Hesher è stato qui (2010)
Con Joseph Gordon-Levitt, Devin Brochu, Natalie Portman, Rainn Wilson, Piper Laurie, John Carroll Lynch, Audrey Wasilewski, Frank Collison, Monica Staggs, Paul Bates
La trama
Dopo la morte della madre, il tredicenne TJ (Devin Brochu) si ritrova a vivere con il padre (Rainn Wilson), dipendente dagli psicofarmaci che usa per alienarsi dal mondo e vivere la sua dolorosa depressione, e con la nonna (Piper Laurie), a un passo dalla demenza senile. Le uniche persone con cui l’adolescente sembra stare bene e dimenticare le sofferenze e le umiliazioni, che continuamente subisce per mano di un bullo della scuola, sono Hesher (Joseph Gordon-Levitt), un anarchico che vive in un furgone e ha un debole per il fuoco, e Nicole (Natalie Portman), la cassiera di un supermercato vicino alla casa della nonna. Quando anche Hesher si trasferisce non invitato in casa di TJ, la convivenza forzata conduce a un'anomala amicizia destinata a far esplodere tutto il dolore che TJ si porta da troppo tempo dentro.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 5/2012
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 24/01/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
L'indomani mattina, ancora in bici, scorrazzando in un cantiere dismesso inciampa in un'irregolarità del terreno, cade, si rialza, e in un moto di stizza scaglia un sasso contro il vetro della finestra di una baracca rompendolo. Mentre prova a rimontare in sella, dalla porta esce un ragazzo coi capelli lunghi e sporchi e il busto nudo e ornato da lugubri tatuaggi fai-da-te, che lo prende per il cappuccio della felpa trascinandolo dentro con intenzioni bellicose ma, udita la sirena di un'auto della polizia che si sta fermando proprio davanti all'atrio, lo molla, va a prendere in una borsa un candelotto di dinamite, lo accende e lo lancia fuori con calma olimpica, approfittando dell'esplosione per allontanarsi e prendere la fuga sul proprio furgoncino parcheggiato sul retro.
Hesher, primo lungometraggio di Spencer Susser, si presenta con un biglietto da visita niente male. 5 minuti, quelli appena descritti, per introdurre, incuriosendo, quelli che saranno i personaggi cardine dell'intera vicenda: un fancazzista solitario menefreghista ed incendiario senza tetto né nome (lui si fa chiamare Hesher) e di età e provenienza ignote, e una famiglia disfunzionale composta da padre figlio e nonna paterna, in cui la tragica scomparsa della madre ha gettato in un vortice di depressione le due figure maschili, mentre l'altra, amorevole ma snobbata, assiste inerme al dramma che quotidianamente le si consuma attorno.
Dopo quel movimentato primo incontro, Hesher decide di entrare a gamba tesa nella vita di TJ, prima seguendolo a scuola, poi insediandosi forzosamente in casa sua, imponendosi come nuovo inquilino e piazzandosi in salotto a fumare e guardar porno alla tv dopo essersi qualificato coi suoi come suo amico, senza ricever da parte di questi alcuna obiezione.
Interpretato dal talentuoso Joseph Gordon-Levitt, che evidentemente ama il personaggio tanto quanto i suoi autori (lo stesso Susser e il David Michôd di Animal Kingdom, che sceneggiano una storia di Brian Charles Frank), Hesher ha nel suo protagonista il proprio indiscusso punto di forza, ma anche il più grande limite nell'uso che la sceneggiatura ne fa: sempre pronto a prodursi in metafore grevi, gesti spiazzanti, o battute genuinamente volgari ma sostanzialmente mai gratuite, l'irriverente headbenger di Gordon-Levitt divora letteralmente il film lasciando agli altri solo le briciole, senza tuttavia riuscire, per limiti di scrittura, ad andar mai oltre la simpatica macchietta, e senza quindi mai raggiungere la profondità necessaria per rendersi credibile come sorta di inaspettato eroe (a modo suo) quasi romantico, improvvidamente caricato di un alone messianico da novello Gesù sboccato e arringante in un finale stonato e semplicistico, forzatamente consolatorio e pretendente commozione.
Ambientato negli anni '80 e servito da una colonna sonora incentrata sui primi lavori dei Metallica (Gordon-Levitt dice di essersi ispirato al defunto bassista Cliff Burton per la parte di Hesher, e la riproduzione - volutamente grossolana - dello stesso teschio ghignante dei Misfits sotto la stessa spalla destra sta lì a certificarlo), Hesher è coprodotto da Natalie Portman, che, imbruttita da un paio di enormi occhiali di plastica, ritaglia per sé l'insignificante ruolo di Nicole, cassiera timida e insicura di cui il piccolo TJ, a corto di figure materne, s'infatua. Se a lei (e alla sua cassiera) va la palma di peggiore in campo, tra gli altri, Gordon-Levitt a parte, il migliore è il giovane Devin Brochu, che dona al suo scontroso TJ la giusta rabbia, mentre Piper Laurie se la cava col mestiere nella parte della nonnina bisognosa d'affetto, e Rainn Wilson appare scattoso in quella del padre vedovo afflitto e in balia degli eventi.
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11 aprile 2012 Opinione di wfrcrd su "Hesher è stato qui"
LA MIA SCHEDA PERSONALE : (voti da 0 a 10) SOGGETTO: 8 RECITAZIONE: 8 SCENOGRAFIA/FOTOGRAFIA/EFFETTI SPECIALI: 7 NOTE: I buoni sentimenti dipinti a tinte forti, trattando in modo originale un argomento delicato come quello della perdita. Mi e' piaciuto.
voto al film: 
6 marzo 2012 Opinione di satura su "Hesher è stato qui"
Adoro i romanzi di formazione obliqui e strampalati, quelli nei quali l'educazione passa attraverso paradigmi inconsueti e assolutamente anticonvenzionali. Operina divertentissima, commovente il giusto, dissacrante il necessario. Ho letto parecchie critiche negative, mi dispiace.
voto al film: 
19 febbraio 2012 Opinione di hank su "Hesher è stato qui"
film demente per dementi. una porcheria inguardabile,non è il caso nemmeno di soffermarsi su regia,sceneggiatura ,interpretazioni ecc.ecc.,questi sono argomenti da cinema....e qui il cinema è inesistente.
voto al film: 
9 febbraio 2012 Opinione di SaintlySinner su "Hesher è stato qui"
Singolare e spiazzante l'opera prima di questo Spencer Susser. Inizia bene, con dei bei titoli di testa e "Immigrant Song" nella versione di Trent Reznor e Karen O. Una famiglia (padre, figlio e nonna) non riescono ad affrontare un lutto e sono sempre più allo sbando, ma niente paura ci penserà Hesher a rimettere insieme i cocci. Sembra quasi una Mary Poppins questo personaggio, soltanto che è violento, per niente gentile e tratti sgradevole. Politicamente scorretto riesce bene nella...
voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di UScomedy su "Hesher è stato qui"
Terapia d'urto condotta da un "diavolo" custode... Sfugge il senso dell'operazione-"Hesher": il film di Spencer Susser (videoclip degli Offspring e "I love Sarah Jane" nel suo curriculum) è un film drammatico con venature di umorismo nero - alcune anche riuscite - che non riesce a convincere e rimane in una sorta di terra di mezzo in cui è difficile immaginare un pubblico di riferimento... T.J. (il giovane e promettente Devin Brochu) ha perso la madre in un incidente d'auto. Il padre...
voto al film: 
6 febbraio 2012 Opinione di scapigliato su "Hesher è stato qui"
Hesher, ovvero il corpo. Se Joseph Gordon-Levitt, o come dicono gli addetti ai lavori JGL – insieme a Josh Hartnett, James Franco e Emile Hirsch – è uno dei più entusiasmanti attori della nostra generazione, allora Hesher può ben essere, o almeno tentare di essere, il nostro “big lebowski”. Non siamo più in pieni anni ’90, ma c’è sempre qualche ragazzino che s’innamora del metal, si fa crescere i capelli fin oltre le spalle, magari pure la barba, jeans neri strappati,...
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4 febbraio 2012 Opinione di Gabriele X su "Hesher è stato qui"
Film che si sviluppa su vari registri da comico al drammatico al surreale . Spiazza , diverte a tratti ,ma a pare mio non è cult movie come lo si vuol far passare in stile il Grande Lebowski poichè in fondo è un po troppo schizofrenico e il regista si è lasciato prendere un po troppo la mano.
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26 gennaio 2012 Opinione di nibbio su "Hesher è stato qui"
"Sta già esplodendo la Hesher-mania", l'ho letto da qualche parte, in qualche rivista di cinema o su Internet, non ricordo. Quindi significa che questo film è già un cult? Sicuramente il tema è originale, questo ragazzo senza arte nè parte che entra improvvisamente nella vita di un ragazzino e della sua famiglia ed in qualche modo influisce positivamente sull'elaborazione di un lutto che ha colpito tutti i componenti. E' affascinante, ma in vari momenti si perde il filo, spesso non c'è...
voto al film: 
24 gennaio 2012 Opinione di pazuzu su "Hesher è stato qui"
Nonostante l'avambraccio sinistro ingessato, il tredicenne TJ si lancia con la propria bicicletta alla spericolata rincorsa d'una macchina incidentata che un carro attrezzi sta portando ad un'autorimessa. La raggiunge, sale al posto guida e inizia a piangere, opponendo resistenza a chi gli intima di uscire. Poi più tardi, a tavola, chiede al padre Paul, abulico e imbottito di psicofarmaci, perché se ne sia voluto privare, ricevendo, sotto lo sguardo stralunato ed impotente della nonna...
voto al film: 
1 ottobre 2011 Opinione di Totororesurrection su "Hesher è stato qui"
Un supporto improbabile per superare un lutto familiare. Tipico film indipendente statunitense, recensioni non ottime anche su Rotten Tomatoes, io personalmente l'ho trovato ben recitato e diretto.
voto al film: 
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