...E ora parliamo di Kevin (2011)
Con John C. Reilly, Tilda Swinton, Ezra Miller, Siobhan Fallon, Ashley Gerasimovich, Leslie Lyles, Lauren Fox, Aaron Blakely, James Chen, Ursula Parker
La trama
Eva ha messo tra parentesi la sua vita professionale e tutte le sue ambizioni personali per dare alla luce Kevin. Eppure la comunicazione tra lei e suo figlio è piuttosto complessa sin dall'inizio e quando Kevin ha 16 anni, finisce per commettere l'irreparabile. Eva si interroga allora sulle sue responsabilità e ripercorrendo le tappe della sua vita con suo figlio tenta di comprendere cosa avrebbe dovuto fare diversamente.
Non si parla di Kevin, qui: si dà forma puramente cinematografica al paesaggio emotivo di un personaggio, all’essenza insieme sublime e terrificante della maternità, allo strazio di un senso di colpa che non si sa quantificare, alla lotta tra il canone morale e il sentimento intimo. Alle piccole morti quotidiane che seguono il trauma. La conseguenza è ovvia: ogni gesto di Tilda Swinton umilia interi manuali di psicologia.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 7/2012
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 09/03/2012 - utile per 24 utenti
Voto al film: 
Con uno stile frammentato di grandissima presa emotiva ma che mette davvero a dura prova (almeno all’inizio) lo spettatore, la scozzese Lynne Ramsay (al suo attivo opere altrettanto “difficili” e personali come Ratcatcher che la rivelò nel 1999 e l’inteso Morvern Callar del 2002) con questa pellicola prende davvero di petto, senza spiegazioni o psicologismi inopportuni, quello che è e resta uno degli ultimi tabù della cultura contemporanea, che riguarda appunto l’indisponibilità femminile ad accettare il ruolo di madre, anche quando poi alla fine si può dire che - come in questo caso - viene assolto con scrupolosità e rigore oltre a una buona dose di abnegazione (addirittura ben oltre ogni umana sopportazione) insieme all’adempimento di tutti i “doveri” pratici anche di contenimento un po’ coercitivo degli eccessi, connessi a questa condizione.
Se si è disposti a seguire il doloroso percorso della protagonista fin dentro l’abisso di quel pozzo nero in ci si trova ormai relegata senza alcuna via d’uscita (io direi più propriamente “a trovare il coraggio” di farlo), si uscirà fuori alla fine della visione (come è accaduto a me) certamente con un disagio molto profondo e un angosciante stato di prostrazione, ma anche con una accresciuta consapevolezza di quali abissi profondi possano celarsi in un rapporto disturbato tra madre e figlio, al di là di ogni celebrato cliché sulla genitorialità (con particolare riferimento ovviamente al versante femminile) proprio perchè le famiglie (e le relazioni umane in generale) sono molto più variegate e complicate di quanto non appaiano in superficie o si sia disposti ad ammettere (è ancora la Ramsay ad affermarlo) e nulla può essere davvero dato per scontato.
E’ dunque un film a incastri questo …e ora parliamo di Kevin (o meglio We Need to Talk About Kevin, come recita con maggiore precisione lessicale il titolo originale, e dove proprio quel “need” riveste un ruolo fondamentale che la consueta approssimazione italica smarrisce un poco per la strada) costruito tutto sugli incubi reali, sulle associazioni di pensiero, i ricordi e le emozioni riportate a galla da un gesto, un movimento, una parola o addirittura da una pennellata o sbavatura di colore (è il rosso che giustamente domina la pellicola che si riverbera quasi in ogni scena ad anticipare fin dall’inizio il dramma e la tragedia). ESPANDI +
- sufficienti [3]
- positive [11]
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20 aprile 2012 Opinione di maghella su "...E ora parliamo di Kevin"
Avevo sentito parlare tanto di "E ora parliamo di Kevin", eppure ne avevo letto poco, proprio per arrivare alla visione del film con pochi pregiudizi. E’ un film importante, di quelli che piacciono tanto a me, che affrontano un tema difficile come quello del rapporto tra madre e figlio, utilizzando una storia e un linguaggio davvero originale. L’inizio, la prima scena, è di quelle che ti bloccano subito sulla poltroncina della sala cinematografica: un "budello" di persone accalcate,...
voto al film: 
5 aprile 2012 Opinione di michel su "...E ora parliamo di Kevin"
Potete anche non applaudire ma chiedetevi questo; sareste venuti a vedermi se avessi preso dieci in geometria?
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di vicky13 su "...E ora parliamo di Kevin"
..E ORA PARLIAMO DI KEVIN I pensieri di una madre , dopo che il figlio è finito in carcere minorile per aver sterminato brutalmente con arco e frecce i propri compagni di scuola, padre e sorella ed i flashback della stessa, dal concepimento all’adolescenza . La tragedia di una madre che non si sa spiegare il perché, che si chiede in cosa lei abbia sbagliato e che da un iniziale devastante senso di colpa consegue forse una speranza: la presa di coscienza della...
voto al film: 
12 marzo 2012 Opinione di satura su "...E ora parliamo di Kevin"
Coraggiosissimo, decisamente controcorrente. L'assioma della maternità come supremo completamento-realizzazione di una donna, di qualsiasi donna, viene qui scardinato e calpestato sotto i piedi con furore inaudito. Ripercorrere con la protagonista la sua esperienza di madre, alternando squarci taglienti di presente ingestibile e singhiozzi di flashback che sono pugni nello stomaco, è un'autentica discesa agli Inferi. Ho trovato veramente geniali la struttura data alla narrazione e la...
voto al film: 
9 marzo 2012 Opinione di spopola su "...E ora parliamo di Kevin"
E’m un affare complesso essere genitore… (...) e sulla relazione madre-figlio c’è ancora odore di tabù… forse è proprio uno degli ultimi tabù rimasti. Si suppone che tu debba amare tuo figlio dal primo momento in cui è nato, ma se non succede? Amo le dinamiche di genere e ho creduto che questa fosse una buona chance per ibridare il registro drammatico con l’horror psicologico. (…) Diciamo che mi sono posta molte domande sul tema della responsabilità quando ho deciso di...
voto al film: 
6 marzo 2012 Opinione di yume su "...E ora parliamo di Kevin"
Ripreso dall’alto, un groviglio di corpi, simile al bulicame infernale immerso nel Flegetonte, si contorce in un liquido rosso, denso come plasma. La scena ha la ritualità violenta, estrema, di un Baccanale nel pieno dell’ebbrezza orgiastica, polluzione di energia vitale e funesti presagi di morte. Nel fiume infernale di sangue bollente i violenti sono tenuti a bada dai Centauri, mostri in cui natura umana e bestiale si contendono il primato, qui un occhio cinematografico...
voto al film: 
24 febbraio 2012 Opinione di ROTOTOM su "...E ora parliamo di Kevin"
…. E ora parliamo di Kevin toglie agli indecisi la voglia di fare figli. Kevin è stronzo fin dalla nascita, vuoto, strafottente anaffettivo. Eva, la madre, l’ha sempre saputo. Franklyn, il padre, non l’ha mai nemmeno sospettato. Kevin due giorni prima del suo sedicesimo compleanno massacra i suoi compagni di classe, senza un motivo apparente. Tratto da un romanzo di Lionel Shriver , il film è una discesa nell’inferno di una famiglia che si ritrova il demonio appallottolato...
voto al film: 
22 febbraio 2012 Opinione di bufera su "...E ora parliamo di Kevin"
Come cinema è ottimo cinema, più di impatto visivo cromatico e sonoro, musiche mescolate con le immagini come non spesso accade.Prevale il rosso in tutte le sue accezioni, dal colore acrilico, al pomodoro al sangue ma non ha importanza perchè il rosso è l'incubo e come tanti altri fatti o meglio atteggiamenti che ci vengono mostrati non vengono spiegati o quanto meno trattati. Dal titolo poteva essere un film a tema, visto che annuncia che parla di Kevin, ma per fortuna non si...
voto al film: 
20 febbraio 2012 Opinione di zombi su "...E ora parliamo di Kevin"
cosa spinga un adolescente bello, ricco e con lo sguardo maliardo del diabolico tombeur de femmes a far strage nella propria scuola di compagni non è dato sapere. la mente è insondabile ed è per questo che queste cose fanno paura, perchè non c'è spiegazione. la madre di kevin, eva, affermata professionista con l'animo della giramondo ritorna in patria e d'accordo col compagno decidono di figliare. è possibile che una professionista abituata a fare quello che vuole dove e quando lo...
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20 febbraio 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "...E ora parliamo di Kevin"
Quando il male non è soltanto banale, ma fa parte di ogni contesto della vita, privata e pubblica, tutto diventa più difficile. E la cronaca quotidiana lo dimostra. Si ha paura, si è privi di difese. L’angoscia sale, e vivere, ogni giorno, diventa come un appuntamento imprescindibile con la definitiva resa di fronte alla violenza. Queste verità sbatte in faccia questo film/gioiellino, che in un momento storico, particolarmente violento come quello che viviamo, può dirci molto,...
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- sufficienti [3]
- positive [11]
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