Miracolo a Le Havre (2011)
Con Jean-Pierre Léaud, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, André Wilms, Elina Salo, Evelyne Didi, Blondin Miguel
La trama
Marcel Marx un calzolaio di Le Havre, trascorre una esistenza modesta ma tranquilla al fianco di sua moglie. Non sa però che la donna cova una malattia grave che fino a quel momento gli ha nascosto. Quando la donna capisce di non poter più mentire, per Marcel il colpo è durissimo. Così, mentre vaga sconvolto per il porto di Le Havre, incontra un ragazzino africano, un immigrato clandestino che in ogni istante è minacciato di essere allontanato. Marcel si affeziona al ragazzo e si mette così in testa di proteggerlo.
Kaurismäki – colui che ha dedicato trilogie a proletari e perdenti – rappresenta i margini del mondo, con piglio brechtiano e surreale e stilizza un quartiere in un microcosmo dove vige nobile e gentile il mutuo soccorso, riabilita ideali scomparsi, fa dell’amore materia cocciutamente romantica.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 47/2011
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 27/11/2011 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
Quando entra in scena Little Bob colla sua giacca di pelle rossa, i capelli ribelli, le basette fiammeggianti, i segni del tempo scolpiti sul volto e tanta, sincera passione a vibrargli dannatamente le corde vocali, la Speranza svolge le sue ali a proteggere il lustrascarpe Marcel Marx e i suoi nobili propositi: aiutare un giovanissimo immigrato del Gabon, Idrissa, approdato “per caso” al porto di Le Havre, a ricongiungersi alla madre che sta a Londra.
Eccolo, il miracolo di Kaurismaki.
Il Cinema è illusione, è materia immateriale, è stregoneria. E’“irreale”.
La realtà è plumbea, in rovina, malata. Stipata nei container, assieme alla “roba” che ci possiede. Quando la “roba” sono persone siamo noi che la possediamo, che vantiamo diritti, che intimiamo doveri. Armati della cieca furia del “prima noi”, “tornatevene a casa vostra”, e disarmati di buon senso, di elementare intelligenza. La realtà è complessa, non ghettizzabile. Eppure lo facciamo.
Nelle periferie di Le Havre, come potrebbero essere quelle di qualsiasi altra città, specie di frontiera, la fauna composita che le abita - tra case spoglie, vie grigie e deserte, piccoli bar e botteghe - è quella tipica dei film di Kaurismaki: reietti, poveri, “scansati” (dalla società “perbene” - come il negozio di scarpe), perfino “inesistenti” (il collega di Marcel). Esseri silenziosi e all’apparenza tristi, che hanno vissuto e visto le cose cambiare. Non in meglio. Esseri umani, comunque, fieri e giusti. Come Marcel Marx: un bambino invecchiato, un tempo bohemienne nella fertile Parigi, che non potrebbe farcela senza la moglie, Arletty. Avviene che a quest’ultima venga diagnosticato un male incurabile; succede che Marcel nel frattempo prenda a cuore le sorti di Idrissa. Sia nell’uno che nell’altro caso gli ostacoli paiono insormontabili: la scienza non sbaglia, le istituzioni non perdonano, sono implacabili.
Solo un miracolo li (ci) può salvare. Potenza del Cinema, potenza di Kaurismaki.
Il suo sguardo poetico - folle e lucido -, carico di un’ironia pungente e nera che intinge mirabilmente nei rivoli di una storia altrimenti troppo “vera” e disperata, finita (male), è un bene prezioso a cui non si può - né si deve - rinunciare.
- negative [2]
- sufficienti [7]
- positive [29]
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9 maggio 2012 Opinione di Baliverna su "Miracolo a Le Havre"
E' una discreta storia minimalista, con personaggi ai margini della società, nello stile di Kaurismaki. Gli attori che sceglie il regista finlandese non sono dei belloni pieni di soldi, ma dei tipi qualunque con mestieri umili, o con nessun mestiere, che vivono di espedienti. Anzi, a volte si vedono proprio dei tipi strani o curiosi, come il cinese o certi avventori del bar del porto. Quanto alla trama, è una bella storia edificante, se così posso dire, ma senza retorica o enfasi. I...
voto al film: 
30 aprile 2012 Opinione di bradipo68 su "Miracolo a Le Havre"
Kaurismaki è tornato! Evviva Kaurismaki! Quanti anni sono passati? Cinque dal suo ultimo lungometraggio e quasi dieci da quello precedente? E' troppo anche per un autore fuori del tempo e fuori dello spazio come lui. Il problema è che il cinema ha bisogno di lui molto più di quanto lui abbia bisogno del cinema. Il titolo italiano è uno scempio come al solito( l'originale è un più calibrato e neutro Le Havre) e poi è praticamente una mitragliata di spoiler, dando però...
voto al film: 
15 aprile 2012 Opinione di canaja su "Miracolo a Le Havre"
Marcel è un lustrascarpe e vive a Le Havre con la moglie Arletty ed il cane Laika. I soldi sono pochi, ma la coppia è felice. Un giorno Marcel si imbatte in Idrissa, un ragazzino africano arrivato in Francia in un container con un gruppo di altri profughi e decide di prendersene cura. Arletty, nel frattempo, si ammala gravemente ed è costretta a letto in ospedale. Marcel, grazie alla collaborazione dei membri della comunità di Le Havre, riuscirà ad aiutare Idrissa, mentre purtroppo...
voto al film: 
27 marzo 2012 Opinione di ZioMaro su "Miracolo a Le Havre"
Quando tutto è appropriatamente studiato per mettere in scena la semplice spontaneità che dovrebbero avere le buone azioni, si concepisce un film come “Miracolo a Le Havre”. Aki Kaurismäki gira sempre con rigore “scandinavo”, ma conscio delle proprie possibilità espressive. Utilizza poche inquadrature, visioni essenziali montate impeccabilmente, mentre impone agli attori una recitazione non caricata per privilegiare le azioni e le parole: poche fulminanti battute, gesti...
voto al film: 
23 marzo 2012 Opinione di Kurtisonic su "Miracolo a Le Havre"
Ancora pennellate di blu, dal regista finlandese Kaurismaki che colora ogni fotogramma del suo cinema, e più che rifarsi al classico compone sequenze senza tempo che si pongono differentemente lontano dalla visione moderna a cui lo spettatore cinematografico attuale è abituato. Il blu è anche il colore della nostalgia, e il regista la dichiara in ogni suo lavoro, per l'Europa e i suoi valori perduti, la semplicità delle cose, l'autenticità dei sentimenti, la passione per la cultura, per...
voto al film: 
21 marzo 2012 Opinione di Gabriele X su "Miracolo a Le Havre"
Musiche , recitazione , fotografia e buoni sentimenti (tutti voluti e ricercati dal regista) danno un sapore vintage affascinante a questo film , pero francamente ho trovato il film gradevole e abbastanza originale ma non certo un capolavoro.
voto al film: 
27 gennaio 2012 Opinione di fralle su "Miracolo a Le Havre"
HANNO SAPUTO PRESENTARE SENZA MANIERISMI UN PROBLEMA MOLTO ATTUALE E TOCCANTE
voto al film: 
24 gennaio 2012 Opinione di iro su "Miracolo a Le Havre"
Mah! In pratica è la riedizione del "Corriere dei piccoli" in forma cinematografica. Inutile, insulso e buonista, ma per eccesso di infantilismo.
voto al film: 
22 gennaio 2012 Opinione di John Nada su "Miracolo a Le Havre"
Cast: André Wilms, Blondin Miguel, Jean-Pierre Darroussin Regia: Aki Kaurismäki Scritto da: Aki Kaurismäki Aki Kaurismaki è un autore che da sempre lavora su temi ricorrenti, nel suo solito stile e con molti attori che sono apparsi già apparsi nei suoi film precedenti, Kaurismäki potrebbe essere accusato di fare lo stesso film più e più volte. Ma ad essere onesti, ogni sua ennesima iterazione è così bella da guardare che è fin troppo facile facile perdonarglielo....
voto al film: 
17 gennaio 2012 Opinione di jonas su "Miracolo a Le Havre"
Ennesimo incontro fra reietti istintivamente solidali: il Marcel Marx di Vita da bohème (1992), che si è trasferito a Le Havre e ha anche trovato moglie, aiuta un ragazzino gabonese a raggiungere la mamma a Londra sfuggendo ai poliziotti sguinzagliati a caccia di clandestini. Parallelamente c’è la storia di una malattia e di una guarigione inspiegabile, c’è un commissario che sembra il Javert de I miserabili ma poi dimostra di avere un cuore (il personaggio più interessante), e un...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [7]
- positive [29]
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