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Amare (1964)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Amare: assente
Ritmo ritmo in Amare: assente
Impegno impegno in Amare: assente
Tensione tensione in Amare: assente
Erotismo erotismo in Amare: assente

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La trama

Storia di amori e tradimenti  ben radicati nel contesto sociale svedese dell'epoca

Di ritorno dal funerale del marito, una giovane vedova, travolta da una nuova improvvisa passione, riuscirà a ridare alla sua nuova vita un senso proprio attraverso il rapporto che si instaura. Ma l'uomo è quasi sempre in fuga e si spaventa quando viene chiamato ad assumersi responsabilità dirette. 

Film premiato a Venezia nel 1963 con la Coppa Volpi a #Harriet Andersson quale migliore attrice.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 10/01/2011 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto buono

Del finlandese Jörn Donner, classe 1933 e della sua interessante produzione cinematografica (almeno agli esordi sembrava essere proprio così: un nuovo regista che era molto di più di una semplice promessa) ci restano ormai pochissime tracce. Si ricorda forse più facilmente  per essere stato sposato con Harriet Andersson, e soprattutto per aver prodotto lo straordinario Fanny e Alexander di Ingmar Bergman.
In effetti, anche se poi lentamente i ricordi si sono appannati e  il suo nome è caduto nel dimenticatoio,  nel decennio dei ’60 (era considerato in quegli anni il più dinamico e dissacrante esponente della più giovane e rinnovata cinematografia scandinava),  le sue opere furono oggetto di particolari attenzioni anche da parte della nostra critica: sia il titolo del suo esordio nel lungometraggio a soggetto, Una domenica di settembre (per il quale si parlò di collegamenti diretti con la corrente della Nouvelle Vague e con il cinema del primo Antonioni) che il successivo, Amare (Att Alska), furono selezionati  e passarono con successo dalla Mostra del cinema di Venezia (per Amare la sua protagonista, Harriet Andersson, si aggiudicò anche una meritatissima Coppa Volpi quale migliore interprete femminile) e poi regolarmente distribuiti in sala.
Amare in particolare, sua opera seconda, che confermava in pieno il talento un po’ acerbo, ma già prepotentemente personale del suo debutto, ebbe anche una discreta accoglienza  da parte del pubblico (forse per le tematiche un po’ “pruriginose”, che anticipavano molte delle  problematiche conflittuali che sarebbero poi esplose quattro anni dopo con i movimenti sessantottini: pur se raccontato con il gusto dissacratorio della commedia e il passo lieve della “boutade”,  il suo allegro erotismo, non fu sufficiente a salvarlo dagli “strali” degli scandalizzati benpensanti dell’epoca, ma gli assicurò una visibilità certamente superiore alla media dei  titoli importati dal nord Europa, Bergman escluso).
E’ in ogni caso una pellicola che anche alla distanza, conferma le oggettive qualità di Donner e definisce perfettamente il suo caratteristico stile nella rappresentazione di una sessualità franca e felice, esente da qualsiasi tratto di morbosità. Ovviamente però il suo cinema non è solo “commedia”: autobiografismo, approccio sociologico, ruolo dell’artista, sono infatti le connotazioni tematiche che ricorrono più frequentemente nelle sue opere (troppo poco viste da noi) totalmente esenti da compiacimenti pretenziosi, e sorrette invece da una insolita “franchezza” di immediata presa e dove anche le provocatorie scelte del racconto (il film si svolge quasi tutto in camera da letto, e agli amori consumati nella stanza, assistono cordiali e benevoli sia la madre che il figlioletto della protagonista) sono semmai utilizzate per tentare di scuotere il pubblico da una troppo placida condiscendenza nei confronti della realtà e dello spettacolo cinematografico. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Amare


10 gennaio 2011 Opinione di spopola su "Amare"
spopola

Del finlandese Jörn Donner, classe 1933 e della sua interessante produzione cinematografica (almeno agli esordi sembrava essere proprio così: un nuovo regista che era molto di più di una semplice promessa) ci restano ormai pochissime tracce. Si ricorda forse più facilmente  per essere stato sposato con Harriet Andersson, e soprattutto per aver prodotto lo straordinario Fanny e Alexander di Ingmar Bergman. In effetti, anche se poi lentamente i ricordi si sono...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Amare (1964)

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