Death in the Seine - I morti della Senna (1989)
Con Jean-Michel Dagory, Jim van der Woude, Hans Verbrugge, Denis Verkroese, Roos Peters, Arie van Vliet, Leonie Beverloo, Lars Crama, Niels Crama, Cor van de Beek, Michel van de Berg, Janine van de Wal-Bake, Wim Jan Goedkencht, Jan Groen, Michelle Guerts
La trama
Tra realtà storica e finzione, Greenaway realizza un omaggio per il bicentenario della Rivoluzione Francese partendo da studi dello storico inglese Richard Cobb: la ricostruzione della vita di cadaveri rinvenuti nella Senna tra l'aprile 1795 e il settembre 1801, dopo il periodo del Terrore. Nell'obitorio della Basse-Geole a Parigi, gli impiegati Bouille (Jean-Michel Dagory) e Daude (Jim van der Woude) esaminano i corpi e raccolgono dati.
Una commissione del Centre National des Arts Plastiques.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 14/04/2011 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
La visione di Greenaway assimila qualunque soggetto e oggetto nel suo mondo, in questo caso la catalogazione non è solo un'esigenza formale o uno stile, ma parte dalla fonte degli archivi storici e si fa ancora una volta filtro della realtà, griglia di "finzione" e mezzo di controllo non di un evento violento e sconosciuto come in The Falls (o conosciuto come ne Il ventre dell'architetto), non di delitti camuffati in un meccanismo oppressivo come appunto in Giochi nell'acqua o I misteri del giardino di Compton House, non dell'inesorabilità della forza cieca della natura e della convergenza di avvenimenti simultanei come ne Lo zoo di Venere, ma di avvenimenti veri e prodotti dalle degenerazioni folli provenienti proprio da quelle menti che issavano lo stendardo della libertà e della luce razionale.
Il caos e la decadenza mortuaria di questo preciso soggetto sono trasfigurati dagli incastri dei riquadri, dalla serialità delle inquadrature sui corpi con un bianco e nero senza tempo e improvvise incursioni di colori, da un distacco emotivo che è discrezione e rispetto dell'osservatore e dell'osservato, una analisi scientifica di professionale moralità che si muove sull'immobilità come la musica di Michael Nyman graffia e aggredisce la malinconia. 9
14 aprile 2011 Opinione di kotrab su "Death in the Seine - I morti della Senna"
Alle prese con una commissione del Centre National des Arts Plastiques in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese, P. Greenaway (invero è superfluo dirlo) vi si dedica da un punto di vista sui generis. Il periodo della sua carriera è quello immediatamente successivo alle sperimentazioni tecniche dell'elettronica in altri cortometraggi e ai percorsi tracciati dai temi ricorrenti dell'acqua come elemento di vita e di morte, quindi gli annegamenti (già assurti...
voto al film: 
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