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Il ragazzo con la bicicletta (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ragazzo con la bicicletta: assente
Ritmo ritmo in Il ragazzo con la bicicletta: presente
Impegno impegno in Il ragazzo con la bicicletta: forte
Tensione tensione in Il ragazzo con la bicicletta: forte
Erotismo erotismo in Il ragazzo con la bicicletta: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il ragazzo con la bicicletta

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il ragazzo con la bicicletta (voti: 56 media: 3,86) 56

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locandina di Il ragazzo con la bicicletta

Trailer Italiano Ufficiale

Il ragazzo con la bicicletta Trailer Italiano Ufficialeplay

10/06/2011

Il vocabolario dei sentimenti - Fiducia (6)

  Ma è davvero possibile aver ancora fiducia in qualcosa o qualcuno nei tempi bui che stiamo vivendo? Io purtroppo ne dubito fortemente: ho la riprova giornaliera anche...

di spopola

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La trama

Cyril ha solo 12 anni e un'idea fissa: ritrovare suo padre che lo ha lasciato provvisoriamente in un istituto per l'infanzia. Sulla sua strada trova per caso Samantha, che ha un negozio di parrucchiera e che accetta che lui resti da lei durante i fine settimana. Cyril non è però in grado di apprezzare e comprendere l'amore che questa donna gli offre, accecato dalla collera e dai sentimenti di abbandono.  

Il film ha concentrazioni di drammaticità da horror: la messa in scena della più minacciosa delle fobie - l’abbandono - è compiuta con una radicalità che solo gli intellettuali cattolici, per professione indagatori del Male, possono permettersi. Nonostante tutto, però, il segreto più dolce del film è in quel titolo. La bicicletta, per due registi che si sentono eredi anche del Neorealismo, evoca il più famoso film italiano con il quale Vittorio De Sica diede forma al mistero più toccante, quello per cui un adulto, e un bambino - come scoprirà Samantha - sentono misteriosamente di non poter fare l’uno a meno dell’altro.

La recensione di FilmTv

Di Mario Sesti - FilmTV n. 20/2011

Difficile ricordarsi l’ultima volta che i Dardenne hanno usato della musica, anche se in modo assai austero (e “classico“), come in questo film. È l’unica trasgressione di un cinema che ha offerto la forma pura e granitica di se stesso sin dalla prima pellicola dei suoi autori. Protagonista, stavolta, è Cyril, un giovanissimo che è un “fascio di nervi”, come lo definiscono i registi (ma non erano diversi i giovani di La promesse, di Il figlio, di L’enfant. Una storia d’amore). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lao scritta il 22/05/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

Nella filmografia dei fratelli Dardenne il frastuono degli inferni urbani non lascia spazio alla musica: né le melodie angeliche dei Maestri né le canzonette leggere distraggono  l’umanità abbruttita dalla miseria materiale ed etica rappresentata nei loro film. Dio allora tace, avvilito, privo di speranze: gli uomini hanno scommesso su di lui, ma lui non scommette più sulla loro bontà e sulla possibilità di un loro riscatto.  In “Le gamin au vélo”, mentre il dodicenne Cyril ( Thomas Doret) spinge con rabbia la sua bicicletta per la vie di una cittadina belga, Dio invece parla e non una volta sola: si ode l’inizio del Quinto concerto per piano di Beethoven, ma è un istante, poi la breve frase svanisce per ripresentarsi ancora a intermittenza. Arte e bellezza aprono squarci inaspettati sull’esistenza di un bene invisibile e immateriale, forse di origine divina e  sulla presenza di una realtà morale oltre le apparenze  scommettono ostinatamente i protagonisti della pellicola degli autori belgi.
“ Perché mi hai voluto con te?” chiede perplesso Cyril, il ragazzino abbandonato dal padre in un istituto,  a Samantha( Cécile de France), la parrucchiera disposta ad accoglierlo durante i fine settima; “Non lo so” è la risposta di lei.  Né l’uno né l’altra sanno dare un nome all’impulso etico che li domina: avvertono però confusamente in sé la prossimità a un altrove, non soggetto alle leggi della società,  ma comprendono che il contatto con esso è precluso  a chi, fatto l’esperienza del male, non sa andare oltre.  Il destino del piccolo   Cyril sarebbe segnato in una vita ridotta a mera lotta per la sopravvivenza, nella quale il forte domina e il debole soccombe: rifiutato dal padre, sedotto da uno spacciatore, non avrebbe storia, se non ci fosse la  bicicletta recuperata  a salvarlo. La bicicletta è lo strumento della liberazione morale, specularmene a come nel capolavoro di De Sica, a cui significativamente il titolo allude,  era la possibilità negata di un affrancamento dalla miseria materiale:  lì la bici veniva rubata, qui viene venduta dal padre, ricomprata da Samantha, poi sottratta a Cyril da un teppista e infine ripresa definitivamente.  Egli pedala con tutta l’energia che un corpo magro di dodicenne gli consente: cosa gli dà la forza di rialzarsi in piedi dopo le violenze morali e fisiche subite? La certezza che quaggiù nel nostro buio mondo arrivi almeno il riverbero dell’armonia delle sfere celesti, la scommessa di Dio sulla bontà degli uomini.
Per confronti e percorsi culturali suggeriti dal film cfv mio blog: http://spettatore.ilcannocchiale.it/post/2647148.html
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SI

Opinioni su Il ragazzo con la bicicletta


26 maggio 2012 Opinione di hupp2000 su "Il ragazzo con la bicicletta"
hupp2000

In almeno tre o quattro momenti, questo film mi ha fatto venire il classico nodo in gola. Il dodicenne Cyril (Thomas Doret) vuole a tutti i costi rintracciare l’immaturo padre (Jérémie Renier), che lo ha affidato ai servizi sociali belgi. Verrà aiutato da Samantha (Cécile de France), una giovane parrucchiera incontrata per puro caso. Il ragazzo riuscirà nel suo intento, ma sarà solo l’inizio di una serie di peripezie durissime. I fratelli Dardenne affrontano ancora una volta il...

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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24 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Il ragazzo con la bicicletta"
bradipo68

Prosegue il viaggio del cinema dei Dardenne verso l'omologazione estetica a modelli più vicini al mainstream. E' già da Il matrimonio di Lorna che si avvertiva un bisogno da parte dei fratelloni belgi di  levigare l'aspetto formale con un film molto più "scritto" e "recitato" di quanto avessero fatto prima. Tutto tra virgolette perchè è chiaro che non era snaturato il loro stile. Ne Il ragazzo con la bicicletta , se  troviamo una certa continuità nel discorso sociale,...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

2 commenti
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5 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Il ragazzo con la bicicletta"
Winnie dei pooh

Ho un debole per questi due, inutile negarlo. Mi piacciono perché hanno (il raro) dono della sintesi. Vanno dritti al punto, badano al sodo, loro. Senza ammorbarci con inutili svolazzi e insignificanti ghirigori, riescono a ribadire con forza ciò che più gli preme. Non hanno bisogno di essere rutilanti, lerci e maledetti per dirci che gran parte del mondo che ci circonda è un maledetto, rutilante, lerciume. Come invece sembra siano costretti a fare i loro tanti (troppi) emuli (o pseudo...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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3 dicembre 2011 Opinione di manuel88 su "Il ragazzo con la bicicletta"
manuel88

I fratelli Dardenne tornano con il loro ultimo capolavoro a parlare di infanzia,disagio famigliare,solitudine,abbandono e crescita. Cyril ha dodici anni, vive in un centro per l'infanzia a causa di un padre immaturo intenzionato a non occuparsi di lui. Dopo l'ennesimo rifiuto trova in Samantha,una giovane parrucchiera l'affetto e la comprensione che non ha mai ricevuto. Ma è difficile scrollarsi di dosso tanto dolore e risentimento. E' scontroso e irrequito. Fa continuamente a botte, si...

voto al film: manuel88 assegna il voto ottimo a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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6 ottobre 2011 Opinione di albert hitch su "Il ragazzo con la bicicletta"
albert hitch

Film scarno ed essenziale che va al sodo.

voto al film: albert hitch assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)


23 settembre 2011 Opinione di michel su "Il ragazzo con la bicicletta"
michel

Dietro alla porta che ci imprigiona ce n'è un'altra anch'essa chiusa. Se lo sapesse, Cyril non si romperebbe più la testa e i suoi nervi temprati alla fuga diverrebbero polvere.

voto al film: michel assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)



17 agosto 2011 Opinione di sasso67 su "Il ragazzo con la bicicletta"
sasso67

Anche se le disgrazie che affliggono il giovane Cyril all'inizio sembrano troppe, compresi i ripetuti furti della bicicletta, il film ha una sua logica ed alla fine funziona, anche se continuo a preferire opere come Rosetta e Il figlio, altrettanto sofferte del Ragazzo con la bicicletta. Il rapporto tra genitori e figli continua ad essere uno tra i preferiti dei fratelli Dardenne, due tra i registi più rigorosi dei nostri tempi nel loro discorso sulla nostra società ed i suoi...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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4 agosto 2011 Opinione di fralle su "Il ragazzo con la bicicletta"
fralle

Certo per tanti bambini la vita diventa veramente difficile se non interviene qualcosa: meno male che questa volta è successo; gradevole, valeva proprio la pena.

voto al film: fralle assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)



23 giugno 2011 Opinione di emmepi8 su "Il ragazzo con la bicicletta"
emmepi8

Un film dei Dardenne  è sempre un  dovere  vedere, ma in questo caso diciamo che è stato anche un piacere,  perché non  c’è  stata solo  una storia asciutta e drammaticamente forte, che di solito hanno accompagnato il loro cinema, qui si sono serviti anche  di un tipo  di racconto più abbordabile, pur affrontando  un tema spinoso, come quello di un ragazzo abbandonato al suo destino da un padre al di...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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21 giugno 2011 Opinione di ligeti su "Il ragazzo con la bicicletta"
ligeti

I fratelli Dardenne sono una delle poche certezze nel panorama cinematografico contemporaneo. Il loro è un cinema bressonianamente essenziale nella forma e profondamente neorealista nell’affrontare tematiche sociali con sensibilità individualista. Ai personaggi dei Dardenne non è mai concesso il lusso di fermarsi per riflettere. Calati in un mondo ostile che sembra non avere alcuna pietà nei loro confronti, sono costretti ad agire per fronteggiare...

voto al film: ligeti assegna il voto buono a Il ragazzo con la bicicletta (2011)

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