La guerra è dichiarata (2010)
Con Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, César Desseix, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Lowensohn, Michèle Moretti, Philippe Laudenbach, Bastien Bouillon
La trama
Juliette e Romeo vivono la loro grande storia d’amore, si amano come se fosse ancora il primo giorno e la loro favola è diventata ancora più bella nel momento in cui hanno avuto il primo figlio, Adam. Ma il risveglio dal sogno sarà traumatico, tutto si trasformerà in incubo e caos, in una guerra impari contro la malattia che affliggerà il bambino. I due giovani dovranno imparare a sostenersi, con tutta la forza e il coraggio di cui sono capaci. Diventeranno adulti in fretta, nei loro corpi di giovinezza devastata.
UNA STORIA PERSONALE
Per scrivere la sceneggiatura di Dichiarazione di guerra, Valérie Donzelli non ha avuto bisogno di ricorrere alla fantasia o di volare lontano con la mente. La storia portata sullo schermo appartiene infatti alla vita privata della regista/attrice che, per la prima volta, insieme al compagno Jérémie Elkaïm si è messa a nudo, raccontando le vicissitudini del loro amore giovane, quello di due moderni Romeo e Giulietta che, lacerati dal dolore, sfidano la morte, con la peggiore delle prove richieste a una coppia di genitori, uscendone distrutti ma solidi.
TRA DRAMMA E COMMEDIA
Nonostante il tema sia tragico e l'argomento da trattare molto difficile da tener sotto controllo, hanno cercato di mantenere il film - che ricorda spesso le opere di François Truffaut per l'uso della voce fuori campo, il desiderio di raccontare i giovani contemporanei e le musiche di Vivaldi - in bilico tra la commedia e il drammatico, una scelta dettata dal fatto che la regista considera il suo lavoro come qualcosa di vivo, capace di far evolvere le situazioni come accade nella vita di tutti i giorni, tanto che le prime intenzioni erano quelle di fare un film western o d'azione (di questa volontà, poi cassata, è rimasto come indice proprio il titolo), in cui una giovane coppia si ritrovava improvvisamente ad affrontare insieme una pericolosa avventura, evitando di correre il rischio di passare per qualcuno vuole necessariamente intenerire lo spettatore.
SPERANZA E IDEALI PER LA VITTORIA
Pur essendo nello specifico la storia della malattia di un bambino, il messaggio veicolato vorrebbe coinvolgere tutti coloro che si ritrovano a affrontare un dolore come prova per superare indenni un legame di coppia. I protagonisti sono nella fattispecie due giovani per nulla preparati all'evenienza, figli di una generazione viziata e incapace di affrontare piccole e grandi traversie. Questa è la ragione principale per cui la malattia è intesa come guerra che irrompe all'improvviso e richiede coraggio per essere affrontata e/o superata.
Il piccolo Adam, a soli 18 mesi, ha un tumore al cervello e il fatto stesso che i genitori non abbiano mai provato le conseguenze del male sulla loro pelle li rende impotenti: non sanno minimamente come reagire e l'unica cosa che possono fare è accompagnare il bambino dai medici.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 11/04/2012 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
11 aprile 2012 Opinione di OGM su "La guerra è dichiarata"
La rappresentazione di un dolore vissuto in prima persona, un po’ troppo adulterata dal sollievo di avercela fatta, che autorizza i protagonisti a scherzarci su. Una maldestra imitazione della nouvelle vague in formato family. Una pretesa di autenticità che sconfina nel narcisismo. Valérie Donzelli scrive, dirige ed interpreta, insieme al compagno Jérémie Elkaïm, un film sulla malattia del figlio Gabriel, colpito a soli diciotto mesi da un tumore cerebrale maligno, poi per fortuna...
voto al film: 
















