Febbre da fieno (2010)
Con Andrea Bosca, Diane Fleri, Giulia Michelini, Giuseppe Gandini, Camilla Filippi, Cecilia Cinardi, Marco Todisco, Mauro Ursella, Beniamino Marcone, Gabriele Sangrigoli
La trama
Matteo ha ventisei anni ed è ancora perdutamente innamorato della sua ex-fidanzata, Giovanna, che un anno prima lo aveva lasciato per una donna. Di Matteo però è innamorata Camilla che lo insegue, non ricambiata.
Leggera e in punta di piedi, si muove così verso la sua prima regia Laura Luchetti, che si era già messa alla prova con uno degli otto episodi di Feisbum. Il film. Qua e là il suo Febbre da fieno non sembra un film italiano. C’è qualcosa di francese, e di inglese, una brezza che non è sempre e solo il Ponentino della sua Roma. Certo che la Capitale è nell’aria, ripresa dal cielo, e sulla terra nei suoi angoli più noti, quasi una cartolina da spedire altrove, anche grazie a una fortunata distribuzione (la Disney Motion Pictures).
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 4/2011
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 01/02/2011 - utile per 18 utenti
Voto al film: 
Febbre da Fieno è un film di dimensioni produttive contenute che "osa" parlare di quella generazione che va dai 20 ai 40 anni senza ricordare il filosofo al Guttalax Moccia,supremo esegeta in pillole.Solo per questo meriterebbe il massimo della valutazione.Il film della Luchetti dimostra che in Italia è possibile anche fare film il cui quoziente intellettivo superi abbondantemente quello dell'ornitorinco,senza alcuna pretesa sociologica ma che riescano a raccontare i balbettamenti di questi giovani che la gioventù la stanno salutando e allo stesso tempo stentano a rassegnarsi all'anagrafe.
Roma Roma Bella
E'un film che sfrutta angoli di Roma riconoscibilissimi ma si avventura anche in scorci poco frequntati dal cinema(come le belle sequenze girate al Maxxi ancora chiuso al pubblico).La fotografia che privilegia i toni saturi ci regala una città coloratissima,calda anche nelle sue tonalità autunnali.Una città inquadrata in modo decisamente moderno con angoli di ripresa molto personali.Non è un caso che qualcuno abbia parlato di Nouvelle Vague.La libertà che si respira fa pensare a quell'immortale stagione
T'ho dipinta io
Il film racconta dell'amore nato dopo una casualità tra la bella Camilla,un sorriso che non conosce confini incorniciato da due labbra da spedire a un indirizzo nuovo,e Matteo giovane perennemente nel guado che pensa ancora alla sua ex che l'ha abbandonato per un'altra.Camilla e Matteo si frequentano e il teatro della loro storia è il negozio di collezionismo d'annata sull'orlo del fallimento di proprietà di Stefano,idealista impenitente che vive calzando praticamente sandali alati sempre aggrappato ai propri sogni.
Gialla come er sole
Il loro tiraemmolla amoroso non ha nulla di inedito o trascendentale ma la leggerezza di tocco con cui viene raccontato arriva quasi ad avvincere,così come non disturba la voce fuori campo della stessa Fleri che ci spiega le coordinate del raccontino.Il suo modo di pronunciare la "r" per me è già ragione sufficiente per cadere ai suoi piedi e proclamarmi suo schiavo.
Il negozio di Stefano in cui lavora anche la giovane rasta Frankie intenta a scrivere lettere a Jude Law,vera e propria entità immateriale che le permette di non farsi male con un amore vero,è orgogliosamente proiettato nel passato così come la sua scarsa ed umorale clientela e per i personaggi che vi gravitano diventa una sorta di bolla temporale in cui isolare se stessi dalle angustie del presente.Una filosofia di vita figlia dei fiori e di qualche funghetto allucinogeno di troppo(che qui comunque non viene usato e neanche nominato).
Rossa come er core mio
Il film è leggero,romantico,induce spesso al sorriso,è visivamente appagante grazie a una Roma fotogenica al massimo e ai colori accesi che la contraddistinguono fin quasi alla fine.Da qui in poi una svolta drammatica assolutamente inaspettata.Dirò di più è proprio difficile da digerire.Un altro sgarbo alle ferree regole della commedia,sentimentale in questo caso.Che fa uscire dal cinema pensosi e intenti a metabolizzare il colpo di scena che per molti sarà anche gratuito.
Non lo so,forse anche io avrei preferito altro ma perlomeno è un altro punto di originalità della pellicola.
Un film da incoraggiare anche oltre i propri meriti perchè dimostra che comunque ci sono anche autori nuovi da far crescere che hanno qualcosa di diverso da dire.
Febbre da Fieno è il primo lungometraggio della Luchetti ma non sembra proprio il film di una quasi esordiente.Stilisticamente appare maturo e soprattutto personale.Vedremo se la regista conserverà questa sua impronta anche nella sua opera seconda.Se mai ci sarà.....
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12 dicembre 2011 Opinione di Stuntman Miglio su "Febbre da fieno"
Non che mi abbia convinto del tutto ma almeno in questo "Febbre da fieno" si respira un po' d'aria fresca. All'interessante Laura Luchetti va sicuramente riconosciuta la capacità di raccontarci un tema universale come l'amore senza incappare nei soliti ed abusatissimi cliché propinatici dal cinema italiano medio (soprattutto da quello con i soldi). Niente di rivoluzionario, intendiamoci, le dinamiche di cuori infranti e sentimenti inespressi sono quelle canoniche ma la naturalezza e...
voto al film: 
6 marzo 2011 Opinione di contemalfido su "Febbre da fieno"
Il film ha tutti i difetti che volete e ne potrei aggiungerne a iosa. Ma, se invece di giudicare siete disposti a lasciarvi un po' andare, vi renderete conto che questa giovane regista E' UN AUTORE per la capacità di aver dato vita a un suo mondo e perché ha un suo stile nonché una gestione perfetta dei vari elementi e mestieri che costituiscono un film.
voto al film: 
7 febbraio 2011 Opinione di barabbovich su "Febbre da fieno"
In un negozietto di modernariato di Roma, specializzato in articoli vintage degli anni '70, il proprietario (Gandini) è sull'orlo della chiusura e i tre ragazzetti che lavorano con lui sono alla ricerca di un amore che non trovano. Matteo (Bosca) non riesce a dimenticare la donna che lo ha lasciato per un'altra, Camilla (Fleri) è innamorata di Matteo ma non riesce a farglielo capire e Franky (Michelini) vive nel mondo dei sogni. Dopo aver girato un episodio di Feisbum, ...
voto al film: 
6 febbraio 2011 Opinione di maurri 63 su "Febbre da fieno"
Convinto di assistere ad una delle rare storie d'amore del cinema italiano, mi siedo tranquillo per vedere Febbre da fieno. Oddìo, già il titolo è preoccupante: mi richiama alla memoria esercizi vanziniani di qualche (poco) tempo fa. Magari, forse, è proprio quello che volevano gli autori (la regista e i produttori, per inciso i De Angelis e Massimiliano Di Ludovico): cosa non si fa per attrarre pubblico! Prescindo dalla storia, che riassumo di sotto brevemente,...
voto al film: 
1 febbraio 2011 Opinione di bradipo68 su "Febbre da fieno"
La sala mestamente vuota non è un bel biglietto da visita per l'esordio nel lungometraggio della promettente Luchetti(a proposito qualche parentela o semplice omonimia?).Siamo in quattro,la mia amica di cinema,io ed un altra coppia che a giudicare dagli ininterrotti schiocchi di labbra che abbiamo sentito per tutto il film(pur solo in quattro hanno pensato bene di metterci vicini vicini) a occhio e croce parevano in altre faccende affaccendati e credo che di film ne abbiano visto...
voto al film: 
29 gennaio 2011 Opinione di leporello su "Febbre da fieno"
Mentre il mondo intero si divideva equamente, l’emisfero nord tutti a vedere Zalone e quello sud tutti da Albanese, tre-spettatori-tre (due interi e un ridotto, per l’esattezza) erano gli unici marziani di stasera a condividere con me (quarto) la (prima) visione di “Febbre da Fieno”. Mi auto compiaccio, a volte, della mia snobberia, specie quando è in grado di aiutarmi a schivare il virus influenzale che di ‘sti tempi pasteggia a caviale e...
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