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Polisse (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Polisse: assente
Ritmo ritmo in Polisse: assente
Impegno impegno in Polisse: assente
Tensione tensione in Polisse: assente
Erotismo erotismo in Polisse: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Polisse

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Polisse (voti: 18 media: 3,67) 18

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locandina di Polisse

Clip 8 | Riccardo Scamarcio

Polisse Clip 8 | Riccardo Scamarcioplay

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La trama

La vita quotidiana dei poliziotti della BPM (Brigade de Protection des Mineurs - Brigata Protezione Minori) è fatta di sorveglianza nei parchi, di arresto di piccoli borseggiatori, della raccolta delle deposizioni dei genitori, della gestione di adolescenti esplosivi e di altri compiti duri e logoranti, ma è anche fatta di solidarietà tra colleghi e di amicizie sul lavoro. Per testimoniare tutto ciò il Ministero dell'interno invia una fotoreporter che dovrà realizzare un libro di immagini. Ma Fred, uno dei veterani della Brigata, fatica a sopportare la presenza dello sguardo indagatore della sua macchina fotografica.  

La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 5/2012

«Giurate di dire tutta la verità»: è l’invito di un padre alle figlie, prima che compaia il cartello con il titolo del film. Polisse: che suona come polizia in francese (ovvero Police, titolo di un bellissimo, dimenticato polar di Maurice Pialat), ma si legge come fosse un fraintendimento infantile. Perché è difficile coglierla, la verità. Anche quando si giura di averla pronunciata. Maïwenn Le Besco, alla sua opera terza, affronta l’umanità che s’affolla all’interno e intorno alla Brigade de Protection des Mineurs, polizia di Parigi, la vita degli agenti tra bambini molestati e familiari molestatori. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 26/02/2012 - utile per 25 utenti

Voto al film: voto buono

Meritatissimo premio della giuria al festival di Cannes del 2011, l’ultima opera di Maïwenn Le Besco, forte di una bellissima sceneggiatura a suo modo ad incastri, ma assolutamente lineare nello svolgimento, e supportata da dialoghi realisticamente veritieri, serrati e diretti, che rifiutano ogni residua patina di velleitarismo letterario, è un poliziesco urbano, corale e  realistico che racconta con cruda oggettività una miriade di storie tristemente dolorose fatte di silenzioso sbigottimento e di scomode e spesso involontarie complicità ed omissioni. Vicende terribili che si intersecano fra loro mischiandosi con quelle della vita lavorativa e privata dei poliziotti che le raccolgono e devono necessariamente farci i conti, rimanendone a loro volta quasi segnati, perché il film ha anche il pregio di mettere in evidenza gli altrettanto dolorosi “abusi “ che gli adulti - forze dell’ordine comprese – compiono (spesso inconsapevolmente) su loro stessi. Il tutto, dentro un’opera  appassionante, densa e variegata  nella quale la regista prova a combinare i generi (poliziesco, melò sentimentale e reportage) miscelando con molta sapiente perspicacia, l’immediatezza brutale del cinema americano con la differente visione tutta francese delle cose che anche nel polar ha sempre avuto un posizionamento dello sguardo più sociologico anche se particolarmente attento alle emozioni (spesso mediate da un dissacrante e provvidenziale “distacco” oggettivo che aiuta a distanziare e a rendere meno viscerale il coinvolgimento dello spettatore rispetto ai fatti che sono raccontati).
Polisse è comunque  principalmente e prima di tutto un resoconto duro ed essenziale su una realtà che con un po’ di approssimazione potremmo definire essere quella “dell’infanzia tradita”, un’opera che non fa però sconti a nessuno, impietosa e priva di indulgenza  com’è non solo verso i corruttori, ma anche per quasi tutti gli altri personaggi che porta sulla scena.
Con un approccio anche lessicale di crudele immediatezza e senza alcun indugio, titubanza o mediazione che addolcisca l’impatto, è un film che documenta senza  pretendere però di fornire (im)possibili soluzioni, o fare del moralismo d’accatto. Evidenzia e sottolinea semmai le distanze e le separazioni, gli imbarazzi e le ipocrisie della nostra società, con un pessimismo di fondo molto accentuato che non lascia alcuno spazio a una pur minima illusione che possa farci anche soltanto baluginare una  remota ipotesi di “salvifica speranza”, come dimostra e conferma l’inatteso finale quasi pleonastico ma fondamentale, che casca sulla testa dello spettatore come una mazzata impossibile da schivare, e induce dopo lo sconcerto inevitabile, a riflettere e meditare sulle ragioni che l’hanno generato ritornando a considerare tutto ciò che è passato fino a quel momento sullo schermo, fino a comprendere che l’accumulo delle tensioni ben evidenziato e sviluppato soprattutto nella seconda parte, non poteva che sfociare in quella improvvisa tragedia, fortemente segnata dai drammi più trasversali e privati portati in primo piano con puntiglioso rispetto della veridicità (prendendo cioè a prestito per i resoconti degli abusi sull’infanzia, fatti e situazioni acquisiti direttamente dalla fonte, come indica la didascalia iniziale che precisa “puntigliosamente” che tutto ciò che viene rappresentato sullo schermo è ispirato a storie realmente accadute). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Polisse


4 aprile 2012 Opinione di urios su "Polisse"
urios

duro ma molto interessante, da vedere per scoprire le mille forme di violenza che è possibile operare sui minori ... ma anche ridere e sorridere della Brigade con le sue diveristà e amenità varie

voto al film: urios assegna il voto buono a Polisse (2011)


6 marzo 2012 Opinione di ico su "Polisse"
ico

  L'intuizione migliore resta il personaggio della fotografa, quasi una proiezione: lo spettatore viene accolto, non senza diffidenze, in un mondo che rifiuta di riconoscere, ipocritamente sconosciuto, viene coinvolto in drammi dei e dai protagonisti, senza possibilità di difesa, se non un macchina fotografica con la quale imprimere momenti da non (poter) dimenticare. La forza “bruta” di POLISSE sta proprio in questo, documentare senza tanto romanzare, recitare quasi come vivere. Con...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Polisse (2011)

nessun commento
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29 febbraio 2012 Opinione di bradipo68 su "Polisse"
bradipo68

Polisse è un tuffo improvviso nell'abisso. Subito dentro un ufficio proprio mentre una bambina col suo viso angelico sta raccontando di cose irripetibili che ha subito. Il terzo film di Maiwenn ( che per strada ha perso il cognome Le Besco) che ha per titolo la storpiatura infantile di Police  è un poliziesco sui generis, in realtà realizzato con la tecnica più del documentario che della fiction. Molte ore di  girato e poi scrematura progressiva con ampia libertà concessa agli...

voto al film: bradipo68 assegna il voto ottimo a Polisse (2011)

4 commenti
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26 febbraio 2012 Opinione di spopola su "Polisse"
spopola

Meritatissimo premio della giuria al festival di Cannes del 2011, l’ultima opera di Maïwenn Le Besco, forte di una bellissima sceneggiatura a suo modo ad incastri, ma assolutamente lineare nello svolgimento, e supportata da dialoghi realisticamente veritieri, serrati e diretti, che rifiutano ogni residua patina di velleitarismo letterario, è un poliziesco urbano, corale e  realistico che racconta con cruda oggettività una miriade di storie tristemente dolorose fatte di silenzioso...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Polisse (2011)

3 commenti
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10 febbraio 2012 Opinione di nibbio su "Polisse"
nibbio

Mi è piaciuto questo film, più per quello che trasmette che per sè stesso, come del resto accade quando vengono raccontate storie come questa, che non riguarda solo i  crimini legati all'abuso sui minori, ma tutta una sfaccettatura di sentimenti che ne sono la conseguenza e che riguardano sia i colpevoli che le vittime.  .  

voto al film: nibbio assegna il voto buono a Polisse (2011)


9 febbraio 2012 Opinione di fralle su "Polisse"
fralle

ANCORA UN OTTIMO ESEMPIO DI COME ILCINEMA FRANCESE SI INTERESSA DEI PROBLEMI SOCIALI DEI NOSTRI TEMPI.

voto al film: fralle assegna il voto buono a Polisse (2011)



8 febbraio 2012 Opinione di bufera su "Polisse"
bufera

E' un film fatto con passione e con rabbia da una donna-attrice, alla sua terza prova di regia, Maiwenn Le Besco. Anche se dietro c'è un lungo lavoro di documentazione ufficialmente dichiarato, ne viene fuori  un affresco grandioso e mutevole, direi caleidoscopico, dove ci vengono proposte a ritmo sostenuto e per lo più appena accennate  tante storie delicate e scottanti che devono essere affrontate quotidianamente, senza sosta, dai poliziotti della  Brigata Protezione Minori di Parigi....

voto al film: bufera assegna il voto buono a Polisse (2011)

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5 febbraio 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "Polisse"
giancarlo visitilli

Ottimo il coraggio dell’attrice/regista francese, Maïwenn Le Besco. E’ evidente la laboriosa ricerca che ci sta prima del racconto, in questo suo terzo lavoro. Insolito nel cinema europeo. Ma tutto ciò non basta per fare un buon film. Infatti, la storia è quella di una fotografa-giornalista, Melissa (interpretata dalla stessa regista), incaricata dal Ministero dell'Interno per la realizzazione di un’intervista. Questa incontrerà Fred, uno dei ribelli della Squadra Protezione...

voto al film: giancarlo visitilli assegna il voto mediocre a Polisse (2011)



5 febbraio 2012 Opinione di zombi su "Polisse"
zombi

ci sono una miriade di storie e storielle nel film di maiwenn, ma mai una volta che sembri che sia l'ennesimo cambio di scena giusto per giustificare la frase all'inizio che dice che il film è tratto da fatti realmente accaduti e documentati. io naturalmente non posso sapere come funziona, ma ciò che mi ha comunicato il film è una posizione il più vicino possibile a quella che può essere la verità. in due ore serratissime di film, non c'è un momento in cui ti sembra che la regista...

voto al film: zombi assegna il voto buono a Polisse (2011)

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27 gennaio 2012 Opinione di OGM su "Polisse"
OGM

Ci sono mestieri stressanti oltre ogni immaginazione. Il lavoro degli agenti della Brigade des Mineurs è uno di questi. Trattare, dalla mattina alla sera, i casi di abusi sui minori è una sfida che logora i nervi. Perché l’indagine costringe a scavare nei corpi umiliati e nelle anime corrotte: la verità si ricostruisce solo ponendo terribili domande alle piccole vittime e parlando vis-à-vis con gli autori di certe atrocità. Dall’altra parte della scrivania si alternano gli abitanti...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Polisse (2011)

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