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Prayers for Bobby (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Prayers for Bobby: assente
Ritmo ritmo in Prayers for Bobby: assente
Impegno impegno in Prayers for Bobby: assente
Tensione tensione in Prayers for Bobby: assente
Erotismo erotismo in Prayers for Bobby: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Prayers for Bobby (voti: 2 media: 4,00) 2

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La trama

Bobby Griffith (Ryan Kelley), ragazzo americano cresciuto in una famiglia molto religiosa e tradizionalista, è in conflitto con se stesso, con la propria educazione e soprattutto con l'amata madre Mary (Sigourney Weaver) a causa dei primi turbamenti amorosi che si rivolgono però verso altri uomini. Dopo tensioni, scontri e avvenimenti sconvolgenti, Mary farà un cammino di autocoscienza e di superamento dei pregiudizi moralistici radicati, trascinando con sé tutta la famiglia. 

Film televisivo che ha avuto molto successo negli Stati Uniti, vincitore di due Emmy Awards e di altri premi, presentato anche in Italia ai Queer Film Festival di Torino e Firenze (2010).

L'opinione più votata

Di kotrab scritta il 28/03/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

Il film Prayers for Bobby, prodotto nel 2009 per la televisione statunitense e accolto da un grande successo di pubblico, a parte certe immancabili polemiche conservatrici, si potrebbe definire un "caso" socio-culturale, un piccolo ma importante film diretto dal discontinuo Russell Mulcahy, il famoso regista australiano di videoclip nonché dell'arcinoto cult Highlander con Christopher Lambert e Sean Connery.
Prayers for Bobby è tratto dal romanzo di Leroy Aarons e si basa sulla vera esperienza di Mary Griffith (S. Weaver), moglie e madre molto devota e rigidamente osservante dei precetti della Chiesa presbiteriana, una vicenda che testimonia la maturazione della protagonista nella fede, concepita però in una apertura e una critica costruttiva ai limitati e castranti preconcetti religiosi. La molla che fa scattare qualcosa nel profondo di Mary è il dolore di una privazione enorme, quella del proprio figlio Bobby (R. Kelley) che si suicida in seguito al rifiuto della sua omosessualità da parte della madre, fondamentale punto di riferimento affettivo ed etico, e dopo l'approfondirsi dei sensi di colpa e dell'insanabile contrasto tra la propria natura e la condanna di una certa, e diffusa, concezione religiosa, tra la sua bontà d'animo e la presunta turpitudine di una deviazione maligna, inconcepibile e inaccettabile.
Il film si divide grossomodo in due parti: la prima in cui si sviluppano i conflitti familiari e interiori (anche in modo però abbastanza affrettato), maturano le esperienze amorose di Bobby e vengono raggiunti i primi e più intensi climax, che sono d'altra parte il filo rosso che lega la struttura del film, con al centro il funerale e soprattutto il ricevimento, dove Mary e il marito Robert (H. Czerny) conoscono David (S. Bailey), il breve amore di Bobby. La seconda parte invece vede la nuova "conversione" di Mary, il suo bisogno di capire e cercare di sanare le contraddizioni tra la bontà di Dio e la presunta condanna di un'animo buono creato a sua immagine e a tal scopo si mette in discussione coraggiosamente, inizia a parlare col reverendo Whitsell (D. Butler), impegnato nell'accoglienza dei gay, per poi entrare sempre più in campo fino all'aperta lotta contro le discriminazioni e la comprensione di dover difendere la "sua" nuova miriade di Bobby.
R. Mulcahy ha una mano sicuramente apprezzabile nella gestazione di questo film televisivo che funziona molto bene anche sul grande schermo, un caso di semplicità stilistica che riesce a trovare un bell'equilibrio tra cura formale, seppur legata a convenzioni, e comunicazione col pubblico, grazie appunto ad una struttura semplice in cui sentimento e commozione non sono grottescamente esasperati e non scadono nella stucchevolezza e soprattutto trovano un sostegno validissimo e del tutto credibile da parte di una Weaver che mette tutta se stessa in intensi sguardi e gesti calibrati, assecondati con discrezione dalla mdp di Mulcahy e dal resto del buon cast.
Nominato a due Emmy Awards 2009 per miglior film TV e attrice, vincitore del 21° Annual GLAAD Media Award, del Gay & Lesbian Entertainment Critics Association Dorian Award e del Seattle Gay & Lesbian Film Festival Audience Award 2009. Passato anche ai Festival Queer di Torino e di Firenze. 7 1/2
Su Youtube.
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SI

Opinioni su Prayers for Bobby


28 marzo 2011 Opinione di ripley77 su "Prayers for Bobby"
ripley77

Voto al Film :  7  (10 alla Weaver,immensa).Dovrebbe essere trasmesso nelle scuole,in Italia sarebbe già un miracolo vederlo in Tv (possibilmente non a notte fonda...)

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Prayers for Bobby  (2009)


28 marzo 2011 Opinione di kotrab su "Prayers for Bobby"
kotrab

Il film Prayers for Bobby, prodotto nel 2009 per la televisione statunitense e accolto da un grande successo di pubblico, a parte certe immancabili polemiche conservatrici, si potrebbe definire un "caso" socio-culturale, un piccolo ma importante film diretto dal discontinuo Russell Mulcahy, il famoso regista australiano di videoclip nonché dell'arcinoto cult Highlander con Christopher Lambert e Sean Connery. Prayers for Bobby è tratto dal romanzo di Leroy Aarons...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Prayers for Bobby  (2009)

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