La sorgente dell'amore (2011)
Con Hafsia Herzi, Leïla Bekhti, Zinedine Soualem, Sabrina Ouazani, Malek Akhmiss, Saad Tsouli
La trama
In un villaggio tra l'Africa del Nord e il Medio Oriente, la tradizione vuole che siano le donne a recarsi a prendere l'acqua alla sorgente, anche d'estate, con il sole a picco e tutta quella strada da fare. Leila, una ragazza appena sposata, propone alle sue compagne uno sciopero originale, l'unico che è loro possibile: non faranno più l'amore con i loro mariti fino a che non saranno loro ad andare alla sorgente.
Tutto si muove nel perimetro di una visione eurocentrica di una banalità suprema. Che incuranti del dibattito in corso sul post colonialismo, Francia e Belgio c’infliggano tale prospettiva del mondo arabo ha dell’incredibile. Come dire che il colonialismo, filtrato dal politicamente corretto, in un mondo dove (orrore!) nessuno è razzista (sarà…), ritorna come kitsch etnico. Nel disastro si salvano solo, ma non significa nulla, la magnifica Leïla Bekhti (Il profeta) e la splendida Hafsia Herzi (Cous cous).
MARITI IN BIANCO
L’idea per la realizzazione del film è venuta al regista Radu Mihaileanu grazie a una storia accaduta in Turchia nel 2001. In un piccolo villaggio, le donne erano costrette a recarsi in cima a una montagna vicina per prendere l’acqua da una sorgente e trascinare al ritorno il peso dei secchi pieni sulle loro spalle ormai contuse. Come nella Lisistrata di Aristofane, ormai stanche, le donne decisero che era arrivato il momento di porre fine a quella tradizione, che risaliva alla notte dei tempi, proponendosi il cosiddetto “sciopero dell’amore”, rifiutando di concedersi ai loro mariti. In un primo momento, gli uomini avevano sottovalutato le conseguenze della protesta ma con il passare dei giorni la storia è degenerata in violenza, tanto che sono dovute intervenire le autorità giudiziarie.
Da ebreo francese, Mihaileanu non si sentiva però pronto ad affrontare tematiche che conosceva relativamente poco. Avere a che fare con temi dell’Islam o del Corano richiedeva la conoscenza approfondita del materiale da trattare, per evitare i luoghi comuni o di fantasia che spesso si rincorrono nel rappresentare la cultura musulmana. In un primo momento, si è pensato che una regista donna di estrazione araba sarebbe stata ideale per trattare la storia con un punto di vista alternativo.
IL COMITATO CENTRALE
Ogni personaggio del film è legato a biografie di donne realmente vissute in quel villaggio nel corso degli anni. Ad esempio, la vicenda del personaggio di Leila ricorda la storia di una guida turistica che ha sposato una donna di un villaggio diverso, una donna che tutti hanno sempre considerato la “straniera” e che il marito ha sempre difeso. È grazie a questa condizione da outsider, che la vede al centro di due culture – quella del deserto in cui è cresciuta e quella della montagna in cui si è trasferita – e da sempre guardata con occhi diversi, che Leila può guidare la rivolta delle donne senza temere nulla e con la protezione del marito. A Leila è stato affiancato poi il personaggio di Mamma Rifle, su immagine di un’anziana vedova che ha acquisito una certa notorietà per aver denunciato in passato le violenze fisiche e psicologiche del marito e che, non avendolo più tra i piedi, non ha nessuno a cui dover dare conto o ragione delle sue attività. A lei spetta il compito di incarnare la “giustizia della pace” attraverso i canti che intona e che accompagnano la vicenda, condannando le debolezze degli uomini. Attorno a loro, si muovono le donne più militanti, quelle che costituiscono il nucleo del comitato centrale dello sciopero. Sono tutte donne alla ricerca di affetto e attenzione, tanto che si consolano guardando le telenovele messicane o egiziane o si legano in maniera viscerale ai loro animali (come ad esempio Esmeralda che non smette mai di dire “ti amo” ai suoi pappagalli).
INNO ALL’AMORE
Nonostante il tema centrale possa apparire la battaglia dei sessi per il raggiungimento di equi diritti, la colonna portante di tutto il film è l’amore che muove le fila delle azioni delle donne. Lo sciopero dell’amore nasce proprio dall’esigenza di essere riconsiderate e rispettate, in primo luogo, come innamorate. Non è casuale che l’acqua sia al centro della vicenda: molti canti della tradizione araba insegnano infatti che l’uomo deve fornire acqua alle donne, in modo che queste possano continuare ad innaffiarli e farli rinvigorire come si fa con i fiori. Quindi, lo sciopero può anche essere considerato come un’esplicita richiesta tesa a salvaguardare anche il bene degli uomini stessi: se loro non provvedono a recuperare l’acqua dalla sorgente, sul villaggio planerà una siccità che rischia di bruciare anche le loro radici, oltre che far appassire i loro cuori.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 10/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 12/03/2012 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Non c’è sincera passione e non c’è realtà in questa pellicola modesta, in cui vengono assemblati artificiosamente, e con incomprensibile mancanza di senso e spessore, condotti di dubbia rilevanza aventi la sola funzione di veicolare esangui moraline del politicamente corretto, del politicamente verosimile.
Che poi sia, o appaia, chiaramente, tutto falso è un dettaglio collaterale, poiché l’importante è cullare l’infante (lo spettatore) - potenziale turista - saziandone la necessità primaria: l’inesauribile sete di non voler vedere, sapere, conoscere.
Che il film in sé, con tutti gli elementi esotici che contiene - ambientazione, costumi, tradizioni, volti - sia in grado di suscitare un forte grado di fascinazione è innegabile, ma questa viene presto annacquata dalla percettibile e celere opera d’”infiocchiettamento”, di costante ricorso ad abusati modelli, stereotipi ed espedienti - e senza nemmeno tanta abilità e/o convinzione -, col risultato di svilire le ampie possibilità di approfondimento delle varie tematiche e d’indurre altresì notevoli sospetti sulle intenzioni.
Il finale, che giunge dopo oltre due ore e diversi momenti di stanca, è prevedibile, consolatorio, buonista, alla “tarallucci e vino”; non è altro che la conferma di tutto quanto visto e temuto in precedenza. L’uso reiterato e iperscritto di metafore - dalle quelle più elementari a quelle più elaborate -, sempre poco efficaci fuorché per appagare blandamente gli istinti e le volontà più “carnali”, l’umorismo facile e innocuo, inconsistente, i “pesantissimi” stacchetti musicali di “alleggerimento” (già al terzo, per sfinimento, vien quasi voglia di andare a farselo il faticoso tragitto per trasportare l’acqua sulle spalle) completano la certosina attività di rendere “assimilabile” e (s)vendibile il prodotto, servendolo in una furbissima, imbellettata e assolutoria confezione.
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- sufficienti [2]
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16 maggio 2012 Opinione di luisasalvi su "La sorgente dell'amore"
“Dans certains chants arabes traditionnels, on dit que l'homme doit "arroser" la femme, comme si la femme était une fleur. Ou une terre fertile. Et les femmes demandent aux hommes de ne pas oublier de les arroser – autrement dit, de ne pas les négliger et de continuer à les regarder. Etant donné que l'homme n'apporte pas l'eau au village, il ne peut plus les arroser. La sécheresse qui frappe le village est donc une métaphore du cœur qui se tarit” “Il riferimento a Le mille e...
voto al film: 
4 maggio 2012 Opinione di Davide Schiavoni su "La sorgente dell'amore"
Si veda: http://www.film.tv.it/film/44740/in-time/opinioni/621631/
voto al film: 
26 marzo 2012 Opinione di mck su "La sorgente dell'amore"
Opinione di parte, ammaliata e in-giustificata. La sorgente/fonte delle FEMMINE, ovvero : Come Sono Buoni i ... MASCHI. Sarò 'breve' perchè abbeverato da una...versione doppiata ( consiglio, ovvio, a tutti, e primariamente a me stesso : dvd lingua originale...che poi credo sia il francese e mica il turco o l'arabo, il persiano o l'hausa ( ancora il film di Ferreri, da cui "les Pygmées de Carlo", e collateralmente ma neanche tanto "il Banchetto di Platone" ), che dalle facce le voci...
voto al film: 
21 marzo 2012 Opinione di nibbio su "La sorgente dell'amore"
Dopo le recensioni lette qui e non solo mi aspettavo un film non solo brutto, ma anche noiosissimo. Invece noioso non è e neanche tanto brutto, è un fantasy, non di quelli con effetti speciali a gogo, ma semplicemente la storia di un mondo inventato. Abbastanza gradevole, ma finto e con bravi attori.
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di leporello su "La sorgente dell'amore"
Bannare per sempre Mihaileanu dalla lista dei registi. Con Train de Vie aveva pescato il jolly, ma dopo tre film è chiaro che si era trattato di un bluff. Tanta banalità è anche sopportabile in certi casi, perchè per esempio c'è la banalità intelligente, quella spiritosa, quella per le anime semplici..... Questa di questo film è banalità stupida, sciocca, quasi irrispettosa non solo delle donne (che vorrebbe difendere) ma dell'essere umano in genere. Il quadretto islamico totalmente...
voto al film: 
12 marzo 2012 Opinione di M Valdemar su "La sorgente dell'amore"
Con una trama esile e pretestuosa La sorgente dell'amore s'abbevera delle più stucchevoli e sfruttate fonti dell’insistente e impudente ammiccamento al pubblico, quello “occidentale”, quello bisognoso di rassicurazioni sulle condizioni di vita di certe aree, lontane (non in senso geografico) e dimenticate. Non c’è sincera passione e non c’è realtà in questa pellicola modesta, in cui vengono assemblati artificiosamente, e con incomprensibile mancanza di senso e spessore,...
voto al film: 
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- sufficienti [2]
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