M Is for Man, Music, Mozart (1991)
Con Ben Craft, Astrid Seriese, Kate Gowar, Karin Potisk
La trama
In un anfiteatro del XVI secolo, tra musica e sovrimpressioni digitali un ballerino (Ben Craft) - simbolo del genere umano - dapprima disteso su un tavolo anatomico in mezzo al pubblico, inizia a danzare mentre una cantante (Astrid Seriese) espone le comunanze tra l'Uomo (Man), la musica e Wolfgang Amadeus Mozart, di essi classica unione e sintesi.
Omaggio per il bicentenario dalla morte di Mozart, tra false citazioni letterarie, veri riferimenti pittorici, effetti digitali, elenchi e musica originale di Louis Andriessen eseguita dall'ensemble De Volharding.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 21/04/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Non c'è Mozart come serie di eventi biografici, ma ci sono allo stesso tempo la sua presenza e la sua arte per mezzo di un corpo ideale, un ballerino (Ben Craft) che danza nudo, come una classica statua di marmo, un corpo simbolico e carnale che è messo in scena nel teatro del mondo, in un anfiteatro-microcosmo dalla luce dorata in cui avviene la Creazione dell'essere umano con i suoi componenti fisici (un Uomo di farina, uno di tela, uno d'acqua ecc.). Questa però è solo la parte centrale del mediometraggio M is for Man, Music, Mozart: il punto d'arrivo alla lettera centrale dell'alfabeto, dopo un prologo scandito dalle lettere precedenti che elencano gli elementi e le relazioni (A sta per Adamo, B sta per bile, ma anche lampi, lussuria, fuoco, sangue, la sadiana Justine, bugie, argilla ecc.), cantate dalla voce "coreutica" di Astrid Seriese, truccata come in un rito iniziatico e vestita con costumi barocchi, il periodo dell'apertura delle forme e dei contrasti (per dirla alla Scott Ross). La compresenza di elementi storici convergenti nella microvita (per durata) di Mozart, ne mette in risalto i punti in comune al di là dei contrasti, sono le parti conviventi di un mondo che tenta di superare la confusione e il caos con l'organizzazione delle arti e delle scienze: il balletto, il mimo, quindi la musica, la letteratura, la pittura, la scultura, i costumi, il teatro, l'anatomia (Andrea Vesalio), fino al cinema che sintetizza nell'arco di nemmeno mezz'ora e rielabora con i suoi riquadri, i suoi grafici, le sue coordinate, in un gioco illusivo di tridimensionalità e di (ancora) vita concreta e universale su uno schermo piatto, simmetrico, frontale, perfino con l'ambivalenza tra l'unidirezionalità della struttura e la molteplicità delle cose. ESPANDI +
21 aprile 2011 Opinione di kotrab su "M Is for Man, Music, Mozart"
Per il bicentenario dalla morte di uno degli artisti più famosi (spesso superficialmente) di tutti i tempi, Wolfgang Amadeus Mozart, P. Greenaway (similmente a Death in the Seine) si mette da un punto di vista alternativo, di negazione del soggetto (come indica il titolo alternativo Not Mozart) e di evocazione, trasfigurazione, riproposizione su scala universale, con concetti e caratteristiche assolute che colgono appunto l'ampiezza del "caso Mozart". Siamo agli antipodi quindi...
voto al film: 
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