Opinione di kotrab su Death in the Seine - I morti della Senna
Con Jean-Michel Dagory, Jim van der Woude, Hans Verbrugge, Denis Verkroese, Roos Peters, Arie van Vliet, Leonie Beverloo, Lars Crama, Niels Crama, Cor van de Beek, Michel van de Berg, Janine van de Wal-Bake, Wim Jan Goedkencht, Jan Groen, Michelle Guerts
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Sul film
Alle prese con una commissione del Centre National des Arts Plastiques in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese, P. Greenaway (invero è superfluo dirlo) vi si dedica da un punto di vista sui generis. Il periodo della sua carriera è quello immediatamente successivo alle sperimentazioni tecniche dell'elettronica in altri cortometraggi e ai percorsi tracciati dai temi ricorrenti dell'acqua come elemento di vita e di morte, quindi gli annegamenti (già assurti a motore dell'azione in Giochi nell'acqua). Queste suggestioni che fanno parte di una visione del mondo governato da leggi sia razionali che irrazionali, in quanto ammasso di forze che sottostanno a loro stesse e si scontrano con le convenzioni organizzative umane, confluiscono nell'occasione di un incontro con lo storico Richard Cobb che aveva fatto studi sui verbali di quattrocentododici cadaveri archiviati a Parigi e risalenti al periodo 1793-1801 (nell'economia del mediometraggio Death in the Seine - Les morts de la Seine si va dall'aprile 1795 al settembre 1801).
La visione di Greenaway assimila qualunque soggetto e oggetto nel suo mondo, in questo caso la catalogazione non è solo un'esigenza formale o uno stile, ma parte dalla fonte degli archivi storici e si fa ancora una volta filtro della realtà, griglia di "finzione" e mezzo di controllo non di un evento violento e sconosciuto come in The Falls (o conosciuto come ne Il ventre dell'architetto), non di delitti camuffati in un meccanismo oppressivo come appunto in Giochi nell'acqua o I misteri del giardino di Compton House, non dell'inesorabilità della forza cieca della natura e della convergenza di avvenimenti simultanei come ne Lo zoo di Venere, ma di avvenimenti veri e prodotti dalle degenerazioni folli provenienti proprio da quelle menti che issavano lo stendardo della libertà e della luce razionale.
Il caos e la decadenza mortuaria di questo preciso soggetto sono trasfigurati dagli incastri dei riquadri, dalla serialità delle inquadrature sui corpi con un bianco e nero senza tempo e improvvise incursioni di colori, da un distacco emotivo che è discrezione e rispetto dell'osservatore e dell'osservato, una analisi scientifica di professionale moralità che si muove sull'immobilità come la musica di Michael Nyman graffia e aggredisce la malinconia. 9
Commenti
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15 aprile 2011, 00:25 di LIBERTADIPAROLA75
Ciao kotrab! Complimenti! Bella recensione ad un film che vorrei proprio vedere! In particolare mi piace il pezzo dove dici: "...avvenimenti veri e prodotti dalle degenerazioni folli provenienti proprio da quelle menti che issavano lo stendardo della libertà e della luce razionale.". Proprio vero!!!
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15 aprile 2011, 10:55 di kotrab
Ciao Libertà, ti ringrazio! In effetti calza a pennello per te questo film... :) Approfitto per precisare che i cadaveri erano tutti rinvenuti nella Senna, non lo avevo specificato ma era sottinteso nel titolo.
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16 aprile 2011, 00:32 di LIBERTADIPAROLA75
Sì! Infatti si capiva dal titolo! Appena riesco lo guardo! Sono proprio curioso! Ciao!!!
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