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Andrej Rublëv (1969)

[Andrej Rublëv, URSS 1969, Drammatico, durata 174', b/n]   Regia di Andrej Tarkovskij
Con Anatolj Solonitsin, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Andrej Rublëv: assente
Ritmo ritmo in Andrej Rublëv: minimo
Impegno impegno in Andrej Rublëv: molto forte
Tensione tensione in Andrej Rublëv: presente
Erotismo erotismo in Andrej Rublëv: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Andrej Rublëv

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Andrej Rublëv (voti: 52 media: 4,40) 52

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La trama

La storia tragica di Andrei Rublëv, pittore russo del Quattrocento, si intreccia a quella di Boriska, figlio di un campanaro, che dichiara di aver appreso dal padre, in punto di morte, tutti i segreti per la costruzione delle campane. In realtà il ragazzo non sa nulla, ma la campana, alla fine, suona... 

Anche per fare cinema non esistono "segreti", basta il talento smisurato di Tarkovskij.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 26/08/2010 - utile per 15 utenti

Voto al film: voto ottimo

Andrej Rublev è stato uno dei massimi decoratori di icone del quattrocento. Devastato interiormente dalla ferocia della guerra che sta dilaniando la Russia e resosi responsabile della morte di un uomo, Rublev decide di abbandonare la sua arte e per circa quattordici anni rinuncia a dipingere e a parlare per espiare le proprie colpe. Fino a quando la sua vita non si incrocia con quella di Boriska, un ragazzo che semplicemente grazie alla sua operosità e senza che il defunto padre gli avesse trasmesso il segreto della fusione, riesce miracolosamente a fondere una campana con l'egida di San Giorgio e ad infondere in Rublev la voglia di porre fine al suo silenzio e di dare un nuovo senso alla sua arte. Sullo sfondo di una Russia lacerata da feroci guerre intestine, si staglia solenne l'esile figura di Andrej Rublev (interpretato ottimamente da Anatolj Solonitsin), un artista che concepì l'arte come strumento di elevazione spirituale e la fede come corollario imprescindibile per ottenere il massimo dalla propria ispirazione artistica. Le tappe della sua vita ci vengono restituite da Andrej Tarkovskij in tutta la loro complessa evoluzione e crisi esistenziale, così come eccellente è la resa iconografica del clima medievale infestato dalle devastanti incursioni tartariche. Una pulizia delle immagini che immobilizza lo sguardo come se si stesse ammirando un quadro (le innumerevoli immagini dall'alto mi hanno più volte rimandato alla pittura di Brueghel) e che evoca in tutta la sua desolante miseria la progressiva desacralizzazione di una nazione intera. Per Rublev è impossibile la creazione artistica senza la presenza del sacro. Non si può dare concreta attuazione al proprio talento se non è possibile attingere a qualcosa che rimandi all'idea di bellezza assoluta. L'uomo è stato imbarbarito dall'avidità per il potere, dal vizio di farsi continuamente la guerra e dalla necessità di privilegiare lo spirito di sopravvivenza sopra ogni altra cosa. La sofferenza umana ha invaso un intero popolo offuscandone ogni nobile principio, ogni pretesa di giungere alla grazia divina seguendo i precetti della propria fede religiosa. In questo mondo sordo ai richiami della purezza dello spirito, Rublev sceglie di rinunciare alla parola e di sacrificare il suo talento di pittore per darsi alla ricerca di una nuova idea di umanesimo. Non abbandona la fede ma intende vivificarla attraverso una mistica dell'opera dell'uomo più legata alla purezza dei contenuti che al perseguimento della gloria personale. La trova in Boriska evidentemente, che incarna la ferma volontà di portare fino in fondo uno scopo in cui si crede, l'essenza stessa dell'operosità senza vanagloria, un ragazzo che concreta l'idea di santità che si applica soprattutto agli ultimi, a quelli che non hanno più niente se non la possibilità di lasciare il segno nella storia grazie alla verità del proprio talento. Una forma umanizzata di santità, imbevuta di spirito cristiano ma che attinge anche dalla ferma convinzione che l'artista può e deve essere un motore della storia in continuo divenire. Un distillato di bellezza. Rublev e Tarkovskij, due facce della stessa medaglia si potrebbe dire visto l'assonanza speculativa tra i due e dato l'intreccio tra la lineare descrittività biografica del pittore e la presenza della simbologia tanto cara al regista : l'acqua, il fuoco, il vento e la neve, gli elementi a cui tutto torna e in cui tutto è possibile purificare. Va detto che in fondo il maestro russo ha inteso omaggiare uno dei massimi pittori russi per parlare anche della situazione contingente del suo paese (stiamo nell'Unione Sovietica al tempo della "normalizzazione brezneviana) attraverso le sempiterne questioni del rapporto tra arte e potere, tra mecenatismo funzionale alla gloria dei gestori del potere e libera espressione del proprio talento artistico. Si ricordi a tal proposito, che il film venne fortemente osteggiato dalle autorità sovietiche perchè ritenuto non conforme alla disciplina corrente e quindi non capace di educare le masse secondo i dettami imposti dall'alto. Bontà loro."Andrej Rublev" è un capolavoro di pregevole maestria, tre ore di sapiente devozione alla bellezza.
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SI

Opinioni su Andrej Rublëv


30 luglio 2011 Opinione di jonas su "Andrej Rublëv"
jonas

Vita e opera del pittore Andrej Rublev nei primi decenni del ’400, nella Russia sconvolta dalle incursioni tartare. La prima parte racconta la sconvolgente scoperta del male del mondo: costretto ad assistere alla violenza altrui e ad uccidere egli stesso, Andrej si condanna al silenzio per fare penitenza. Il momento migliore è il colloquio con il fantasma di Teofane il Greco, che illustra la funzione dell’artista nei momenti più cupi della storia: ne deriva quasi...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Andrej Rublëv (1969)

3 commenti
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9 marzo 2011 Opinione di PP su "Andrej Rublëv"
PP

Voto 7. [08.03.2011]

voto al film: PP assegna il voto buono a Andrej Rublëv (1969)



14 novembre 2010 Opinione di Myau su "Andrej Rublëv"
Myau

L'unico "kolossal" di Tarkovskij è considerato una pietra miliare della storia del cinema. E infatti lo è. Rimane poco da dire di fronte alla grandiosa bellezza di questo lavoro. Concepito quasi "a epidosi", eppure compiutamente organico, presenta, nell'ultima parte, una sorta di "film nel film" che descrive con una potenza inarrivabile la costruzione, da parte di un ragazzino che dirige i lavori e della popolazione stremata dalle pestilenze, di una enorme campana...

voto al film: Myau assegna il voto ottimo a Andrej Rublëv (1969)

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26 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Andrej Rublëv"
Peppe Comune

Andrej Rublev è stato uno dei massimi decoratori di icone del quattrocento. Devastato interiormente dalla ferocia della guerra che sta dilaniando la Russia e resosi responsabile della morte di un uomo, Rublev decide di abbandonare la sua arte e per circa quattordici anni rinuncia a dipingere e a parlare per espiare le proprie colpe. Fino a quando la sua vita non si incrocia con quella di Boriska, un ragazzo che semplicemente grazie alla sua operosità e senza che il defunto...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Andrej Rublëv (1969)

3 commenti
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9 marzo 2010 Opinione di luca826 su "Andrej Rublëv"
luca826

VOTO 9 NATURALE Stupenda opera di un'intensità poetica senza paragoni, lascia assolutamente stupefatti la capacità del regista di catturare la poesia in ogni minima inquadratura. Come se fosse una cosa facile! Imperdibile, pesante ma mai noioso, sempre originale, intenso, illuminato mi viene da scrivere. Naturale e senza traccia di compiacimento è un film chiaramente simbolico, che ha il coraggio di non spiegare, ma di lasciare alla percezione soggettiva dello spettatore...

voto al film: luca826 assegna il voto ottimo a Andrej Rublëv (1969)

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22 gennaio 2010 Opinione di luisasalvi su "Andrej Rublëv"
luisasalvi

Tarkovskij è sempre facilmente riconoscibile, se ne ritrovano gli aspetti tipici in tutti i suoi film (almeno in quelli che ho visto), dal primo, L’infanzia di Ivan, all’ultimo, Il sacrificio; e mi sorprende l’opposta reazione che ogni volta provo, in particolare fra l’ultimo e questo, giovanile ma già maturo, ricco, affascinante. Non credo che si possa parlare di un film di Tarkowskij senza studiarlo a lungo, e mi spiace di averlo fatto per...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Andrej Rublëv (1969)



22 maggio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Andrej Rublëv"
Mathiasparrow

Il mistero è terreno fertile, ma bisogna avere il coraggio e la forza di lavorarselo. Le notizie pressochè inesistenti che circondano la figura di Andrej Rublev devono aver rappresentato una ghiotta occasione per Tarkovskij, che ha ben pensato di ricreare secondo la propria personalissima visione l’ignota vita di quest’uomo tanto amato in patria. L’ipotetico racconto è fin da subito sede di riflessione; il tortuoso viaggio nella Russia del ‘400 si sviluppa lungo più strade...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Andrej Rublëv (1969)

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26 ottobre 2008 Opinione di ed wood su "Andrej Rublëv"
ed wood

Niente da fare...io e Tarkovskij non ci capiamo...o meglio: io non capisco lui...mi manca Stalker, ma fino ad ora ho apprezzato solamente Solaris e in parte Sacrificio...questo blasonato Andrej Rublev non mi è proprio andato giù...per sommi capi, il nucleo tematico dovrebbe essere quello della religione cristiana ortodossa e del terrore che essa ha generato per secoli e secoli, il suo rapporto con la coscienza individuale, con la realtà dei fatti, con la rappresentazione artistica, con le...

voto al film: ed wood assegna il voto mediocre a Andrej Rublëv (1969)

3 commenti


21 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Andrej Rublëv"
OGM

L’arte della pittura, come l’arte del cinema, consiste nell’amare con lo sguardo la vita in divenire, e far rifiorire questo amore sulla tela o sullo schermo. In questo film Tarkovskij affida al suo personaggio la difficile missione di esplorare la realtà del suo tempo: Andrej è l’artista in cammino per trovare il proprio posto in un mondo tardomedievale diviso tra sacro e profano, in cui le autorità laiche ed ecclesiastiche opprimono le coscienze, e il popolo è in balia della...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Andrej Rublëv (1969)

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18 ottobre 2008 Opinione di chribio1 su "Andrej Rublëv"
chribio1

allora...,per iniziare dico che il film e' diviso in ben 9 "passioni",e l'ultima e' quella forse + conosciuta e migliore (quella del figlio del campanaro),certo e' che tutto il film in se' e' veramente pesante.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Andrej Rublëv (1969)

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