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M Is for Man, Music, Mozart (1991)

[M Is for Man, Music, Mozart, Gran Bretagna 1991, Cortometraggio, durata 29']   Regia di Peter Greenaway
Con Ben Craft, Astrid Seriese, Kate Gowar, Karin Potisk



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in M Is for Man, Music, Mozart: assente
Ritmo ritmo in M Is for Man, Music, Mozart: assente
Impegno impegno in M Is for Man, Music, Mozart: assente
Tensione tensione in M Is for Man, Music, Mozart: assente
Erotismo erotismo in M Is for Man, Music, Mozart: assente

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La trama

In un anfiteatro del XVI secolo, tra musica e sovrimpressioni digitali un ballerino (Ben Craft) - simbolo del genere umano - dapprima disteso su un tavolo anatomico in mezzo al pubblico, inizia a danzare mentre una cantante (Astrid Seriese) espone le comunanze tra l'Uomo (Man), la musica e Wolfgang Amadeus Mozart, di essi classica unione  e sintesi. 

Omaggio per il bicentenario dalla morte di Mozart, tra false citazioni letterarie, veri riferimenti pittorici, effetti digitali, elenchi e musica originale di Louis Andriessen eseguita dall'ensemble De Volharding.

L'opinione più votata

Di kotrab scritta il 21/04/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Per il bicentenario dalla morte di uno degli artisti più famosi (spesso superficialmente) di tutti i tempi, Wolfgang Amadeus Mozart, P. Greenaway (similmente a Death in the Seine) si mette da un punto di vista alternativo, di negazione del soggetto (come indica il titolo alternativo Not Mozart) e di evocazione, trasfigurazione, riproposizione su scala universale, con concetti e caratteristiche assolute che colgono appunto l'ampiezza del "caso Mozart". Siamo agli antipodi quindi da una biografia più tradizionale e romanzata - pur bellissima - alla Milos Forman (Amadeus) e paradossalmente si ricerca una comunicazione più immediata in entrambi i casi, con mezzi opposti. Qua Greenaway infatti, ricorrendo a simbologie, metafore, mitologie, crea una fusione delle arti in modo da restituire un mondo dalle caratteristiche assolute, vicine alla natura umana, cogliendo il genio nelle sue relazioni più terrene, carnali, esteriormente antispirituali ma anche con soffi di vita incorporea, la sua paradossale caducità e perpetua rinascita nella Storia, come il paradosso della musica stessa, che muore nel momento stesso in cui nasce e la sentiamo, esiste e non esiste, come una chimera si rinnova, è onnipotente e insieme impotente in quanto ha bisogno dell'uomo per vivere, per far sì che egli si faccia dominare.
Non c'è Mozart come serie di eventi biografici, ma ci sono allo stesso tempo la sua presenza e la sua arte per mezzo di un corpo ideale, un ballerino (Ben Craft) che danza nudo, come una classica statua di marmo, un corpo simbolico e carnale che è messo in scena nel teatro del mondo, in un anfiteatro-microcosmo dalla luce dorata in cui avviene la Creazione dell'essere umano con i suoi componenti fisici (un Uomo di farina, uno di tela, uno d'acqua ecc.). Questa però è solo la parte centrale del mediometraggio M is for Man, Music, Mozart: il punto d'arrivo alla lettera centrale dell'alfabeto, dopo un prologo scandito dalle lettere precedenti che elencano gli elementi e le relazioni (A sta per Adamo, B sta per bile, ma anche lampi, lussuria, fuoco, sangue, la sadiana Justine, bugie, argilla ecc.), cantate dalla voce "coreutica" di Astrid Seriese, truccata come in un rito iniziatico e vestita con costumi barocchi, il periodo dell'apertura delle forme e dei contrasti (per dirla alla Scott Ross). La compresenza di elementi storici convergenti nella microvita (per durata) di Mozart, ne mette in risalto i punti in comune al di là dei contrasti, sono le parti conviventi di un mondo che tenta di superare la confusione e il caos con l'organizzazione delle arti e delle scienze: il balletto, il mimo, quindi la musica, la letteratura, la pittura, la scultura, i costumi, il teatro, l'anatomia (Andrea Vesalio), fino al cinema che sintetizza nell'arco di nemmeno mezz'ora e rielabora con i suoi riquadri, i suoi grafici, le sue coordinate, in un gioco illusivo di tridimensionalità e di (ancora) vita concreta e universale su uno schermo piatto, simmetrico, frontale, perfino con l'ambivalenza tra l'unidirezionalità della struttura e la molteplicità delle cose. ESPANDI +
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Opinioni su M Is for Man, Music, Mozart


21 aprile 2011 Opinione di kotrab su "M Is for Man, Music, Mozart"
kotrab

Per il bicentenario dalla morte di uno degli artisti più famosi (spesso superficialmente) di tutti i tempi, Wolfgang Amadeus Mozart, P. Greenaway (similmente a Death in the Seine) si mette da un punto di vista alternativo, di negazione del soggetto (come indica il titolo alternativo Not Mozart) e di evocazione, trasfigurazione, riproposizione su scala universale, con concetti e caratteristiche assolute che colgono appunto l'ampiezza del "caso Mozart". Siamo agli antipodi quindi...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a M Is for Man, Music, Mozart (1991)

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