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Generazione (1955)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Generazione: assente
Ritmo ritmo in Generazione: assente
Impegno impegno in Generazione: assente
Tensione tensione in Generazione: assente
Erotismo erotismo in Generazione: assente

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La trama

Stanislaw Mazur (Stach) è cresciuto in una baraccopoli dei sobborghi di Varsavia. Nel 1942 è un giovane che vive di espedienti, rubando il carbone dai treni militari tedeschi. Quando, durante l’assalto ad un convoglio, un suo amico viene ucciso e lui ferito, decide di dare una svolta alla propria vita, accettando un posto come apprendista in una fabbrica di mobili. Contemporaneamente inizia a frequentare la scuola, dove conosce Eva (alias Dorota), un’attivista della Guardia del Popolo, il movimento dei combattenti contro l’occupazione nazista. Invaghitosi della ragazza, si unisce all’organizzazione. 

Primo lungometraggio di Andrzej Wajda, che vede un giovanissimo Roman Polanski al suo debutto come attore.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 28/03/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

Primo lungometraggio di Andrzej Wajda. In una Polonia divisa tra tradizione cattolica e fermenti marxisti, il ventenne Stach ed i suoi compagni affrontano la situazione bellica condividendo la miseria materiale degli adulti, ma non il loro idealismo, aggressivo, ma ormai stanco, pieno di dogmatismo e di sterile strategia militare. Nei giovani, invece, per i quali la posta in gioco è un futuro ancora tutto da scoprire, l’animo si accende del classico slancio romantico del combattente, infiammato dall’appassionante dilemma tra la necessità di sopravvivere e il desiderio di lottare.  A guidare le loro azioni sono un odio ed un amore ancora acerbi, e quindi puri, perché esenti dai vizi della politica. Le loro ambizioni non sono rivolte alla realizzazione personale, bensì ad assicurare, a tutto un popolo, ed, in particolare, ai loro coetanei, un avvenire di pace e prosperità. Questo sogno collettivo, carico della retorica della buona fede, sostituisce, nei periodi di crisi, quei fenomeni di massificazione (a contenuto ideologico, o semplicemente modaiolo) che, nei periodi di benessere, forniscono agli adolescenti un facile punto di riferimento ed un immediato strumento di identificazione. La gioventù, in ogni epoca, attraversa infatti la storia come un’entità unitaria, ossia come una generazione, che istintivamente si raggruppa, per segnare, in maniera il più possibile netta e compatta,  la cruciale linea di confine tra il passato e il presente.  Anche in questo film, la compagnia degli amici di Stach rappresenta il fronte del nuovo, che supera le differenze interne ed i diversi casi individuali per procedere insieme verso il comune obiettivo di libertà. Emblematica, da questo punto di vista, è la scena finale, che mostra la speranza di tutti vincente sul dolore del singolo.
Lo stile di Wajda rimanda ai canoni del cinema sovietico, mescolando ideologia e melodramma, ed alternando momenti tragici e parentesi comiche. Fa eccezione la memorabile sequenza dell’inseguimento di Jasio da parte dei nazisti, che presenta un’articolazione ritmica, perfettamente bilanciata tra spettacolarità e suspense, degna dei migliori action movies hollywoodiani.  
 
Su Cinerepublic la recensione corredata di immagini:
http://cinerepublic.film.tv.it/pokolenie-1955-di-andrzej-wajda/1800/
 
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SI

Opinioni su Generazione


28 marzo 2011 Opinione di OGM su "Generazione"
OGM

Primo lungometraggio di Andrzej Wajda. In una Polonia divisa tra tradizione cattolica e fermenti marxisti, il ventenne Stach ed i suoi compagni affrontano la situazione bellica condividendo la miseria materiale degli adulti, ma non il loro idealismo, aggressivo, ma ormai stanco, pieno di dogmatismo e di sterile strategia militare. Nei giovani, invece, per i quali la posta in gioco è un futuro ancora tutto da scoprire, l’animo si accende del classico slancio romantico del...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Generazione (1955)

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