Andrej Rublëv (1969)
Con Anatolj Solonitsin, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko
La trama
La storia tragica di Andrei Rublëv, pittore russo del Quattrocento, si intreccia a quella di Boriska, figlio di un campanaro, che dichiara di aver appreso dal padre, in punto di morte, tutti i segreti per la costruzione delle campane. In realtà il ragazzo non sa nulla, ma la campana, alla fine, suona...
Anche per fare cinema non esistono "segreti", basta il talento smisurato di Tarkovskij.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 26/08/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
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30 luglio 2011 Opinione di jonas su "Andrej Rublëv"
Vita e opera del pittore Andrej Rublev nei primi decenni del ’400, nella Russia sconvolta dalle incursioni tartare. La prima parte racconta la sconvolgente scoperta del male del mondo: costretto ad assistere alla violenza altrui e ad uccidere egli stesso, Andrej si condanna al silenzio per fare penitenza. Il momento migliore è il colloquio con il fantasma di Teofane il Greco, che illustra la funzione dell’artista nei momenti più cupi della storia: ne deriva quasi...
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14 novembre 2010 Opinione di Myau su "Andrej Rublëv"
L'unico "kolossal" di Tarkovskij è considerato una pietra miliare della storia del cinema. E infatti lo è. Rimane poco da dire di fronte alla grandiosa bellezza di questo lavoro. Concepito quasi "a epidosi", eppure compiutamente organico, presenta, nell'ultima parte, una sorta di "film nel film" che descrive con una potenza inarrivabile la costruzione, da parte di un ragazzino che dirige i lavori e della popolazione stremata dalle pestilenze, di una enorme campana...
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26 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Andrej Rublëv"
Andrej Rublev è stato uno dei massimi decoratori di icone del quattrocento. Devastato interiormente dalla ferocia della guerra che sta dilaniando la Russia e resosi responsabile della morte di un uomo, Rublev decide di abbandonare la sua arte e per circa quattordici anni rinuncia a dipingere e a parlare per espiare le proprie colpe. Fino a quando la sua vita non si incrocia con quella di Boriska, un ragazzo che semplicemente grazie alla sua operosità e senza che il defunto...
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9 marzo 2010 Opinione di luca826 su "Andrej Rublëv"
VOTO 9 NATURALE Stupenda opera di un'intensità poetica senza paragoni, lascia assolutamente stupefatti la capacità del regista di catturare la poesia in ogni minima inquadratura. Come se fosse una cosa facile! Imperdibile, pesante ma mai noioso, sempre originale, intenso, illuminato mi viene da scrivere. Naturale e senza traccia di compiacimento è un film chiaramente simbolico, che ha il coraggio di non spiegare, ma di lasciare alla percezione soggettiva dello spettatore...
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22 gennaio 2010 Opinione di luisasalvi su "Andrej Rublëv"
Tarkovskij è sempre facilmente riconoscibile, se ne ritrovano gli aspetti tipici in tutti i suoi film (almeno in quelli che ho visto), dal primo, L’infanzia di Ivan, all’ultimo, Il sacrificio; e mi sorprende l’opposta reazione che ogni volta provo, in particolare fra l’ultimo e questo, giovanile ma già maturo, ricco, affascinante. Non credo che si possa parlare di un film di Tarkowskij senza studiarlo a lungo, e mi spiace di averlo fatto per...
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22 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Andrej Rublëv"
Il mistero è terreno fertile, ma bisogna avere il coraggio e la forza di lavorarselo. Le notizie pressochè inesistenti che circondano la figura di Andrej Rublev devono aver rappresentato una ghiotta occasione per Tarkovskij, che ha ben pensato di ricreare secondo la propria personalissima visione l’ignota vita di quest’uomo tanto amato in patria. L’ipotetico racconto è fin da subito sede di riflessione; il tortuoso viaggio nella Russia del ‘400 si sviluppa lungo più strade...
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26 ottobre 2008 Opinione di ed wood su "Andrej Rublëv"
Niente da fare...io e Tarkovskij non ci capiamo...o meglio: io non capisco lui...mi manca Stalker, ma fino ad ora ho apprezzato solamente Solaris e in parte Sacrificio...questo blasonato Andrej Rublev non mi è proprio andato giù...per sommi capi, il nucleo tematico dovrebbe essere quello della religione cristiana ortodossa e del terrore che essa ha generato per secoli e secoli, il suo rapporto con la coscienza individuale, con la realtà dei fatti, con la rappresentazione artistica, con le...
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21 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Andrej Rublëv"
L’arte della pittura, come l’arte del cinema, consiste nell’amare con lo sguardo la vita in divenire, e far rifiorire questo amore sulla tela o sullo schermo. In questo film Tarkovskij affida al suo personaggio la difficile missione di esplorare la realtà del suo tempo: Andrej è l’artista in cammino per trovare il proprio posto in un mondo tardomedievale diviso tra sacro e profano, in cui le autorità laiche ed ecclesiastiche opprimono le coscienze, e il popolo è in balia della...
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18 ottobre 2008 Opinione di chribio1 su "Andrej Rublëv"
allora...,per iniziare dico che il film e' diviso in ben 9 "passioni",e l'ultima e' quella forse + conosciuta e migliore (quella del figlio del campanaro),certo e' che tutto il film in se' e' veramente pesante.voto.5.
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