Drive - La recensione di FilmTv
Con Ryan Gosling, Carey Mulligan, Ron Perlman, Oscar Isaac, Christina Hendricks, Bryan Cranston, Albert Brooks, Tina Huang, Joe Pingue, Tiara Parker
La recensione di FilmTv
L’eroe ha la fissità astratta dei primi Carpenter e visto che tutto il film sembra un omaggio implicito a Driver l’imprendibile di Walter Hill, ci si potrebbe sbilanciare nell’etichettarlo come una sorta di omaggio al cinema degli anni 80 che stilizzava il cinema classico (e forse, seguendo la stessa linea, ci si trova anche qualcosa che somiglia molto al sentimento di film come Strade violente di Michael Mann). Ma è Ryan Gosling che fa la differenza. Tutto il film potrebbe essere una colta fenomenologia del crime movie da Friedkin a Scorsese se non ci fosse lui che pianta il proprio personaggio nelle immagini come un paletto nel cuore di un vampiro: è la più fragrante riproposizione dell’impassibilità dell’ultimo Clint Eastwood (che a sua volta imita in maniera nobile e sfacciata il migliore Henry Fonda). Winding Refn, forse l’unico regista (europeo) che ha saputo spostare in avanti il limite di osservazione e tremore nei confronti dell’esplorazione della violenza (c’è più sangue nei suoi film che in tutti quelli di Scorsese messi assieme), firma un noir che ha qualcosa di classico nel suo efficace schematismo e qualcosa di umanistico nel suo sentimentalismo, che non sarebbe dispiaciuto a Nick Ray. Quel tipo di cinema è in buona forma quando ripete con nitidezza ciò che tutti sanno: non basta essere dei professionisti perfezionisti per non finire in trappola, inutile affrontare i sentimenti con la stessa abilità del proprio mestiere, una volta che il destino ha deciso della tua fine, è elegante collaborare a essa senza panico.
Commenti
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6 ottobre 2011, 19:54 di albert hitch
Non ci siamo proprio! sono andato fiducioso in sala leggendo copmmenti e poi...migliore regia a Cannes (!!!!???). non è un noir...a metà fim già immagino il finale ed è così alla fine...se non fosse morto il marito della poverina e carina il protagonista cos'avrebbe fatto? l'angelo custode a vita? sentimentalismi e musica sentimental-pop; si, girato con furbizia ma dov'è l'essenza del film? per favore basta paragoni con Hill o Tarantino: la scena dell'ascensore è insulsa; l'unica cosa che si salva è la sequenza iniziale, poi non c'è quasi più nulla. Mi spiace ma non ci siamo proprio per una miglior regia a Cannes
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2 novembre 2011, 15:08 di LIBERTADIPAROLA75
Avete tirato in ballo tra un pò tutto il Dizionario dei Registi di Genere tranne quello al quale l'autore ha chiaramente detto di essersi ispirato in una intervista a Coming Soon: Gualtiero Jacopetti!!! Era davvero la bestia nera del cinema italiano? Non è ipocrisia questa?
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