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House of Boys (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in House of Boys: assente
Ritmo ritmo in House of Boys: assente
Impegno impegno in House of Boys: assente
Tensione tensione in House of Boys: assente
Erotismo erotismo in House of Boys: assente

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La trama

Ambientato ad Amsterdam nella prima metà degli anni'80, è la storia di Frank e  Jack che si incontrano e si innamorano lavorando insieme nella "House of Boys", un cabaret gay gestito da "Madame" che impiega una serie di ragazzi con varie problematiche alle spalle, che cantano e ballano seminudi. La brusca sterzata arriva quando Jack si ritrova malato di Aids e il dramma, l'amore e la morte, esplodono prepotenti in un film che, perduti i toni più leggeri della prima parte, si trasforma lentamente in un fiammeggiante melodramma.  

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L'opinione più votata

Di spopola scritta il 14/12/2010 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto buono

Sui lunghi titoli di coda, scorrono le immagini dei volti delle “vittime” illustri che non ce l’hanno fatta, che sono stati falciati dal flagello: Anthony Perkins, Rock Hudson, Brad Harris, e via via tutti gli altri:  una dolorosissima, interminabile catena di facce più o meno note e riconoscibili con tutto il carico di sofferenza, di morte e di rimpianto che si portano dietro,  fondamentali presenze “testimoniali” di un immaginario collettivo ormai forse un po’ sbiadito,  per tentare di risvegliare nuovamente l’attenzione e mantenerla vigile, su  una tragedia che è tutt’altro che conclusa, riportata alla ribalta, sia pure in appendice, con questa citazione “programmatica” che una volta era all’ordine del giorno,  ripartendo così proprio dalle origini, recuperando quel clima e quella condizione, “per non dimenticare” ciò che è accaduto e che sta ancora accadendo intorno a noi e riguarda tutti da vicino più di quanto si possa immaginare o vogliano farci credere.
Non è un omaggio ricognitivo “su ciò che  è stato” questo dunque, un’occasione sterile e patinata per storicizzare gli eventi, ma bensì  una accorata, necessaria dedica ai tanti morti “celebri”, nell’impossibilità di ricordare singolarmente tutti i nomi di uno sterminato e inesauribile  elenco in divenire, per cercare di ricreare – o stimolare - una
Il film importante e per molti versi straordinario,  è anche il  militante contributo “conoscitivo” di  un autore a un problema che il tempo e la ricerca non hanno risolto né attenuato, ma forse reso soltanto a volte meno tragico negli esiti,  del quale ormai se ne parla troppo poco, ed è una questione soprattutto politica questa,  che coinvolge trasversalmente tutto il mondo che fa lo struzzo, nascondendo spesso la testa sotto la sabbia, con l’insipienza generalizzata dei suoi governi che fanno “male” o troppo poco (per non dire niente) soprattutto sotto il profilo dell’informazione, venendo così meno ai loro doveri, su una problematica che sembra essere ancora così scomodamente scottante da invogliare a sottostimare omertosamente il rischio, e che necessiterebbe invece di una “prevenzione” consapevole purtroppo sempre meno presente e attiva, ma che aveva dato buoni frutti in un passato non poi tanto lontano, verso una malattia contagiosa (ma trasmissibile solo con tre ben precise e identificabili forme molto circoscritte)   che ha bisogno di informazione e conoscenza per essere avversata ed evitata, e soprattutto di “protezioni” possibili e alla portata di tutti,  in mancanza delle quali continua invece ancora  adesso ad espandersi sotterranea e implacabile con rinnovato e crescente vigore (i dati parlano chiaro, non solo sulla trasversalità generalizzata dei sessi, dei generi, delle età e dei continenti, ma soprattutto sul fatto che adesso le nuove diagnosi di contagio  in forte, rinnovata  espansione anche nei cosiddetti paesi civilizzati,  riguardano in larghissima parte non “rilevazioni” di sieropositività di recentissima acquisizione, ma bensì l’evidenziazione di condizioni ormai devastate del sistema immunitario e già declinate in AIDS conclamato che lasciano poco spazio alla speranza). ESPANDI +
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SI

Opinioni su House of Boys


14 dicembre 2010 Opinione di spopola su "House of Boys"
spopola

Sui lunghi titoli di coda, scorrono le immagini dei volti delle “vittime” illustri che non ce l’hanno fatta, che sono stati falciati dal flagello: Anthony Perkins, Rock Hudson, Brad Harris, e via via tutti gli altri:  una dolorosissima, interminabile catena di facce più o meno note e riconoscibili con tutto il carico di sofferenza, di morte e di rimpianto che si portano dietro,  fondamentali presenze “testimoniali” di un immaginario collettivo...

voto al film: spopola assegna il voto buono a House of Boys  (2009)

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