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Tyrannosaur (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tyrannosaur: assente
Ritmo ritmo in Tyrannosaur: assente
Impegno impegno in Tyrannosaur: assente
Tensione tensione in Tyrannosaur: assente
Erotismo erotismo in Tyrannosaur: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Tyrannosaur (voti: 6 media: 4,17) 6

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Tyrannosaur Trailer Originaleplay

La trama

Joseph è un uomo disperato al cui rabbia lo sta spingendo all'autodistruzione. Quando la spirale sembra portarlo all'orlo della catastrofe, gli si manifesta una possibilità di salvezza grazie all'incontro con Hannah, una donna che lavora in un charity shop cristiano. La loro relazione si sviluppa e cresce ma Hannah cela un segreto che avrà risultato devastanti  per le loro vite.  

Premio alla regia e agli interpreti, per la categoria film stranieri, al Sundance 2011.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 28/11/2011 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Tyrannosaur era il soprannome della defunta moglie di Joseph. Una donna corpulenta i cui movimenti facevano talvolta tremare il pavimento, provocando, nella tazza di tè del marito, quelle oscillazioni che, in una famosa scena di Jurassic Park, preannunciano l’arrivo del T-Rex. Un riferimento scherzoso, in quella che, per il resto, è soltanto un storia di amori infelici, di violenza e di dolore. La letteratura ci ha abituati a vedere il bello nelle urla scomposte della tragedia, ad immaginarle trasfigurate in un melodioso canto. Questo film ci ricorda che, invece,  la sofferenza e il sopruso hanno l’aspetto scabro di una realtà scorticata, che è sgradevole da vivere e da guardare ed offre, a sua volta, un fertile terreno a nuove crudeltà.  Fino all’ultimo, prima che l’origine del titolo ci venga finalmente spiegata, siamo portati a credere che il tirannosauro sia lui, Joseph, l’uomo rozzo e scorbutico che frequenta i pub e che, in un momento di rabbia, uccide involontariamente il proprio cane. Il suo aspetto ed i suoi modi parlano del degrado di un quartiere popolare, del vandalismo giovanile, della piaga dell’alcolismo. La sua condizione è l’emarginazione ufficiale e visibile, che si sposa al crimine e al disagio sociale; e che, per puro caso, entra in contatto con la solitudine sconosciuta e nascosta, quella che rimane circondata da un pudico silenzio, mentre semina l’odio e scatena il dramma all’interno delle case della classe media. Hannah gestisce una rivendita di abiti ed oggetti usati, a scopo di beneficienza. È una fervida credente ed, apparentemente, una donna realizzata. Ma l’incontro con Joseph aprirà una finestra sulla sua vera vita. Un occhio nero, comparso improvvisamente sul suo viso, e la rabbia incontenibile che si porta dentro,  la renderanno d’un tratto simile a quell’uomo volgare e trasandato che bestemmia contro Dio. La barriera tra i due cadrà definitivamente, ed essi si troveranno a condividere lo stesso sbandamento prodotto dalla sensazione di essere incompresi da tutti e non avere nessuno con cui confidarsi. Joseph, tanti anni fa, ha scelto la via della ribellione, della diversità adottata come forma di protesta, come esplicita dichiarazione di rifiuto di ogni rassicurante ipocrisia sulla reale natura del destino umano. Hannah, per contro, vive da sempre all’ombra delle convenzioni perbeniste, cercando, nel volontariato, una compensazione al vuoto in cui rischia continuamente di sprofondare. A prima vista sembrerebbe che, come nel più classico dei romanzi, le due anime appartenenti a due mondi lontani si uniscano per proseguire insieme il cammino verso una comune salvezza. Sullo sfondo c’è l’immagine di Cristo a rafforzare questa piacevole illusione. Eppure le soluzioni non sono così mai così semplici.  Tra Joseph e Hannah permane una distanza, un fossato di reticenza, che nessuno dei due è in grado di superare. L’evoluzione della storia ce lo farà scoprire, a poco a poco. E, d’altra parte, l’icona religiosa, appesa ad una parete del negozio di Hannah,  sembra l’ambiguo riferimento ad un (auto)inganno, come lo sono la foto del matrimonio di Hannah e Jack e quella della moglie di Joseph, prima strappata, poi rincollata e messa in cornice. La differenza, intorno alla quale l’essere umano furiosamente si dibatte, è tra amare e credere di amare: una differenza abissale, che pure, nella pratica, è definita da un confine impercettibile. Hannah e Joseph ne sanno qualcosa, ma sono entrambi irrimediabilmente caduti, prima di capire dove fosse il punto. Conoscersi, ha significato, per ognuno di loro, acquisire maggiore chiarezza: confortarsi a vicenda non è più possibile, però, perlomeno, specchiandosi l’uno nell’altra, entrambi possono sperare di comprendere qualcosa di più.  Paddy Considine, attore inglese al suo debutto da regista, firma un’opera dal realismo aggressivo, animato dalla voglia di scavare dentro i sentimenti, però mitigato dalla compassione verso chi, a torto o a ragione, nella lotta alla sopravvivenza fisica e morale, ha gravemente sbagliato strada. 
 
Premio per il miglior film straniero a Sundance 2011.
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Opinioni su Tyrannosaur


26 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "Tyrannosaur"
alan smithee

Bellissimo film dell’attore Paddy Considine, interprete piuttosto noto di un cinema verita’ tra Irlanda e Regno Unito sotto la direzione di nomi celebri come Sheridan, Meadows e Winterbottom, generalmente molto efficace e intenso. La sua opera prima, accolta molto positivamente in vari festival di tutto il mondo e premiata per i due straordinari protagonisti all'ultimo Sundance (un Peter Mullan, anch'egli attore/regista, che qui conferma la sua notevole verve recitativa, il suo...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Tyrannosaur (2011)

3 commenti
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13 aprile 2012 Opinione di wfrcrd su "Tyrannosaur"
wfrcrd

LA MIA SCHEDA PERSONALE : (voti da 0 a 10)  SOGGETTO: 8 RECITAZIONE:  9 SCENOGRAFIA/FOTOGRAFIA/EFFETTI SPECIALI:  7 NOTE: Tanto dolore e disperazione con l'unica e sempreverde soluzione: l'amore. Un film con un peso specifico notevole, da vedere per chi ama il genere.

voto al film: wfrcrd assegna il voto buono a Tyrannosaur (2011)



26 marzo 2012 Opinione di Scappo24 su "Tyrannosaur"
Scappo24

Certo cinema anglosassone che riflette la realtà in maniera cruda e spietata non passa quasi mai le mura delle Midlands ma andrebbe promosso con più vigore e capillarità. E’ cinema importante che mostra al mondo esperienze di vita nel vero senso della parola. Molto difficile da digerire e solo per palati forti ma pieno di forza espressiva.  

voto al film: Scappo24 assegna il voto buono a Tyrannosaur (2011)

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3 marzo 2012 Opinione di Mulligan71 su "Tyrannosaur"
Mulligan71

Peter Mullan non è solo un grande regista, ma un attore sopraffino. Assecondato da un altrettanto brava Olivia Colman, si prende sulle spalle questo durissimo, durissimo, film di Considine e lo eleva all'ennesima potenza. Una storia di violenza, scura, in cui tutto crolla senza possibilità alcuna, in cui la vita ringhia e morde come poveri cani uccisi a calci. Peter Mullan da Oscar, altro che la solita fuffa di Hollywood. Ennesimo grande film dalla Gran Bretagna.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Tyrannosaur (2011)



28 novembre 2011 Opinione di OGM su "Tyrannosaur"
OGM

Tyrannosaur era il soprannome della defunta moglie di Joseph. Una donna corpulenta i cui movimenti facevano talvolta tremare il pavimento, provocando, nella tazza di tè del marito, quelle oscillazioni che, in una famosa scena di Jurassic Park, preannunciano l’arrivo del T-Rex. Un riferimento scherzoso, in quella che, per il resto, è soltanto un storia di amori infelici, di violenza e di dolore. La letteratura ci ha abituati a vedere il bello nelle urla scomposte della tragedia, ad...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Tyrannosaur (2011)

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