La misura del confine (2010)
Con Paolo Bonanni, Peppino Mazzotta, Thierry Toscan, Beatrice Orlandini, Giovanni Guardiano, Massimo Zordan, Adriana Ortolani, Tommaso Spinelli, Luigi Iacuzio, Rolando Alberti, Lorenzo degli Innocenzi, Gianluca Buonanno, Silvio Mondinelli, Rolando Sperandio
La trama
Ai margini del territorio un piccolo comune montano sul confine tra Italia e Svizzera viene ritrovata, sepolta tra i ghiacci, la mummia di un uomo. A causa dell'assenza di chiarezza sul luogo esatto del confine tra i due Stati, la mummia viene contesa, anche perché si spera che il ritrovamento - e la realizzazione di un museo apposito - possa attrarre turismo. Vengono così chiamati due topografi - uno svizzero, l'altro italiano - che devono far chiarezza sul percorso preciso della linea di confine. Ma le loro precise indagini rivelano più di quanto ci si potesse aspettare.
La tensione della storia viene leggermente disinnescata nella seconda parte, quando si scopre che la mummia è in realtà vittima di un delitto non così antico, da risolvere attraverso rilievi scientifici e diari di baita, seguendo il filo rosso di intrighi familiari. Il vero mistero resta comunque la ricetta dell’uberlekke, piatto tipico walser per stomaci fortissimi che miete più vittime di una tormenta.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 20/2011
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 11/05/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Andrea Papini ha il merito di aver portato sullo schermo un soggetto poco frequentato. Purtroppo si abbandona quasi sempre a inquadrature riempitive sul paesaggio ostico dei rilievi (rocce, fiumi, picchi, sagome notturne), come se non sapesse cosa fare. Scrive battute sulle donne degne dei peggiori bar di quartiere. Fa fatica a mettere insieme una struttura narrativa omogenea e il suo film è figurativamente un continuo arrampicarsi sotto una tormenta di neve. La sceneggiatura, a momenti, è equiparabile a quelle vecchie barzellette dove “c’erano un italiano, uno svizzero, un francese e un tedesco…”: il divertimento (tutto suo) è quello di evidenziare le risibili e inopportune differenze tra i precisissimi (!) topografi svizzeri, dotati tecnologicamente di tutto quello che serve, e gli italiani caciaroni che agiscono alla giornata, senza guardare l’orologio. Il risultato è un Uberlekke dove c’è di tutto un po’ (thriller e commedia antropologica), per cui non si avverte il sapore di nessun ingrediente in particolare e si digerisce con affanno.
Una recitazione troppo compassata, e una dizione piatta e grigia come il cielo di montagna della Valsesia quando sta per piovere, non aiutano nell’impresa della visione. Dove invece il film si riscatta un po’ è nella gustosa rievocazione delle numerosissime disgrazie capitate alla gente del luogo, per poi estendersi a quelle del gruppo di ricerca. Il quale dovrà vedersela pure con una serie di leggende rinvenute su alcuni documenti storici (perché non ci si fa mancare nemmeno la retorica: “ovunque giri lo sguardo, c’è sempre una guerra”).
Si capisce che Papini soffre di vertigini per essere considerato autore di “alta quota”. Lassù i telefonini non prendono, e le smanie amorose con indosso abiti scollacciati non vengono bene. Meglio che riparta dal livello del mare.
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [2]
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6 luglio 2011 Opinione di almodovariana su "La misura del confine "
Un mix tra documentario e film sul genere de "Il vento fa il suo giro" di Diritti; ambientazione sulle montagne al confine tra Svizzera e Italia
voto al film: 
14 giugno 2011 Opinione di OGM su "La misura del confine "
Un documento di italianità televisiva, sullo sfondo di una stereotipata efficienza svizzera. Questo thriller del ghiacciaio, costruito intorno al presunto omologo elvetico di Ötzi, il famoso uomo del Similaun, segue il principio secondo cui tutto fa brodo; è così che, nel fumante pentolone di questo giallo cucinato in casa, finiscono la fotografia artistica e la musica d’avanguardia, le tecnologie digitali e il nozionismo wikipediano, le leggende...
voto al film: 
22 maggio 2011 Opinione di ivost su "La misura del confine "
Più pregiudizi no?,,,perfino una battuta pregiudizievole,,,su di un campeggio naturista di Capo Rizzuto,,,non dicono il nome, ma ce n'è uno solo, dove sembra che sia obbligatori stare nudi perfino per i gestori e ci sono "erezioni" sempre in vista,,,niente di più falso!,,,l'ho frequentato per diverso tempo,,,è il campeggio nudista meno nudista che ci sia (e in ogni caso nessuno ha "erezioni" in pubblico),,,poi attori che te li raccomando!,,,anzi li deve aver...
voto al film: 
11 maggio 2011 Opinione di PompiereFI su "La misura del confine "
Giovanni lascia le pendici dell’Etna in fretta e furia, nel giorno del suo anniversario d’amore, per rispondere a una chiamata che viene dal nord Italia. Nello stesso istante, un altro uomo di nome François ha evidenti problemi sentimentali, ai quali sfugge riempiendo uno zainetto e andandosene con il suo bel maglione di lana per raggiungere il collega Tommy. VALLE a capire le donne, per questi uomini d’altura. Ambedue proiettati oltre i 4000 metri, dove ad...
voto al film: 
8 maggio 2011 Opinione di anddaz su "La misura del confine "
pur se penalizzato dalla scarsità di mezzi a disposizione. una docu-fiction ipnotica, intrigante, immagini della montagna nitide come in un film di Werner Herzog, un oggetto alieno da osservare e custodire con cura.
voto al film: 
7 maggio 2011 Opinione di simon cruz su "La misura del confine "
Bellissima la colonna sonora composta interamente dai Musica Nuda, elegante e raffinata. Bellissima la fotografia e l'ambientazione alpina e interessante la storia. Peccato per la distribuzione: 2 sale in tutta Italia.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [1]
- positive [2]
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