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Tatanka (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tatanka: assente
Ritmo ritmo in Tatanka: presente
Impegno impegno in Tatanka: presente
Tensione tensione in Tatanka: presente
Erotismo erotismo in Tatanka: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Tatanka

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Tatanka (voti: 15 media: 3,33) 15

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locandina di Tatanka

Trailer Italiano Ufficiale

Tatanka Trailer Italiano Ufficialeplay

04/04/2011

Da un racconto di Saviano al film: "Tatanka" in sala dal 6 maggio - Trailer e foto dal set

Ha una data di uscita certa il film "Tatanka", tratto dal racconto "Tatanka Scatenato", scritto per la prima volta da Roberto Saviano sulle pagine del settimanale "L'Espresso" nell'agosto 2008 e...

di Spaggy

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La trama

Michele (Clemente Russo) e Rosario (Carmine Recano), amici d'infanzia, crescono a Marcianise, paese campano in cui le leggi della camorra prevalgono su quelle dello Stato. Ai due uomini sono riservati però destini diversi: Rosario diviene un boss mentre Michele, dopo essere stato arrestato per un'accusa di omicidio e scarcerato, scopre il mondo della boxe grazie all'allenatore Sabatino (Giorgio Colangeli). Michele, per cambiare definitivamente vita e emanciparsi, si trasferisce a Berlino dove viene introdotto nel circuito dei combattimenti clandestini di pugilato. 

Nell’ultima parte si affastellano soluzioni drammatiche piuttosto risapute e la musica si fa via via più insistente. C’è persino un surplus di narrazione in Tatanka, ma Russo ha una bella faccia da cinema, i comprimari bucano tutti quanti lo schermo e le riprese dei combattimenti restituiscono la foga e i suoni del ring. E poi, tra tanto minimalismo d’autore italiano, se un racconto d’ampio respiro ricorre a qualche convenzione da film di genere non si può che assolverlo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 18/2011

Michele e Rosario sono amici che frequentano il bar del boss nella speranza di farsi notare. Come Ciro e Marco in Gomorra, quasi non bastassero il nome di Saviano e l’ambientazione meridionale con parlata in dialetto a evocare il film di Garrone. Michele e Rosario, però, hanno talenti diversi e se il primo da picchiatore cerca di farsi pugile, Rosario rimane invece delinquente, secondo lo schema del mélo malavitoso dove l’amicizia virile è valore sacro e insieme zavorra, che rischia di sprofondare tutto nel sangue. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 02/10/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Lo scenario è quello di Gomorra. Con la provincia al posto della periferia. Con la stessa desolazione morale e materiale. Ma questa volta allo squallore manca davvero l’anima. La vicenda di Michele Mucerino da Marcianise, pugile di belle speranze finito nella rete della malavita, traccia il lento, impervio e doloroso percorso di un sogno che si interrompe tante volte, per poi faticosamente ricominciare daccapo. Eppure la durezza della vita si coglie solo nel segno esteriore della violenza; la sofferenza resta implicita nelle conseguenze degli eventi (la condanna al carcere, la perdita dell’amore, l’esilio forzato, l’approdo alla clandestinità), ma non riesce ad emergere dalle espressioni e dai gesti degli uomini che ne sono i portatori. Questo film è una cronaca che accompagna affettuosamente il protagonista nel suo travagliato cammino, però non riesce a diventare davvero partecipe del suo personale dramma. Grande è, da parte del regista, la volontà di seguire da vicino quel giovane dall’esistenza difficile e dalla ammirevole forza interiore, ma il ritratto rimane in superficie; è l’impronta di una lotta in cui si vedono i contorni della rabbia, ma in cui il sudore, le lacrime e il sangue sono solo effetti di scena. Il contesto non arriva mai a farsi tessuto vitale, né sistema politico, contrariamente a quanto avviene nell’opera di Roberto Saviano, il cui spirito affonda le radici in un’umanità che guarda sempre alla totalità del mondo, sia pur, magari, con il cuore carico di un deferente terrore. Nell’universo della camorra ci sono i potenti e i deboli, le vittime e i carnefici, i pavidi e gli eroi, ma Michele non riesce ad assumere, nemmeno temporaneamente, alcuno di questi ruoli: è una figura senza colpa né merito, sospesa tra il bene e il male, troppo concentrata sulle proprie ambizioni sportive per poter avere una posizione definita all’interno della società. Questo Tatanka non si sa chi sia, e non si riesce a comprenderlo, perché non ci sono spunti a cui appigliarsi per poter cercare di immedesimarsi in lui. Più che un personaggio in carne ed ossa, è l’icona astratta di una situazione, della tipica condizione in cui il disagio ostacola le aspirazioni individuali; e di questa offre un esempio eclatante, perché Michele è dotato di un eccezionale talento, e quindi tale da rendere il paradosso particolarmente tragico ed evidente. In definitiva, questo film è un’antologia di cose che ti succedono se sei straordinariamente bravo, però povero, privo di istruzione, e nato in un’area depressa e governata dalla criminalità. Queste sono, perlopiù, cose ben note, e non chiediamo che sia un film a raccontarcele. Ciò che invece ci aspettiamo, da una storia come quella di Tatanka, è poter vedere quello che i giornali e le televisioni non arrivano a documentare: ossia il tormento che si prova a starci dentro da protagonista, senza avere i mezzi per poter prendere in mano il proprio destino. Purtroppo non ci è dato modo di intuire i pensieri e le emozioni,  che, istante per istante, si affollano nella mente e nell’animo di Michele. Poterli almeno vagamente immaginare, sulla base di qualche timido spunto che parli di sentimenti o accenni una riflessione, avrebbe dato a Tatanka la dignità letteraria di ciò che, forse, questo film effettivamente ambiva ad essere: una cruda epica della sfortuna, in cui il coraggio magari conta poco, ma la determinazione è tutto.   
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SI

Opinioni su Tatanka


11 febbraio 2012 Opinione di contemalfido su "Tatanka"
contemalfido

Senza starci ad arzigogolare troppo sopra, Tatanka a mio avviso è un buon film di consumo da prendere per quello che è, coi suoi pregi e i suoi difetti, tutti ben evidenti.  L'equivoco nasce dalla sua pretesa furbesca di voler essere preso per quello che non è. Significativo è il ricorso al napoletano stretto senza sottotitoli.

voto al film: contemalfido assegna il voto sufficiente a Tatanka (2011)


7 gennaio 2012 Opinione di ezio su "Tatanka"
ezio

Dialoghi e lingue non sempre comprensibili,ma c'e' una sincerita' di fondo da ammirare .Si puo' collocare vicino al film Gomorra. Pellicole come questa fanno bene al cinema italiano.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Tatanka (2011)



9 ottobre 2011 Opinione di hank su "Tatanka"
hank

dopo una buona prima parte dedicata alla boxe e alla marginalità,il film deraglia e finisce nella noia.pesante ed inverosimile la parentesi tedesca.inespressivo ed insignificante clemente russo.

voto al film: hank assegna il voto mediocre a Tatanka (2011)


2 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Tatanka"
OGM

Lo scenario è quello di Gomorra. Con la provincia al posto della periferia. Con la stessa desolazione morale e materiale. Ma questa volta allo squallore manca davvero l’anima. La vicenda di Michele Mucerino da Marcianise, pugile di belle speranze finito nella rete della malavita, traccia il lento, impervio e doloroso percorso di un sogno che si interrompe tante volte, per poi faticosamente ricominciare daccapo. Eppure la durezza della vita si coglie solo nel segno esteriore della...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a Tatanka (2011)

nessun commento
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20 settembre 2011 Opinione di XANDER su "Tatanka"
XANDER

Il film è diviso in due parti: la prima (che è la migliore)  con la storia del pugilato e della camorra, nella seconda solo il pugilato ma narrato male con dialoghi in tedesco senza sottotitoli. In ogni caso il film va visto con i sottotitoli perchè non si capisce nulla quando parlano in napoletano stretto. La sorpresa sta nella bravura di Clemente Russo.

voto al film: XANDER assegna il voto sufficiente a Tatanka (2011)

nessun commento
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21 maggio 2011 Opinione di emmepi8 su "Tatanka"
emmepi8

  Un racconto di Saviano che fa pensare dalle primissime battute e scene a Gomorra, inevitabilmente, ma non per questo deve essere una nota di demerito. Il film prende un cammino molto diverso, pur ragionando in un contesto come quello. Il fattore amicizia ed il dualismo non è certo un fattore novità, ma il panorama proposto è degnamente rappresentato. Due amici, un mondo che li rappresenta e li avvolge, un guscio solo, ma due personalità diverse che nel...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Tatanka (2011)

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19 maggio 2011 Opinione di alan smithee su "Tatanka"
alan smithee

La boxe e lo sport in generale come mezzo per rifuggire ad un destino di criminalita’ e sbando che avrebbe segnato e condannato l’esistenza di un giovane napoletano dei quartieri popolari. E’ la storia (vera?) che Gagliardi ha tratto da un racconto di Saviano contenuto ne “La bellezza e l’inferno” e che lo stesso regista ha saputo raccontare con il buon ritmo dei film anni novanta alla “Mery per sempre”. La classicita’ della storia...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Tatanka (2011)

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