L'uomo della mia vita (2006)
Con Bernard Campan, Charles Berling, Léa Drucker, Jacqueline Jehanneuf, Eric Prat, Niels Lexcellent, Anna Chalon, Antonin Chalon, Léocadia Rodriguez Henocq, Caroline Gonce
La trama
Frédéric (Bernard Campan) sta trascorrendo come ogni estate le vacanze nella sua casa perduta nel mezzo della Drome con la moglie (Léa Drucker), il figlioletto, i parenti e alcuni amici. La loro sembra una idilliaca unione senza sfaldature. Una sera invitano a cena Hugo (Charles Berling), il loro nuovo vicino molto aperto e diretto, che subito dichiara con disarmante semplicità di essere omosessuale. Hugo e Frédéric rimangono soli a discutere dell’amore fino all’alba, dando così inizio a un “rapporto” quasi elettivo che porterà in superficie molte pulsioni sommerse. Fra i due si instaurerà così una “speciale relazione” che metterà in subbuglio i loro due cuori e quello delle persone a loro vicine.
L'opinione più votata
Di kotrab scritta il 11/04/2011 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
La Breitman sceneggia e dirige un film che cerca di rendere in modo insieme leggero e profondo gli sviluppi interiori dei personaggi, in primo luogo di Frédéric, uomo semplice che scopre nuovi aspetti di sé, e Hugo, persona al contrario rinchiusa nell'astio nei confronti della famiglia che lo ha rifiutato e apparentemente libero nelle sue scelte lontante da legami affettivi, un pensatore cinico e dalla parlata diretta e provocatoria, ma anche della moglie Frédérique, che percepisce inesorabilmente una distanza con l'uomo della sua vita, figura questa che si riferisce a tutti e tre i personaggi principali.
La Breitman conduce abbastanza bene le fila dell'intreccio e ha a volte anche buon gusto visivo nelle inquadrature e nelle scenografie, sia degli spazi interni che dei paesaggi. Il problema che dà un po' fastidio e che credo abbia frenato la piena riuscita del film sia ascrivibile ad un contrasto irrisolto tra le volontà poeticistiche e la loro evidenziazione, il calcare la mano di uno stile che non riesce a nascondere la sua volontà di naturalezza, come succede anche nei dialoghi da seduta psichiatrica tra i due uomini e il carattere invadente e forzatamente fastidioso di Hugo, sempre pronto a fare allusioni accusatorie e falsamente ironiche. Comunque la regista alla fine dà una svolta anche a lui, facendone risaltare l'eccessiva "invadenza" e facendolo riflettere sui propri errori.
Variegata colonna sonora fra tanghi, canzoni, estratti dai Quartetti per archi n. 2, 3, 4 e 5 di Philip Glass e dal Trio op. 100 di Franz Schubert. 6
Dvd Bim
11 aprile 2011 Opinione di kotrab su "L'uomo della mia vita"
Frédéric (B. Campan) vive serenamente il matrimonio con Frédérique (L. Drucker) da cui ha avuto il figlio Arthur (N. Lexcellent). Un giorno invita ad una cena all'aperto il nuovo vicino Hugo (C. Berling), omosessuale che vive in solitudine e consuma le sue avventure usa e getta, repulsivo al solo pensiero di una relazione di coppia stabile. L'amicizia si consolida con le chiacchierate notturne sull'amore e il sesso ma lentamente si apre in...
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