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Nothing But a Man (1964)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nothing But a Man: assente
Ritmo ritmo in Nothing But a Man: assente
Impegno impegno in Nothing But a Man: assente
Tensione tensione in Nothing But a Man: assente
Erotismo erotismo in Nothing But a Man: assente

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La trama

Alabama, anni '60. Nell'America razzista della seconda metà del secolo scorso la gente di colore vive un'esistenza difficile, alternando sentimenti di rabbia e rassegnazione. Duff (Ivan Dixon), per garantire un futuro a se stesso e alla sua famiglia, decide di passare all'offensiva e di impegnarsi nella lotta per conquistare il diritto a essere considerato un essere umano di pari dignità, nonostante il diverso colore della pelle. 

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 01/04/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

Nothing But a Man (Soltanto un uomo) di Michael Roemer è del 1964, ed è passato a suo tempo e con discreto successo, anche da Venezia (se non ricordo male, fu proprio la  XXV Mostra d’Arte Cinematografica che si svolse in quell’anno ad ospitarlo in Laguna) ma nonostante ciò, ne sono rimaste pochissime tracce qui da noi.
Film USA di produzione indipendente, è anche l’opera prima (e forse quella più importante e significativa), di  Michael Roemer, regista di origine tedesca poi trapiantato in America,  che si è distinto soprattutto nella realizzazione di documentari e opere didattiche.
Anche in questo caso, e non molto dissimilmente da altre pellicole “off” del periodo realizzate in America, il tema centrale è quello dell’intolleranza dovuta al differente colore della pelle. La pellicola che racconta una “piccola storia” di quotidiana sopraffazione, si può dunque a buon diritto definire un’indagine d’ambiente molto ben articolata  sulle gravissime problematiche strettamente connesse con la questione razziale che erano particolarmente drammatiche negli anni a cavallo dei ’60 del secolo scorso (non che adesso sia stato tutto risolto ovviamente, ma qualcosa nel frattempo è fortunatamente cambiato, per lo meno da quelle parti, come ben abbiamo potuto constatare).
Singolarmente, dopo un periodo di oblio anche negli USA, il film fu riscoperto e rivalutato con un certo clamore, nel 1993 (Hal Hanson sul Washington Post, scrisse addirittura che pur trattandosi di un film così lontano nel tempo come datazione effettiva, poteva senz’altro considerarsi e a buon diritto, una delle migliori opere uscite o  rieditate in quell’anno, e meritava per questo suo essere ancora attuale, maggiore attenzione di tanto “ciarpame” contemporaneo).
Nothing But a Man ha ovviamente tutte le caratteristiche (intese come “pregi”, ma anche “limiti” e persino “difetti”, della cinematografia indipendente Off-Hollywood così vivacemente attiva nei decenni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale. Pur trattandosi di un’opera “a soggetto”, è stata infatti girata con uno stile quasi documentaristico e una forma tecnica molto semplicizzata, una modalità che contraddistingue e unifica tutti  i numerosi lavori che hanno caratterizzato quel particolare “momento” creativo pieno di fermenti e di stimoli, da Il piccolo fuggitivo a Ombre, da I fucili degli alberi a David e Lisa e a tutto ciò che venne prodotto dalla feconda ma troppo breve corrente avanguardistica newyorkese.
La vicenda è ambientata in uno stato dalle forti tensioni come l’Alabama, uno di quelli dove il pregiudizio razziale che oppone(va) i bianchi a i negri, e(ra) più diretto e feroce, come ben sappiamo. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Nothing But a Man


1 aprile 2011 Opinione di spopola su "Nothing But a Man"
spopola

Nothing But a Man (Soltanto un uomo) di Michael Roemer è del 1964, ed è passato a suo tempo e con discreto successo, anche da Venezia (se non ricordo male, fu proprio la  XXV Mostra d’Arte Cinematografica che si svolse in quell’anno ad ospitarlo in Laguna) ma nonostante ciò, ne sono rimaste pochissime tracce qui da noi. Film USA di produzione indipendente, è anche l’opera prima (e forse quella più importante e significativa),...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Nothing But a Man  (1964)

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