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Limitless - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Giona A. Nazzaro

«Pigliate ‘na pastiglia» suggeriva Renato Carosone. Curioso esempio di mutazione dell’LSD movie, Limitless vede Neil Burger abbandonare i sofismi del precedente L’illusionista per abbracciare senza patemi l’action movie. Come un Serpente di fuoco dell’era delle smart drug, il film esibisce muscoli “christophernolaniani”, ma non presenta (quasi) nessuna delle controindicazioni dell’originale. Grazie a una compressa miracolosa che lavora sulle potenzialità latenti del soggetto, lo scrittore fallito Eddie Morra (Bradley Cooper) si ritrova immerso in un flusso frenetico d’iperattività che lo condurrà alle soglie di inquietanti stati di allucinazione e oltre. Pieno di movimenti di macchina virtuali degni di Panic Room, il pharmaceutical punk thriller di Neil Burger divora con interminabili soggettive la profondità di campo di New York oscillando fra il dentro del cervello e il fuori del mondo con un’energia visiva che a tratti rievoca il sorprendente Push. Impeachment di un mondo e di una finanza “drogata”, il film di Neil Burger è un curioso ibrido che frulla insieme Wall Street, William Gibson, J.G. Ballard e paranoie da multinazionali tipiche degli anni 70. Limitless, quindi, diverte nonostante alcuni evitabili e compiaciuti automatismi visivi. Ma con un po’ di zucchero la pillola va giù.


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