Il ragazzo con la bicicletta (2011)
Con Cécile De France, Thomas Doret, Jérémie Rénier, Olivier Gourmet
10/06/2011
Il vocabolario dei sentimenti - Fiducia (6)
Ma è davvero possibile aver ancora fiducia in qualcosa o qualcuno nei tempi bui che stiamo vivendo? Io purtroppo ne dubito fortemente: ho la riprova giornaliera anche...
di spopola
La trama
Cyril ha solo 12 anni e un'idea fissa: ritrovare suo padre che lo ha lasciato provvisoriamente in un istituto per l'infanzia. Sulla sua strada trova per caso Samantha, che ha un negozio di parrucchiera e che accetta che lui resti da lei durante i fine settimana. Cyril non è però in grado di apprezzare e comprendere l'amore che questa donna gli offre, accecato dalla collera e dai sentimenti di abbandono.
Il film ha concentrazioni di drammaticità da horror: la messa in scena della più minacciosa delle fobie - l’abbandono - è compiuta con una radicalità che solo gli intellettuali cattolici, per professione indagatori del Male, possono permettersi. Nonostante tutto, però, il segreto più dolce del film è in quel titolo. La bicicletta, per due registi che si sentono eredi anche del Neorealismo, evoca il più famoso film italiano con il quale Vittorio De Sica diede forma al mistero più toccante, quello per cui un adulto, e un bambino - come scoprirà Samantha - sentono misteriosamente di non poter fare l’uno a meno dell’altro.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 20/2011
L'opinione più votata
Di lao scritta il 22/05/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
“ Perché mi hai voluto con te?” chiede perplesso Cyril, il ragazzino abbandonato dal padre in un istituto, a Samantha( Cécile de France), la parrucchiera disposta ad accoglierlo durante i fine settima; “Non lo so” è la risposta di lei. Né l’uno né l’altra sanno dare un nome all’impulso etico che li domina: avvertono però confusamente in sé la prossimità a un altrove, non soggetto alle leggi della società, ma comprendono che il contatto con esso è precluso a chi, fatto l’esperienza del male, non sa andare oltre. Il destino del piccolo Cyril sarebbe segnato in una vita ridotta a mera lotta per la sopravvivenza, nella quale il forte domina e il debole soccombe: rifiutato dal padre, sedotto da uno spacciatore, non avrebbe storia, se non ci fosse la bicicletta recuperata a salvarlo. La bicicletta è lo strumento della liberazione morale, specularmene a come nel capolavoro di De Sica, a cui significativamente il titolo allude, era la possibilità negata di un affrancamento dalla miseria materiale: lì la bici veniva rubata, qui viene venduta dal padre, ricomprata da Samantha, poi sottratta a Cyril da un teppista e infine ripresa definitivamente. Egli pedala con tutta l’energia che un corpo magro di dodicenne gli consente: cosa gli dà la forza di rialzarsi in piedi dopo le violenze morali e fisiche subite? La certezza che quaggiù nel nostro buio mondo arrivi almeno il riverbero dell’armonia delle sfere celesti, la scommessa di Dio sulla bontà degli uomini.
Per confronti e percorsi culturali suggeriti dal film cfv mio blog: http://spettatore.ilcannocchiale.it/post/2647148.html
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26 maggio 2012 Opinione di hupp2000 su "Il ragazzo con la bicicletta"
In almeno tre o quattro momenti, questo film mi ha fatto venire il classico nodo in gola. Il dodicenne Cyril (Thomas Doret) vuole a tutti i costi rintracciare l’immaturo padre (Jérémie Renier), che lo ha affidato ai servizi sociali belgi. Verrà aiutato da Samantha (Cécile de France), una giovane parrucchiera incontrata per puro caso. Il ragazzo riuscirà nel suo intento, ma sarà solo l’inizio di una serie di peripezie durissime. I fratelli Dardenne affrontano ancora una volta il...
voto al film: 
24 maggio 2012 Opinione di bradipo68 su "Il ragazzo con la bicicletta"
Prosegue il viaggio del cinema dei Dardenne verso l'omologazione estetica a modelli più vicini al mainstream. E' già da Il matrimonio di Lorna che si avvertiva un bisogno da parte dei fratelloni belgi di levigare l'aspetto formale con un film molto più "scritto" e "recitato" di quanto avessero fatto prima. Tutto tra virgolette perchè è chiaro che non era snaturato il loro stile. Ne Il ragazzo con la bicicletta , se troviamo una certa continuità nel discorso sociale,...
voto al film: 
5 dicembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Il ragazzo con la bicicletta"
Ho un debole per questi due, inutile negarlo. Mi piacciono perché hanno (il raro) dono della sintesi. Vanno dritti al punto, badano al sodo, loro. Senza ammorbarci con inutili svolazzi e insignificanti ghirigori, riescono a ribadire con forza ciò che più gli preme. Non hanno bisogno di essere rutilanti, lerci e maledetti per dirci che gran parte del mondo che ci circonda è un maledetto, rutilante, lerciume. Come invece sembra siano costretti a fare i loro tanti (troppi) emuli (o pseudo...
voto al film: 
3 dicembre 2011 Opinione di manuel88 su "Il ragazzo con la bicicletta"
I fratelli Dardenne tornano con il loro ultimo capolavoro a parlare di infanzia,disagio famigliare,solitudine,abbandono e crescita. Cyril ha dodici anni, vive in un centro per l'infanzia a causa di un padre immaturo intenzionato a non occuparsi di lui. Dopo l'ennesimo rifiuto trova in Samantha,una giovane parrucchiera l'affetto e la comprensione che non ha mai ricevuto. Ma è difficile scrollarsi di dosso tanto dolore e risentimento. E' scontroso e irrequito. Fa continuamente a botte, si...
voto al film: 
6 ottobre 2011 Opinione di albert hitch su "Il ragazzo con la bicicletta"
Film scarno ed essenziale che va al sodo.
voto al film: 
23 settembre 2011 Opinione di michel su "Il ragazzo con la bicicletta"
Dietro alla porta che ci imprigiona ce n'è un'altra anch'essa chiusa. Se lo sapesse, Cyril non si romperebbe più la testa e i suoi nervi temprati alla fuga diverrebbero polvere.
voto al film: 
17 agosto 2011 Opinione di sasso67 su "Il ragazzo con la bicicletta"
Anche se le disgrazie che affliggono il giovane Cyril all'inizio sembrano troppe, compresi i ripetuti furti della bicicletta, il film ha una sua logica ed alla fine funziona, anche se continuo a preferire opere come Rosetta e Il figlio, altrettanto sofferte del Ragazzo con la bicicletta. Il rapporto tra genitori e figli continua ad essere uno tra i preferiti dei fratelli Dardenne, due tra i registi più rigorosi dei nostri tempi nel loro discorso sulla nostra società ed i suoi...
voto al film: 
4 agosto 2011 Opinione di fralle su "Il ragazzo con la bicicletta"
Certo per tanti bambini la vita diventa veramente difficile se non interviene qualcosa: meno male che questa volta è successo; gradevole, valeva proprio la pena.
voto al film: 
23 giugno 2011 Opinione di emmepi8 su "Il ragazzo con la bicicletta"
Un film dei Dardenne è sempre un dovere vedere, ma in questo caso diciamo che è stato anche un piacere, perché non c’è stata solo una storia asciutta e drammaticamente forte, che di solito hanno accompagnato il loro cinema, qui si sono serviti anche di un tipo di racconto più abbordabile, pur affrontando un tema spinoso, come quello di un ragazzo abbandonato al suo destino da un padre al di...
voto al film: 
21 giugno 2011 Opinione di ligeti su "Il ragazzo con la bicicletta"
I fratelli Dardenne sono una delle poche certezze nel panorama cinematografico contemporaneo. Il loro è un cinema bressonianamente essenziale nella forma e profondamente neorealista nell’affrontare tematiche sociali con sensibilità individualista. Ai personaggi dei Dardenne non è mai concesso il lusso di fermarsi per riflettere. Calati in un mondo ostile che sembra non avere alcuna pietà nei loro confronti, sono costretti ad agire per fronteggiare...
voto al film: 
- negative [3]
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