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Senza arte né parte (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Senza arte né parte: presente
Ritmo ritmo in Senza arte né parte: presente
Impegno impegno in Senza arte né parte: minimo
Tensione tensione in Senza arte né parte: assente
Erotismo erotismo in Senza arte né parte: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Senza arte né parte

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Senza arte né parte (voti: 10 media: 2,60) 10

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La trama

La modernizzazione e la tecnologia sono arrivati anche in Salento. A farne le spese sono Enzo, Carmine e Bandula che erano tutti e tre in forza al reparto imballaggi del Premiato Pastificio Tammaro e che, in seguito all'arrivo di nuove macchine, si ritrovano per strada. Per loro è un vero dramma: Enzo ha moglie e figli, Carmine mantiene la vecchia madre e il fratello, Bandula - immigrato dall'India - non ha nemmeno più dove dormire. Una ancora di salvezza viene loro offerta da Tammaro, che chiede loro di fare la guardia a un magazzino dove ha depositato una collezione di arte moderna da poco ereditata. Ma l'arte moderna, si sa, è difficile da capire e fragile da maneggiare. Ma facilmente falsificabile.    

Senza arte né parte funziona soprattutto grazie alla verve della coppia Salemme & Battiston che rievoca i fasti della migliore commedia regionalistica (ma un remake di Guardie e ladri?) e a caratteristi come Mahieux e Bruschetta. Occhio al cameo elettorale da bar di Nichi Vendola: il cinema italiano scende in campo.

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 20/2011

Con tutti i suoi limiti, il film di Giovanni Albanese prova a offrire un’insolita variante sul tema della lotta di classe. Tre operai (Battiston, Salemme e Hassan Shapi), licenziati dal titolare di un pastificio (Paolo Sassanelli) che investe i suoi debiti in una collezione di opere d’arte contemporanee, decidono di riciclarsi come falsari. Se dunque la traccia narrativa, esilissima, rimanda a La banda degli onesti, la presenza dell’arte offe qualche spunto di riflessione. Come dire che in assenza di una strategia collettiva per organizzare il conflitto sociale, si può provare, se non altro, a colpire i segni del benessere dei “padroni” utilizzati per aumentare il divario classista e, in questo modo, recuperare anche il valore sovversivo del lavoro di artisti come Fontana, Manzoni, Pascali e Paladino. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Stuntman Miglio scritta il 01/05/2012 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto mediocre

I tentativi di rinverdire la commedia all'italiana si sprecano. "Senza arte né parte" ne è l'ennesima riprova. Fiacco ed ovviamente poco originale, affronta il dramma del precariato e la critica al mondo dell'arte con una verve spenta, riciclata, composta da una serie di luoghi comuni rafforzati ancor di più dal taglio provinciale della vicenda (la solita truffa improvvisata dagli sfortunati di turno) e da alcune caratterizzazioni scontate come quelle di Salemme o Shapi. Si abbozza qualche sorriso sporadicamente ma, nel complesso, il film di Giovanni Albanese annoia e non lascia presagire un futuro sfolgorante per il regista di "A.A.A.Achille" nonostante l'attenzione politica (Vendola in un cameo) e qualche candidatura a premi minori nostrani. Come al solito si salva la prova di Battiston ma giusto perché oramai si dimostra un fuoriclasse in qualsiasi ruolo. Sprecatissima invece la Finocchiaro.
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SI

Opinioni su Senza arte né parte


1 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Senza arte né parte"
Stuntman Miglio

I tentativi di rinverdire la commedia all'italiana si sprecano. "Senza arte né parte" ne è l'ennesima riprova. Fiacco ed ovviamente poco originale, affronta il dramma del precariato e la critica al mondo dell'arte con una verve spenta, riciclata, composta da una serie di luoghi comuni rafforzati ancor di più dal taglio provinciale della vicenda (la solita truffa improvvisata dagli sfortunati di turno) e da alcune caratterizzazioni scontate come quelle di Salemme o Shapi. Si abbozza...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto mediocre a Senza arte né parte (2011)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

14 ottobre 2011 Opinione di contemalfido su "Senza arte né parte"
contemalfido

Pessimo. Da un 'ideuzza striminzita, grazie a una sceneggiatura pedestre e a una regia scolastica e senza convinzione che si avvale del solito inesistente Salemme e riesce a non avvalersi di uno come Battiston (oltretutto improbabile come pugliese) e a non sfruttare un caratterista come Hassani Shapi esce fuori un film scontato che per nascondere la noia che ispira si affida a una musichetta che vorrebbe suggerire allo spettatore un ritmo e un divertimento che proprio non ci sono....

voto al film: contemalfido assegna il voto pessimo a Senza arte né parte (2011)



27 agosto 2011 Opinione di barabbovich su "Senza arte né parte"
barabbovich

Ve li ricordate Alberto Sordi e Anna Longhi ne l'episodio Le vacanze intelligenti, tratto da Dove vai in vacanza? Ecco, bravi: tenetevi ben stretto quel ricordo perché se siete tra quelli che pensano che l'arte contemporanea - da Cattelan a Pistoletto - non sia altro che una gigantesca presa per i fondelli, almeno con l'Albertone nazionale due risate riuscivate a farvele. Nel film di Giovanni Albanese, che già aveva dato una prova assai flebile del suo talento col pessimo...

voto al film: barabbovich assegna il voto mediocre a Senza arte né parte (2011)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

21 maggio 2011 Opinione di fefy su "Senza arte né parte"
fefy

Una comediola gradevole senza pretese in cui il valore aggiunto è dato dagli attori che impersonano i loro personaggi con effiacia e intensa affettuosità. Si ride si sorride senza bisogno delle solite volgarità all'italiana e questo è già molto. Battiston ormai è molto molto popolare e la sua simpatia è davvero singolare

voto al film: fefy assegna il voto sufficiente a Senza arte né parte (2011)

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15 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Senza arte né parte"
mm40

Senza arte nè parte è un film che tiene fede al proprio titolo: scritto, girato e recitato con approssimazione sufficiente a portare a casa il risultato minimo, ma soprattutto un lavoro vecchio, vecchissimo già in partenza. La sceneggiatura di Fabio Bonifacci (già autore di discreti copioni come quelli di Si può fare o di Diverso da chi?, ma anche di prodotti spudoratamente alimentari come Amore, bugie e calcetto e il contemporaneo C'è chi dice no) e...

voto al film: mm40 assegna il voto pessimo a Senza arte né parte (2011)



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