Gianni e le donne (2011)
Con Gianni Di Gregorio, Valeria De Franciscis, Alfonso Santagata, Elisabetta Piccolomini, Valeria Cavalli, Aylin Prandi, Kristina Cepraga, Michelangelo Ciminale, Laura Squizzato, Silvia Squizzato, Teresa Di Gregorio, Lilia Silvi
La trama
Gianni è un sessantenne tranquillo la cui vita da pensionato è soprattutto occupata dalle persone che lo circondano: la moglie, che lavora ancora, la figlia che adora, il fidanzato della figlia, che vive in in casa e che ormai lui ama come un figlio, la madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. Un giorno, l’amico Alfonso lo provoca: tutti i suoi coetanei, ma anche quelli ben più vecchi di lui, dietro la rispettabile facciata, hanno delle storie. Tutti, anche i vecchiardi che vegetano nel baretto sotto casa, hanno l’amante. Sconvolto dalla scoperta Gianni tenta di fare qualcosa. C’è Gabriella, irraggiungibile e desiderata per anni, c’è Valeria, il meraviglioso primo amore, la bellissima Cristina, badante della mamma, c’è la vicina di casa, incarnazione della bellezza e della giovinezza, ci sono le infinite donne possibili che abitano il mondo…
Gli attori sono tutti gustosi, la luce di Trastevere dorata e ci sono pennellate di verità e di satira, come il moroso della figlia disoccupato e appagato, che non troverete nella montagna di commedie italiane sbarcate negli ultimi anni al cinema, eppure prima dell’ora il film inizia senza reagire a segnare il passo e si ha il sospetto che ciò che aveva da dire si sia esaurito nella sua fragrante enunciazione con le saporite postille.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 6/2011
L'opinione più votata
Di lao scritta il 13/02/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Le donne per gli uomini-e gli uomini per le donne-rappresentano la terra del rimpianto, dei sogni mai realizzati, dell’appagamento dei sensi, sono la patria ideale a cui tornare o da cui fuggire, raffigurano l’allegoria carnale della felicità possibile o irraggiungibile. Di Gregorio in “Gianni e le donne” confessa in forma di diario intimo la propria personale Odissea all’interno dello sconosciuto e idolatrato pianeta muliebre: si tratta in tutta evidenza di un viaggio soprattutto interiore, motivato dall’urgenza di risvegliare un’esistenza consegnata all’inerzia di una senilità forzata. Gianni ( lo stesso regista), il protagonista, pensionato 60enne, non avendo interessi suoi, vive praticamente al servizio delle donne della famiglia, la tirannica e capricciosa madre ( la 95 enne Valeria de Franciscis, davvero arbiter elegantiae!), la moglie e la figlia impegnate nel lavoro e nello studio, la bella vicina di casa festaiola: le sue giornate trascorrono, malinconicamente inutili, fra commissioni e passeggiate con il cane, con la sola compagnia del boyfriend della figlia disoccupato, trasferitosi in casa sua in pianta stabile. Una prigionia gentile a cui sarebbe facile sottrarsi, stando a quanto gli suggerisce l’amico avvocato gaudente: quasi tutti, arrivati a una certa età, imparano a godersi la vita, basta trovarsi un’amante, passeggiare con lei e rincorrersi fra il verde di Villa Borghese. Convintosene, Gianni inizia un goffo tentativo di sottrarsi ai legami del microcosmo che lo tengono strettamente avvinto, mettendo alla prova le sue potenzialità di eventuale amante con le donne che ha conosciuto e che conosce, la badante della madre, la vecchia amica, il primo amore. Sono incontri fugaci, senza consistenza, e ciascuno lascia sul volto dell’uomo un’ombra lieve, un sorriso triste, uno sguardo rassegnato. “Sei un gentiluomo” dice l’aristocratica mamma al figlio, evocando cosi l’impotenza del protagonista di adeguarsi alla materialità dei tempi: egli difetta di coraggio e di impudenza, se esce da Trastevere si perde per le strade di Roma, come in un labirinto, e per lui la figura femminile resta un miraggio ossessivo. Un borghese senza qualità dunque, una sorta di Oblomov romano, l’inetto ritratto spesso dai classici della letteratura del ‘900, spaventato dal passere degli anni ed incline alla depressione nevrotica. Se la sfiduciata inconcludenza di lui è malattia, difficile dire dove stia la salute. Non è un caso infatti che egli stia bene insieme al giovane fidanzato della figlia, rannicchiati entrambi nei rispettivi vagheggiamenti sentimentali frustrati ed indifferenti al mondo intorno a loro: vanno dove li porta il cuore e il cuore li porta dritto all’ombelico, forse l’unica strada rimasta sgombra dai detriti. mio blog: http//spettatore.ilcannocchiale.it
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6 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Gianni e le donne"
Il cinema di Gianni Di Gregorio mi piace, lo trovo efficace nella sua semplicità. Sincero, cinico, irrimediabilmente disilluso, inquadra come pochi altri lo sfacelo morale e sociale del nostro paese pur mantenendo il sorriso sulle labbra e concentrandosi su nient'altro che la quotidianità. In quest'opera seconda, al centro dell'attenzione, troviamo un baby pensionato con i postumi della crisi di mezza età fare il punto della propria esistenza barcamenandosi per le strade di Roma ed...
voto al film: 
1 maggio 2012 Opinione di Paul Hackett su "Gianni e le donne"
Gianni, tranquillo pensionato romano, si destreggia, non senza qualche impaccio, tra moglie, anziana madre aristocratica e spendacciona, figlia e genero nullafacente a carico. La sua routine viene turbata da una senile resipiscenza di passione per il gentil sesso, ma i suoi galanti ed impacciati tentativi di trovare un'amante naufragano tutti più o meno ingloriosamente. Gianni Di Gregorio dirige una garbata commedia minimalista che è anche agrodolce satira su una figura sempre più diffusa...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di faumes su "Gianni e le donne"
Ottima commedia, con molti momenti ironici che fanno ridere molto, come non se ne vedono di solito nei film italiani (almeno quelli che vedo io). Il film scorre via leggero, senza scadere nel patetico. Le giuste inquadrature fanno leggere nella mente di Gianni, che passa da un'illusione e disillusione all'altra. Secondo film, credo abbastanza autobiografico, di Gianni de Gregorio (il suo e altri personaggi hanno gli stessi nomi degli attori). Senza troppe pretese, un film che diverte,...
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2 gennaio 2012 Opinione di guido24 su "Gianni e le donne"
Colpo di fulmine. L’arte di Gianni di Gregorio è stata per me un amore nato fin dal primo fotogramma di ‘Pranzo di ferragosto’. Mi piace il suo ritmo all’apparenza lento (un cinema anti-moderno) ma che sa scandire bene il battito di una giornata reale, il caldo di un sole d’estate, la bontà di un bicchiere di vino fresco. Tutto è reso sublime; ‘Gianni e le donne’ è un film in grado di coinvolgere tutto il corpo; è un’esplosione di sensazioni vive che diventano bisogno....
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8 dicembre 2011 Opinione di ezio su "Gianni e le donne"
Davvero una commedia semplice,naturale,di una realta' disarmante che ci accompagna lungo un percorso di un uomo andato in pensione anticipata con tutti i problemi che possono accompagnare una persona verso la terza eta'.
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22 luglio 2011 Opinione di na su "Gianni e le donne"
La carica eversiva di Gianni Di Gregorio si esprime in un solare sberleffo alla vita costruita ed imposta. Il cinema di Di Gregorio è genuino ma mai improvvisato. In lui si nota sempre un accurato lavoro di sceneggiatura teso a ricercare le atmosfere giuste ed una scelta e una direzione degli attori compiuta con grande maestria. Nonostante le sue storie siano minimaliste e semplici riescono a far sorridere e riflettere, allo stesso tempo, lasciando nello spettatore una sorta di...
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10 luglio 2011 Opinione di ico su "Gianni e le donne"
All'inizio sembra di assistere al seguito di PRANZO DI FERRAGOSTO, con la mamma (deliziosa) finalmente lontana dalla casa del figlio, e Gianni alla ricerca continua di denaro con un bicchiere in mano. Poi però via via Di Gregorio, col solito garbo, sposta la direzione verso altri lidi, affrontando problematiche diverse (la ricerca di una nuova giovinezza, la condizione di un baby pensionato con baby pensione, la disoccupazione e la scarsa volontà nella ricerca di un lavoro nei...
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14 giugno 2011 Opinione di almodovariana su "Gianni e le donne"
Non ha la genialità di "Pranzo di Ferragosto" ma anche questo film di Di Gregorio nasce da un'ispirazione sincera, è dolce e malinconico come una brezza autunnale
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11 giugno 2011 Opinione di Mulligan71 su "Gianni e le donne"
Film che ricalca, in qualche modo, il precedente, e più fortunato, film di De Gregorio. Qui si prova con la favoletta, inserita nel pulito, garbato, cinema di questo regista "quasi per caso". Tutto molto carino, senza però nessun azzardo, nessun vero coinvolgimento. Una commedia italiana un po' "ottuagenaria", che non lascia poi molto, sciupata da un finale che non mi è piaciuto per niente. Si lascia guardare anche per la mancanza di volgarità. Cosa non da poco,...
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19 maggio 2011 Opinione di cippags su "Gianni e le donne"
Film più strutturato del precedente ferragostano. La storia è divertente, anche se Pranzo di Ferragosto era più godibile, non foss'altro per la novità frizzante: essere all'altezza di un buon debutto non è sempre facile, ma Di Gregorio ha fatto un discreto film, senza sterzate pericolose. 6,5
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