The Iron Lady - La recensione di FilmTv
Con Meryl Streep, Jim Broadbent, Anthony Head, Richard E. Grant, Roger Allam, Olivia Colman, Alexandra Roach, Harry Lloyd, Nick Dunning, Julian Wadham
La recensione di FilmTv
Dietro il ferro c’è una donna, e dietro una grande donna c’è spesso un grande uomo, per ribaltare il detto comune. Oggetto speculare e complementare di J. Edgar, The Iron Lady sceglie il medesimo percorso eastwoodiano: una biografia della memoria, intima prima che storica, popolata di fantasmi e rimorsi. Dominata, soprattutto, da un amore troppo forte per finire: quello tra Margaret Thatcher e il marito Denis (un grandissimo Jim Broadbent, di nuovo compagno sempiterno dopo Iris. Un amore vero), allucinazione consapevole che accompagna la Lady mentre scivola nella senilità e il passato si fonde con il presente. Come Hoover, anche Maggie è animata dal fuoco sacro dell’ambizione, apparentemente rivestita d’acciaio fin dall’adolescenza, incapace di piegarsi o arrendersi, sorda ai consigli altrui. Purtroppo Phyllida Lloyd non è Clint, e il suo biopic si limita a una confezione educata per l’interpretazione monstre di Meryl Streep, il cui lavoro sulla postura, sulle movenze e soprattutto sulla voce della Lady di Ferro (non solo, da americana, sull’accento britannico ma anche sulle intonazioni e mutazioni del parlato) ha del miracoloso. La Storia resta fuori, appiattita su poche e poco efficaci immagini di repertorio, perché in primo piano c’è solo lei, la signora Thatcher. Personaggio più sognato che reale, cui la finzione cinematografica, piegandone l’anima di ferro sotto i colpi della vecchiaia, regala un’umanità inedita.
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