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This must be the place (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in This must be the place: minimo
Ritmo ritmo in This must be the place: presente
Impegno impegno in This must be the place: forte
Tensione tensione in This must be the place: presente
Erotismo erotismo in This must be the place: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a This must be the place

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a This must be the place (voti: 167 media: 3,47) 167

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locandina di This must be the place

Trailer Italiano Ufficiale

This must be the place Trailer Italiano Ufficialeplay

14/11/2011

...e io continuo a ballare con "The passenger" in "This must be the place"

Non voglio scrivere un'opinione sul film “This must be the place”, perché non me la sono fatta. E' un film carino, simpatico, banale e pieno di simbolismi che sinceramente non...

di maghella

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La trama

Cheyenne (Sean Penn), un facoltoso ex-divo del rock, ora stanco e svogliato, apprende che il padre, con cui era in disaccordo, è malato e sul punto di morire. Corre quindi da lui nella speranza di riconciliarsi ma arriva troppo tardi. Solo nel periodo che segue realizza quanto ebbe a soffrire il padre - tra i pochi sopravvissuti ad Auschwitz - per mano di un criminale nazista, l'ufficiale delle SS Aloise Lange. Deciso a vendicarlo, e sapendo che l'ex-nazista si nasconde da qualche parte negli Stati Uniti, si mette in caccia. Durante il viaggio però molti incontri e alcuni eventi lo porranno di fronte a un percorso di autocoscienza e di riconciliazione che richiederà, in finale, delle scelte.   

C’è tutto il cinema di Sorrentino e c’è altro, non è la sua opera migliore, ma forse la sua più matura e consapevole, quella che verrà amata e celebrata col tempo (come "Paris, Texas" del citato Wenders, di cui qui ritroviamo Harry Dean Stanton). Allo stesso tempo non c’è la struttura circolare, vorticosa a cui il cineasta ci ha abituato: la centralità del personaggio attorno a cui tutto precipita o cambia, qui trova un percorso orizzontale, lineare, in cui luoghi, personaggi e storie vengono solo sfiorati, lasciandoti un paio di volte con l’amaro in bocca. Non un capolavoro, ecco, ma una presentazione in grande stile.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 41/2011

Sean Penn ti incontra e ti dice: facciamo un film insieme. È un po’ come se a un allenatore Maradona avesse detto: voglio giocare per te. Ovvio che gli costruisci la squadra attorno, i tuoi schemi in fondo possono passare in secondo piano. Così fa Paolo Sorrentino, regista che ci ha abituato a una regia che è personaggio del film essa stessa. Qui fa un passo indietro: la sua mano, il suo sguardo, la sua ironia malinconica e solo apparentemente un po’ nichilista ci sono, ma non si mostrano sfacciati come al solito. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 15/10/2011 - utile per 35 utenti

Voto al film: voto buono

La prima cosa che si nota guardando l'ex rockstar Cheyenne non sono le sue labbra increspate di rossetto o la sua capigliatura tremenda,ma bensì i suoi occhi blu,come il cielo e come il mare. In contrapposizione con la sua anima nera. O almeno così sembra. Sean Penn era stato chiarissimo sulla figura di Cheyenne,dicendo che "Sorrentino fa film veloci su personaggi lenti". E Cheyenne ha una vinta lenta e silenziosa,un'esistenza sterile,chiusa nella sua tremenda noia,che scambia incessantemente per depressione. This Must Be The Place è un film immenso,un poema eterno e incessante sulla monotonia della vita e la ricerca di sè stessi. Riesce ad essere un'esperienza mistica,che riesce a portarci alle origini dell'animo umano e a diventare un vero e proprio film alla Sorrentino. La prova di Penn è eccellente. Nella scena in cui sbraita contro David Byrne,in un cameo in cui interpreta se stesso,sembra che la pelle gli si possa staccare da un momento all'altro dal corpo e che possa decomporsi davanti agli occhi degli spettatori. La caccia al nazista diventa il fondamento della storia e vero motore della vicenda. Ma come in ogni film di Sorrentino, è il personaggio ad essere più importante della storia,molto più importante. Tutto il film è costruito su genesi,conflitto,fine e sviluppo dei fantasmi di una rockstar che si sente poco amata e medita un'esistenza lenta e impossibile. Cheyenne si fa cacciatore di nazisti. Sorrentino è un regista geniale e controverso anche perchè riserva pizzicotti,qualunque cosa faccia. Anche in questa trasversale interpretazione della vita come viaggio on the road riesce a modificare ulteriormente la sua idea di cinema estremo,portato oltre ogni limite. Chi prende come una provocazione questo film,però dovrà stare alla larga dalla sala. L'ennesima figura stigmatizzata e stigmatizzante creata da Sorrentino non ha i patetismi e i didascalismi tipici del genere. Lui "scrive stronzate per ragazzini depressi" e basta. Non è un innocente,ma non lo si può considerare del tutto colpevole. Inanzitutto è una figura che non si dimentica. Tralasciando tutti i vari insegnamenti sulla Shoah,Sorrentino non prende posizione e con un finale forte,estremo e potente,ridà voce a tutti i milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto. Una voce che grazie a Cheyenne ha ripreso a cantare e a risuonare nell'aria. Quello di Sorrentino è un cinema classico che riesce a lasciare un'impronta nel moderno e a non addomesticare una figura audace e voluta come quella del protagonista. Ma di fronte alla prova di Penn,non si può non notare un cast eccellente: da Frances McDormand,attrice eccelsa,che fa una prova equa alle sue capacità;a Eve Hewson,figlia di Bono Vox degli U2,a Judd Hirsch. Sorrentino non ha motivi caustici per il suo film,non vuole incolpare nessuno. O meglio vuole incolpare tutti. Parlando della Shoah riesce a fare luce sulla modernità con i suoi problemi (figli con paure e mamme spaesate, uomini che scappano da un destino difficile, adolescenti che si comportano come adulti e adulti che sono rimasti bambini e che magari si scoprono adulti,solo dopo aver finito la propria missione,o quello che più ci si avvicina): Meditate che questo è! O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.

P.S. In queste settimane sono stato un pò assente a causa di un virus al pc. Ma ora sono con voi più che mai.
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SI

Opinioni su This must be the place


7 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "This must be the place"
emmepi8

  Sorrentino ha esordito con una produzione internazionale, ma scegliendo un argomento intimista ai massimi livelli e con il sostegno più che partecipato di un attore come Sean Penn, che ha reso possibile un'operazione come questa. Il film non è necessariamente serioso, anzi diciamo che nei dialoghi affiora qualche sorriso piacevole ed ironico che si accomuna benissimo con il personaggio di Cheyenne, che conserva la fisionomia proposta più di trent'anni prima, e quindi in via di...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a This must be the place (2011)

nessun commento
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26 febbraio 2012 Opinione di manuel88 su "This must be the place"
manuel88

Il film rappresenta il percorso intimo di un uomo alla ricerca di se stesso. Cheyenne è un ex rockstar che all'età di 50 anni è costretto a ritornare a New York per il funerale del padre,con il quale non parlava più da tempo.Qui scopre una realtà sconvolgente: il padre era stato in un campo di concentramento e soppravissuto ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca del nazista che tanto l'umiliava. Cheyenne,privo di particolari doti investigative intraprende un viaggio attraverso gli...

voto al film: manuel88 assegna il voto buono a This must be the place (2011)

nessun commento
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24 febbraio 2012 Opinione di ZioMaro su "This must be the place"
ZioMaro

Sorrentino è un regista originalissimo anche quando concepisce un film dall'impostazione classica come un road-movie. Da bravo regista europeo che sbarca in America, sceglie le strade beat delle ricerca di sé tra i paesaggi infiniti dell'Ovest, suggestioni di quell'epica western che faceva degli orizzonti sconosciuti territori da conquistare. Ma nella sua prima produzione internazionale, sotto la protezione del mecenate Sean Penn, continua ad essere coerente con la propria poetica, sia...

voto al film: ZioMaro assegna il voto ottimo a This must be the place (2011)

nessun commento
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4 febbraio 2012 Opinione di ezio su "This must be the place"
ezio

Spiace dare a Sorrentino il minimo dei voti,ma il film resta inguardabile,noioso e con una trama avvilente,nonostante la solita bravura di Sean Penn.Signor Sorrentino,torni a fare film italiani su temi italiani.Grazie.

voto al film: ezio assegna il voto pessimo a This must be the place (2011)



30 gennaio 2012 Opinione di danandre67 su "This must be the place"
danandre67

davvero avvilente e inguardabile

voto al film: danandre67 assegna il voto pessimo a This must be the place (2011)

nessun commento
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26 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "This must be the place"
Winnie dei pooh

Sarà pure "una prestazione in grande stile" ma, a mio parere, quasi totalmente priva di una personalità ben distinta e, di conseguenza, distinguibile (è come se a Sorrentino fosse mancato un po' di coraggio), interamente basata su due tra i registri più classici, quello tragico e quello comico costantemente in equilibrio precario, che non riescono quasi mai a fondersi perfettamente in un unicum (tragicomico) né a essere compiutamente l'uno o l'atro. Play it again, Paul. Sufficiente.

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto sufficiente a This must be the place (2011)

1 commento
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20 dicembre 2011 Opinione di Lina su "This must be the place"
Lina

Sarà che Sorrentino è un "genio" e che Sean Penn un ottimo attore, però questo film per quanto diverso dalla solita roba che ormai si vede in giro, ha una narrazione troppo lenta ed un ritmo fiacco. Per me il cinema dev'essere in grado di raccontare una storia coinvolgendo il pubblico e non tediandolo con una serie di dialoghi e sequenze inutili che allungano una trama misera che poteva essere invece sviluppata diversamente. Questo è decisamente uno dei film on the road più noiosi...

voto al film: Lina assegna il voto pessimo a This must be the place (2011)

nessun commento
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18 dicembre 2011 Opinione di harpok su "This must be the place"
harpok

Peccato. L'aria americana ha nuociuto al bravissimo Sorrentino, fino a questo film pressocchè impeccabile. Qui invece ne combina peggio di Bertoldo. Infila nella colonna sonora il brano di Arvo Part strausato nel cinema e con il precedente non eludibile di Gerry di Van Sant. E in più lo usa come leit-motiv! Fa almeno una decina di inquadrature leccatissime e gratuite (certo il suo cinema è pieno di queste sequenze da unspoken cinema ma qui slitta continuamente nell'inutile e nel...

voto al film: harpok assegna il voto mediocre a This must be the place (2011)



9 dicembre 2011 Opinione di omero sala su "This must be the place"
omero sala

Considerate l’omogeneità e la coerenza della cifra stilistica complessiva, è necessario premettere che la irritante lentezza del film non è casuale, così come non sono incidentali l’esasperante inerzia dei movimenti da bradipo del protagonista, il suo eloquio pigro, il suo sguardo sempre patologicamente fisso, la sua indolenza caratteriale, la sua rilassata apatia. Sean Penn sarà ricordato per questo difficilissimo ruolo e per la sorprendente abilità che dimostra nel dosare la...

voto al film: omero sala assegna il voto buono a This must be the place (2011)

nessun commento
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27 novembre 2011 Opinione di fefy su "This must be the place"
fefy

Mi spiace, ma mi sembra di aver assistito ad un film la cui unica sequenza degna di nota sia quando Byrne canta con quella scenografia surreale. Dall'interpretazione catatonica e imbarazzante di Sean Penn non so che dire. Per non parlare di quella della figlia di Bono. Dialoghi monocordi in cui viene vomitata  solo tanta retorica e pessimismo banale . E poi,  inutile presa a prestito del tema dell'Olocausto, anche  se devo ammettere che la scena in cui viene trovato l'aguzzino del padre...

voto al film: fefy assegna il voto mediocre a This must be the place (2011)




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