Opinione di Jacopo Giuca su X-Men: L'Inizio
Con James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Rose Byrne, January Jones, Kevin Bacon, Nicholas Hoult, Jason Flemyng, Zoë Kravitz, Lucas Till
- negative [6]
- sufficienti [4]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Dimenticate gli X-men di Bryan Singer.
Dimenticate l'orgia di personaggi male assortiti del Conflitto finale di Brett Ratner.
Dimenticate Le origini di Wolverine secondo Gavin Hood, che ci aveva voluto regalare una sua personalissima quanto infedele trasposizione della complessa storia dell'artigliato mutante canadese.
Ripartite da zero.
Ripartite da questo X-men - L'inizio, ripartite da una storia che con i fumetti ha poco a che fare ma che ne incarna tutti gli aspetti più affascinanti.
Ripartite da un Charles Xavier sornione e con i capelli (!), da una Mystica buona per la prima volta, da una Bestia che finalmente merita di essere notata anche sul grande schermo e, last but not least, ripartite da lui: un Magneto che, Ian McKellen non ce ne voglia, ha finalmente lo spessore giusto per ricordare non solo il più celebre cattivo dei comics, ma anche una persona vera, viva e vibrante in tutte le sue contraddizioni.
Michael Fassbender, superati finalmente gli imbarazzi delle sue prime pellicole, nelle quali non era mai riuscito a farsi veramente notare per il grande attore che è, ci regala un cattivo sublime, in grado di far impallidire il suo più diretto rivale sullo schermo, un consacrato Kevin Bacon nei panni dello psicopatico Sebastian Shaw. Ma la sua interpretazione va oltre e ricorda quella del cattivo meglio caratterizzato nella storia del cinema tratto dai fumetti, quel Dottor Octopus di Alfred Molina che Fassbender lascia dimenticare volentieri, animando un Magneto veramente scisso tra il bene e il male e non in grado di distinguere tra queste due dimensioni proprio per ciò che è stato costretto a sopportare, vivendo una vita di lacrime e sangue e intraprendendo una vendetta che ricorda quella che già aveva messo in pratica in Bastardi senza gloria.
Mentre James McAvoy diventa un professor Xavier mai visto e per questo intrigante, ma non riesce a colpire lo spettatore con la sua interpretazione un po' bidimensionale, Fassbender buca lo schermo diventando il vero protagonista della pellicola e, accompagnato da una musica solenne e avvolgente, fa mostra dei propri poteri dimostrando un fascino come non se ne vedeva da parecchio tempo. Tutto questo mentre sullo sfondo si muovono le figure storiche di presidenti e consiglieri che abbiamo conosciuto anche nel mondo reale e che vengono perfettamente amalgamati all'interno di una storia di fantasia che rende la pellicola ancora più realistica portandoci a pensare con un sorriso che sarebbe stato bello se le cose fossero andate davvero così.
Probabilmente, nel girare questo film, la scommessa, poi sicuramente vinta, di Matthew Vaughn, era proprio quella di rendere gli X-men qualcosa di reale, qualcosa in grado di muoversi scomodamente tra le viscere della nostra storia proprio come accadeva nelle prime, celebri storie di Stan Lee.
Ne deriva una pellicola divertente, avvincente e bella come non erano mai state quelle che l'avevano preceduta, in grado di farci capire che si può ancora fare del buon cinema producendo dei blockbuster e divertire senza sacrificare una trama ben articolata lanciando una pellicola che superi le due ore.
Tutto sembra perfetto e incantevole, in grado di emozionarci come se fosse la prima volta che vediamo i nostri eroi preferiti muoversi sullo schermo, forse per la giusta caratterizzazione che è stata data ai personaggi, forse per le tute per la prima volta molto simili a quelle dei fumetti, forse per le novità che questo film, che scava nel passato, è in grado di regalarci, spingendoci ad augurare che questo sia davvero l’inizio di una nuova saga che risolva i problemi della precedente e che ci consenta di vedere sullo schermo i veri figli dell'atomo e non quell'ammasso di contraddizioni che, cominciate con i buoni prodotti di Bryan Singer, si erano mano a mano accumulate finendo per lasciarci l'amaro in bocca nel 2009. Qualunque sia il destino della saga degli X-men, questo rimane certamente il miglior prodotto cinematografico che ne è stato tratto, pietra miliare destinata a imprimersi con forza nelle menti dei fan e a farsi ricordare non per quello che avrebbe potuto essere, ma per ciò che effettivamente è: un film incredibile.
Commenti
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30 novembre 2011, 12:06 di Marco Poggi
Si, ma la sceneggiatura del film è proprio di quel Bryan Singer che dici di dimenticare!
cancella commento cancella commento e blacklista Marco Poggi -
1 dicembre 2011, 09:21 di Jacopo Giuca
In realtà dico di dimenticare gli X-men di Bryan Singer, intendendo con questo di dimenticare i suoi due film con i quali non c'è troppa continuità logica, e non il regista in sé… Speravo fosse chiaro.
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