Benvenuti a Cedar Rapids (2011)
Con Ed Helms, John C. Reilly, Anne Heche, Isiah Whitlock Jr., Stephen Root, Kurtwood Smith, Alia Shawkat, Rob Corddry, Mike O'Malley, Sigourney Weaver
La trama
Una locale agenzia di assicurazione per vincere il premio che la sede centrale mette in palio manda alla convention annuale il suo migliore agente, Tim Lippe (Ed Helms). L’uomo non ha mai lasciato la propria cittadina, non ha mai ceduto alle lusinghe dei vizi e ha sempre perseguito con costanza i propri obiettivi. Giunto a destinazione, però, Tim perde di vista la propria rotta a causa del percorso di perdizione a cui lo introdurranno tre veterani delle riunioni annuali.
Benvenuti a Cedar Rapids è la storia di un assicuratore, rigido e imbranato, travolto dalla vitalità di una convention dove non tutto è pulito. Tra qualche gag scatologica e gli imbarazzi fra amicizia virile e omosessualità, tutto si snoda in maniera prevedibile fino al finale hollywoodiano. E non basta la (poca) simpatia a smacchiare la melassa.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 26/2011
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 05/07/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Superati i trent’anni è ancora un ragazzo, cresciuto senza particolari qualità. Nessuna speranza, sogno o aspirazione all’orizzonte. Lippe non ha mai fatto una vacanza. Si è accontentato di un rapporto (per lui amoroso, per lei sessuale) periodico con Macy, una vecchia maestra delle medie (Sigourney Weaver), ed è cresciuto in un mondo a parte, fatto di gingilli e peluche. Solo il garbo che mostra nel lavoro lo tiene a galla, in questa realtà del tutto distorta e insana.
La compagnia assicurativa di Brown Valley, dove si guadagna il pane, è attaccatissima alle tradizioni. Vince da tre anni consecutivi il Two Diamonds Award, premio considerato tanto nobile che dovrebbe gratificare chi offre soluzioni assicurative di alta qualità, mantenendo l’impegno nei confronti della comunità, della nazione e di Dio. Solo che il mister che di solito seguiva annualmente la convention rimane vittima di un brutto incidente, tanto che il capo della filiale decide di inviare Tim al suo posto.
Tutti gli altri assicuratori sono a Cedar Rapids per evadere dalla realtà, vedono il soggiorno come un’occasione per una pausa ricreativa dal lavoro. Ma Tim no. Lui ha come unico intento quello di vincere il “Due Diamanti”. Alla riunione però partecipano ben cinquanta nuove agenzie, e cercare di imporsi sarà un vero massacro…
Apostrofato nei modi più disparati [“Supercasco” dall’attraente agente assicurativa Joan (Anne Heche), “Tim Ball” dal rivoluzionario e curioso compagno di stanza Dean (John C. Reilly), e “Rabarbaro” da una prostituta dal cuore d’oro], Lippe è ben reso sullo schermo dalla faccia stranita di Helms. Uno che di stravaganze se ne intende, avendo interpretato entrambi gli episodi di “Una notte da leoni”. Qui si parla di animali simili, tanto che il protagonista si trasforma da gattino a puma, per finire a identificarsi in una tigre che graffia la schiena della corruzione. Tim ha inizialmente un andamento vitale molto basso, non conoscendo altre donne all’infuori della sua insegnante, essendo astemio e non avendo mai preso un aereo. ESPANDI +
1 gennaio 2012 Opinione di Booh su "Benvenuti a Cedar Rapids"
Ci sono delle scene divertenti che si salvano.. ma nonostante ciò non riesco a dare almeno la sufficienza a questo film per la totale noia.
voto al film: 
7 agosto 2011 Opinione di ivost su "Benvenuti a Cedar Rapids"
Premetto: guardo questi film USA di serie Z perchè sono quelli che danno un idea più sincera di quello che accade nelle molteplici "caste" del cittadino medio,,,è un po' come si fa in provincia che si va in città per vedere come tira la moda. Detto questo, in questo film c'è veramente poco da vedere, ma una cosa l'ho individuata.In questo film si fa (ri)conoscenza con l'americano medio che lavora per una multinazionale e aspira a diventare,,,il venditore...
voto al film: 
5 luglio 2011 Opinione di PompiereFI su "Benvenuti a Cedar Rapids"
Completamente snobbato dalla distribuzione di casa nostra (che ha favorito i giocattoloni di Michael Bay) e pressoché ignorato da gran parte della stampa specializzata (anche se oggi trovare del genuino giornalismo cinematografico è difficile come bere un bicchiere di maraschino in presenza di Amy Winehouse), “Cedar Rapids” ha bussato alle porte chiuse dei cinema(tografari). E nessuno gli ha aperto. In perfetta corrispondenza col personaggio principale, ...
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