi niente, invece. Tendo a rimuovere certe esperienze... : -)

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  • 14 febbraio 2011, 00:47 di AlexPortman80

    Davvero orribile questo film (?), non certo questa recensione che lo inquadra perfettamente! Non si salva praticamente nulla e mi dispiace in particolar modo per l'altrove brava E. Blunt, ma pure il suo personaggio è pietoso. Sempre più assurde queste scelte di doppiaggio: coinvolgere nell'operazione i bolognesi S. Blady e P. Roversi perchè conduttori di "Turisti per caso" su rai3 mi sembra davvero una pessima, oltre che incomprensibile, idea. Concludo con la strisciante banalità dei dialoghi, come giustamente avete detto voi: difficile scegliere la sequenza peggiore, ma sentire frasi come "la guerra è brutta" o roba simile è un insulto pure al pubblico under 10 (mesi)... Ciao!

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  • 14 febbraio 2011, 09:57 di PompiereFI

    Ho il sospetto che certe decisioni nella direzione del doppiaggio (leggi Blady/Roversi) siano dettate da un'idea di confortevole e rassicurante rimando "vocale" e acustico a qualcosa che il pubblico già conosce. E una volta di più, si fa affidamento al mezzo televisivo (in questo caso la trasmissione "Turisti per caso") come se questo fosse in grado (e lo è!) di poter lasciare una traccia mnemonica indelebile per poi ripercorrere tale solco in un film per ragazzi(ni) che parla di barche che vanno a giro per il mondo. Per caso. A caso.

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  • 16 febbraio 2011, 09:44 di AlexPortman80

    Temo che sia proprio come dici tu: eppure speravo che la nostra provincialissima tv (con relativo seguito di fans) non giungesse anche a Lilliput, dopo che l'italico botteghino campa, rendendo felice una gran fetta degli "opinionisti", proprio grazie ad essa (dai Zalone e i Cetto ai cinepanettoni). Ce ne faremo una ragione (forse)... :(

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  • 17 febbraio 2011, 11:02 di montelaura

    che orrore... O_O Io non ho mai amato il romanzo, e i Lillipuziani mi son sempre stati un po' sulle balle (troppa la tentazione di pestarli, mannaggia al mio ego superbo e capitalistico), ma ridurre COSI' uno dei romanzi-pilastri della letteratura mondiale... Mah.

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  • 17 febbraio 2011, 11:03 di montelaura

    > blefuscudiani (scusate, ma tra dinamici nanerottoli che tirano su città dal giorno alla notte, uno può anche confondersi). < Buahahhahahahahahaahahah >.

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  • 24 maggio 2011, 02:40 di Lebowsky84

    Imbarazzo che sparisce quando si ritrova ad affrontare, e sconfiggere, l’armata nemica dei lillipuziani, quella dei berlusc… cioè, quella dei blefuscudiani (scusate, ma tra dinamici nanerottoli che tirano su città dal giorno alla notte, uno può anche confondersi) ahahahahah!!!!! Bellissima questa :-))))

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