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La morte del signor Lazarescu (2005)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La morte del signor Lazarescu: assente
Ritmo ritmo in La morte del signor Lazarescu: minimo
Impegno impegno in La morte del signor Lazarescu: presente
Tensione tensione in La morte del signor Lazarescu: presente
Erotismo erotismo in La morte del signor Lazarescu: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La morte del signor Lazarescu

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La morte del signor Lazarescu (voti: 8 media: 4,25) 8

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La trama

Il signor Lazarescu vive in un piccolo appartamento con la sola compagnia di tre gatti. Una sera ha un malore e viene soccorso da un'ambulanza con a bordo Mioara, infermiera, che decide di portarlo all'ospedale. E' l'inizio di una serie di peripezie e difficoltà che trasformano quello che doveva essere un semplice ricovero in un vero e proprio incubo. Intanto, le condizioni del signor Lazarescu peggiorano sempre più. 

Con uno stile limpido e quasi documentaristico, Cristi Puiu, uno fra i registi rumeni più importanti degli ultimi anni, svolge considerazioni sull'uomo e la società partendo da una storia semplice e quotidiana. Vincitore della sezione Un Certain Regard a Cannes 2005.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 29/02/2012 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

Il realismo perfetto. Quello che rimane attaccato ai dettagli degli eventi senza trascurarne alcuno, e trattandoli tutti allo stesso modo: un racconto fluido e privo di accenti interpretativi, che è una fedele e puntigliosa cronaca in diretta della vita. Dante Remus Lazarescu, di sessantatré anni, è un professione universitario in pensione che divide il suo piccolo appartamento con tre gatti: da quando sua moglie è morta e la figlia si è trasferita in Canada, la sua esistenza si trascina tra la solitudine e l’alcol. Un sabato mattina l’uomo si sveglia con un forte dolore alla testa, che nulla riesce ad alleviare. A ciò si aggiungono ripetuti attacchi di vomito. Verso sera Lazarescu si decide a chiamare la guardia medica.  Da quel momento la macchina da presa segue da vicino ogni istante della sua odissea sanitaria, durante la quale viene visitato ripetutamente, ricevendo ogni volta una diagnosi diversa, e viene fatto rimbalzare da un ospedale all’altro, tra perdite di tempo, controversie tra medici e incomprensioni varie. La storia non è emblematica ma non eccessiva, e descrive, in un  quadro di generale disorganizzazione, una verosimile mescolanza di rabbia polemica, di distaccata rassegnazione e di buona volontà che non si arrende. La professionalità, quando viene esercitata in  condizioni sfavorevoli, risponde in vari modi, ognuno dettato dal rapporto che il singolo operatore ha col proprio lavoro e con la propria coscienza. Tutti, in buona sostanza, si prendono cura del povero Lazarescu, ma ciascuno secondo il proprio carattere e la propria individuale visione del mondo, senza preoccuparsi di coordinarsi col resto del sistema. La  situazione di emergenza che fa da sfondo alla vicenda – un incidente stradale con  decine di feriti – è il banco di prova sul quale si misurano l’efficienza, la capacità decisionale ed il profilo etico  del personale addetto ad assistere i pazienti. Lazarescu si ritrova ad attraversare un ingranaggio già di per sé complesso ed arrugginito, e per di più sottoposto ad uno sforzo eccezionale che lo mette in crisi. L’agonia del malcapitato – presto diventa chiaro che gli resta ben poco da vivere – si riflette in quella di una società immatura, che va avanti a suon di rimedi provvisori, ma è incapace di darsi una struttura unitaria e formulare progetti a lungo termine. Tutto, nelle piccole come nelle grandi cose, allude alla precarietà: Lazarescu che cerca di risollevare il corpo e la mente bevendo una grappa prodotta in casa, i vicini che, per farlo stare meglio, gli offrono pillole e moussaka, l’ambulanza obsoleta, le chiacchiere sulla crisi dell’istituzione matrimoniale, il neurologo che ricorre ad una falsa raccomandazione per far passare avanti un caso particolarmente urgente, il pressapochismo ed il cinismo con cui alcuni affrontano il dramma della malattia altrui. Eppure, sotto l’obiettivo di Cristi Puiu, questa piccola bottega degli orrori non ha nulla di grottesco, rimanendo estranea sia all’iperbole allegorica della satira  sia agli stereotipi della commedia dell’arte. Ciò che maggiormente colpisce, in questa rappresentazione, è l’assoluta naturalezza della messinscena, in cui il bene e il male confluiscono e si confondono pacificamente nel torbido stagno della normalità. Ne La morte del signor Lazarescu la finzione imita magistralmente il documentario, coltivandone scrupolosamente l’autenticità e l’immediatezza, dopo averle, però, accuratamente ripulite dalle impurità dell’improvvisazione. 
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Opinioni su La morte del signor Lazarescu


29 febbraio 2012 Opinione di OGM su "La morte del signor Lazarescu"
OGM

Il realismo perfetto. Quello che rimane attaccato ai dettagli degli eventi senza trascurarne alcuno, e trattandoli tutti allo stesso modo: un racconto fluido e privo di accenti interpretativi, che è una fedele e puntigliosa cronaca in diretta della vita. Dante Remus Lazarescu, di sessantatré anni, è un professione universitario in pensione che divide il suo piccolo appartamento con tre gatti: da quando sua moglie è morta e la figlia si è trasferita in Canada, la sua esistenza si...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La morte del signor Lazarescu (2005)

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1 maggio 2011 Opinione di michel su "La morte del signor Lazarescu"
michel

IO LO CONOSCEVO BENE A causa di un terribile mal di testa Dante Remus Lazarescu, che vive in un misero appartamento con i suoi gatti, chiama l'ambulanza. Dopo mezz'ora di film appare una gentile infermiera. Il percorso sino all'ospedale invece dura solo quattro minuti. Lazarescu è un vecchio sfortunato: un grave incidente stradale sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario locale e poi beve troppo dunque tutti gli fanno la morale ma nessuno lo ascolta. Inizia così un...

voto al film: michel assegna il voto ottimo a La morte del signor Lazarescu (2005)

1 commento
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18 aprile 2011 Opinione di ed wood su "La morte del signor Lazarescu"
ed wood

Film radicale nella sua decisa adesione ai presunti canoni di un realismo che il cinema rumeno degli ultimi anni sta cercando di reinventare, prescindendo (per quanto possibile) dagli illustri precedenti: Rossellini, Cassavetes, Kiarostami. Il realismo di Puiu è davvero senza aggettivi. Non ci sono gli intenti didattici, per quanto sobriamente esposti, dell'esperienza rosselliniana, nè l'ipperrealismo insostenibile di Cassavetes, nè la tensione metaforica/concettuale...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a La morte del signor Lazarescu (2005)

1 commento
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13 aprile 2011 Opinione di chribio1 su "La morte del signor Lazarescu"
chribio1

film quasi totalmente girato in Pronto Soccorso,il tutto ben proposto e ben recitato ma pero' alquanto rognoso e triste. Sembra quasi girato in presa diretta.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La morte del signor Lazarescu (2005)

1 commento



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