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Opinione di giurista81 su Il rito





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04/11/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

L'originalità non passa certo da queste parti. Tante infatti le citazioni piuttosto esplicite e inevitabili che vanno dall'apripista  "L'esorcista" (il prete che non vuol credere alla possessione diabolica e punta tutto sui disturbi psichiatrici dell'indemoniato; la ragazzina posseduta; il diavolo che tenta il giovane esorcista informandolo che il genitore si trova con lui all'inferno) al più recente "The exorcism of Emily Rose" (bizzarre ombre che appaiono e scompaiono dietro le porte a vetro). Tuttavia, si deve dare atto agli sceneggiatori di essersi sforzati di dar vita a un'opera non troppo pecoreccia (gli esorcismi non vengono spettacolarizzati all'eccesso), più improntata a un taglio drammatico piuttosto che horror.
Curiosa la caratterizzazione del giovane prete che ha un passato addirittura da becchino (!?), con il regista che offre delle scene dalla velata perversione necrofila.
Interessante, anche se ripreso da "L'esorcista" (dove l'aspetto era appena accennato), la possessione diabolica a danno del prete anziano. Viene anche inserito il fenomeno, non troppo sviluppato a Hollywood, relativo all'espulsione dalla bocca degli indemoniati di oggetti quali chiodi e medaglie.
Buona la scenografia della casa dell'esorcista anziano che si contorna di gatti e rospi.
Bellissima, dal punto di vista visivo e fotografco, la scena con il giovane protagonista che, immerso nella neve, si trova al cospetto di un mulo, con gli occhi di fuoco, sotto le cui spoglie si nasconde lo spirito di un demone.
In palla gli attori, su tutti un immenso Hopkins.
Regia essenziale che sfrutta la confezione patinata riuscendo a inquietare, più che impaurire, a dovere.
In definitiva non è un film fondamentale, ma è più che indicato per i fanatici del genere. Non aspettatevi però un horror puro. Voto: 6


SI

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