Terraferma (2011)
Con Donatella Finocchiaro, Filippo Pucillo, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello, Tiziana Lodato, Claudio Santamaria, Martina Codecasa, Francesco Casisa, Timnit T., Filippo Luna
18/01/2012
Naufraga il sogno di Terraferma agli Oscar
Basta uno scarno comunicato dell'Academy per troncare i sogni italiani di mettere le mani sullo zio Oscar. Terraferma di Emanuele Crialese è ufficialmente fuori dalla short list dalla quale...
di Spaggy
La trama
Linosa, isola siciliana abitata da pescatori, è ancora quasi intatta, al riparo dagli scempi del turismo di massa. Non è però al riparo dagli arrivi dei clandestini e dalla regola nuova del respingimento: la negazione stessa della cultura del mare, che obbliga al soccorso. A Linosa, insieme ai clandestini, arrivano una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore e un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Il loro sogno è arrivare alla "terraferma": l'Italia, con i suoi sogni "facili" quasi a portata di mano, eppure distante. Si confronteranno con una famiglia di pescatori con al centro un vecchio di grande autorità: tutti si troveranno di fronte a una decisione da prendere, che segnerà la loro vita.
Il risultato di Terraferma, diciamolo subito, non è all’altezza di Nuovomondo: il meraviglioso gioco tra onirico e reale, tra il cinema di Coppola e Tornatore da un lato e il Neorealismo estremo alla Terra trema viscontiana, è qui frenato da altre urgenze. O forse solo da una vena creativa leggermente in ribasso. Tuttavia, la forza dirompente delle immagini della cinepresa del regista romano di origini siciliane riesce a regalare a chi guarda più d’una emozione. Se il cinema non avesse la necessità di raccontare storie Terraferma sarebbe un capolavoro. Perché le immagini che irradia bagnano i corpi e i pensieri come in una vacanza che non conosce la sua data di ritorno. E anche se Crialese tiene a sottolineare che il suo non è un film sulla tragedia dell’immigrazione, risulta difficile abbandonarsi (come in Respiro) ad altre suggestioni. Non a caso i suoi personaggi rimangono travolti dai drammi umani dei clandestini che raggiungono l’isola immaginaria dove Crialese ambienta il film (troppi i buchi e i conti narrativi che non tornano).
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 36/2011
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 14/09/2011 - utile per 20 utenti
Voto al film: 
Ancora isole come in Respiro, ancora migranti come in Once we were strangers e in Nuovomondo, Linosa e Lampedusa diventano la Staten Island che accoglie, infastidita quasi, schiere di migranti che sperano di aver raggiunto la terra(ferma) promessa.
L'isola è così piccola che Trapani rappresenta l'Eldorado a cui aspirare, la vita scorre sempre uguale a se stessa senza prospettive, Giulietta, la madre, si duole che Filippo, il figlio, non sappia parlare nemmeno l'italiano, il nonno patriarca Ernesto, un padron 'Ntoni neanche troppo moderno che ha perso il figlio in mare conosce solo il lavoro e non riconosce altra legge che non sia quella del mare.
Ci sono le orde di turisti che invadono per due mesi l'anno l'isola, prede da spolpare per avere due miseri euro in più, che costringono a vivere a tempo determinato in un garage per affittare casa.
E poi ci sono anche i migranti, indesiderati figli di un dio minore che dovrebbero essere lasciati annegare per non incorrere in guai con la giustizia.
Ma quale giustizia non ti permette di salvare dei tuoi simili che stanno morendo di sete e di stenti?
Favoreggiamento all'immigrazione clandestina, è questo il reato gravissimo che porterebbe direttamente alla rovina.
Gli immigrati sono solo un fastidio, quasi un dettaglio da dimenticare come fa Nino, lo zio di Filippo, figlio della civiltà telecratica, gioie e divertimenti, capace di fornire sempre quello che richiedi nel rispetto della legge.
Ma i mostri sono gli immigrati oppure gli occupanti della barca danzereccia di Nino , intenti ad ancheggiare sulle note di Maracaibo?
E' facile rispondere.
Contiene molte pagine suggestive la nuova pellicola di Crialese, il suo film sembra prendere ossigeno dai fondali marini e dalla natura incontaminata mentre si rivela più asfittico quando fa parlare gli uomini, soprattutto quelli che non sono dell'isola.
La scelta del dialetto per i dialoghi degli isolani riporta alla mente Visconti e la sua scelta linguistica estrema de La terra trema (anche se il dialetto siculo dei personaggi di Crialese è perfettamente comprensibile), mentre tra i non isolani prevale la cispadanità dell'accento quasi a voler sottolineare ulteriormente la distanza tra l'isola e la terraferma,tra gli isolani e gli abitanti del continente, ma l'impressione è che sotto ci sia la volontà di sottolineare ulteriormente la matrice di questa legge.
Crialese si conferma grande esteta delle immagini ma bisogna anche riconoscere che a livello di narrazione non tutto fila per il verso giusto. ESPANDI +
- negative [5]
- sufficienti [9]
- positive [23]
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21 maggio 2012 Opinione di abcd1234 su "Terraferma"
Un buon film, bravo sempre Fiorello anche se questa volta interpreta una parte un po' fuori dalle righe. Mentre la Finocchiaro e il vecchio marinaio hanno due parti molto interessanti ed azzeccate. A volte un po' tetro nei colori ma il montaggio è buono. Il suo pregio di far capire il problema degli immigrati e la loro accettazione ma è anche il suo difetto di calcare ancora la mano sugli immigrati stessi quando il problema è anche il nostro e di isole che stanno scoppiando come...
voto al film: 
18 aprile 2012 Opinione di Baliverna su "Terraferma"
E' un buon film sull'immigrazione, o meglio sul fenomeno Lampedusa, e sul dovere di aiutare quei poveri disgraziati che approdano stremati alle coste italiane. L'approccio del regista è originale e semplicemente umano; il suo stile è sobrio e senza vezzi autoriali, e sa catturare con efficacia il lato umano delle varie situazioni che rappresenta. Non c'è neppure l'ombra di ideologia anti-razzista, cioè niente di quella retorica e di quel tono polemico che pure esistono su questi...
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di emmepi8 su "Terraferma"
Crialese prende in considerazione i valori umani universali ed i contrasto con le leggi che li calpestano, anche in nome di una democrazia ormai avariata e che nel nome stesso è simbolo di pericolosità. Le critiche verso questo film non sono mancate, ma Crialese è andato per la sua strada, parlando di uno stato di coscienza, senza eludere il problema, ma non rendendolo centrale. Quindi una scelta più intima, che necessariamente tocca le corde più nascoste, più individuabili, ma con...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di mm40 su "Terraferma"
Crialese e il mare: difficile immaginare che il regista riuscisse ancora - dopo Respiro e Nuovomondo - a dire qualcosa di interessante, di non detto sulla Sicilia, sul suo popolo, sulle sue tradizioni e sull'elemento che maggiormente lo caratterizza, che è appunto l'acqua. Eppure con questo Terraferma non solo Crialese offre un ulteriore punto di vista sul microcosmo siculo, quello più attaccato alle sue radici e abitudini, ma riesce a riflettere su di esso e sull'annosa (e ormai abusata)...
voto al film: 
5 febbraio 2012 Opinione di GoonieAle su "Terraferma"
Bel film, naturalmente inferiore a Nuovomondo (per me quasi un capolavoro...), ma che fila liscio, con bravi attori e una riflessione sull'immigrazione. Reale, vero, e come gira Crialese a me piace... leggero, trasparentissimo, senza nessun balzo, ma non piatto eh...
voto al film: 
18 gennaio 2012 Opinione di Mulligan71 su "Terraferma"
Il film non è brutto, ma è un grande passo indietro rispetto al bellissimo "Nuovomondo". Qui si annega nel didascalismo, oltre che nel mare. La tesi è nota e sostenibile, ma lo sviluppo sfiora il patetismo, se non fosse per qualche bell'attore e bello sguardo. Linosa fa la sua porca figura, aiuta, ma raramente Crialese raggiunge la sua visione di cinema abituale. Anzi, a volte sembra una fiction TV. Ed è un peccato mortale, per il Cinema.
voto al film: 
18 novembre 2011 Opinione di satura su "Terraferma"
Non sono uscita dalla sala gridando al capolavoro, direi proprio di no, anzi la mia reazione, al contrario del solito, è stata piuttosto silenziosa e meditabonda. Mi sembrava un film tutto sommato deludente, per le aspettative che avevo io s'intende, era come se si sfilacciasse nel corso della sua durata, come se mettesse troppa carne al fuoco... Ci ho rimuginato qualche giorno, senza leggere alcuna recensione. Poi ho cambiato idea, è stato come se il film fosse "cresciuto" dentro di me ed...
voto al film: 
10 novembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "Terraferma"
Mi è piaciuta di più la prima parte, meno lineare e capace di far fruttare una certa espressività nel montaggio. La parte in cui è ben resa la relazione melodrammatica tra Beppe Fiorello (poi macchietta) coi suoi. Un pò Pontecorvo un pò Bellocchio, almeno per la rabbia e la frustrazione (in)espressa (la Finocchiaro ne sa, ormai, dopo anni e anni di Sorelle). E' soprattutto la parte che fa l'habitus per un bel dramma antropologico, in cui la vita di pesca è una scelta di dolore, di...
voto al film: 
3 novembre 2011 Opinione di cippags su "Terraferma"
Buona prova della Finocchiaro. Il film mi è discretamente piaciuto, ma ci sono forzature (il personaggio di Fiorello, i turisti impresentabili, certe svolte narrative...) che mi fanno pensare che forse altri film meritassero altrettanto se non di più di concorrere all'Oscar per l'Italia. 6+
voto al film: 
13 ottobre 2011 Opinione di tonypolster su "Terraferma"
Pur con qualche forzatura, il film è interessante perchè fa pensare.... Fa pensare all'opposizione fra il mondo delle apparenze ( i turisti superficialotti, il mondo delle vacanze e delle menzogne...) e il mondo vero, quello tragico della miseria, della disperazione di viaggi che durano anni per tutto il continente africano fino alle coste libiche. Bravi gli attori,specie Cuticchio che fa venir in mente la figura di padron Ntoni dei Malavoglia. Esemplare, poi, il contrasto fra il mondo del...
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