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Hara-Kiri: Death of a Samurai (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hara-Kiri: Death of a Samurai: assente
Ritmo ritmo in Hara-Kiri: Death of a Samurai: assente
Impegno impegno in Hara-Kiri: Death of a Samurai: assente
Tensione tensione in Hara-Kiri: Death of a Samurai: assente
Erotismo erotismo in Hara-Kiri: Death of a Samurai: assente

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Trailer Originale | Sottotitoli Francese

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La trama

Hanshiro, un samurai il cui clan di appartenenza è andato in rovina, si presenta alle porte della casa di Iyi per chiedere che sia posta una nobile fine alla sua esistenza, chiedendo nel rispetto della tradizione di potersi suicidare di fronte a un gruppo di coraggiosi ronin. Kageyu, l’intendente del posto, ascoltati i propositi del ragazzo, ricorda che qualche tempo prima anche un altro giovane samurai, Motome, era stato accolto per lo stesso motivo. L’uomo ignora però che Hanshiro ha ben altre intenzioni: è lì solo per poter vendicare proprio la morte di Motome, suo caro amico.  

Remake in 3D del film Harakiri (1962) di Masahi Kobayashi.

L'opinione più votata

Di Tato88 scritta il 20/05/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Un primato ce l'ha: e' stato sicuramente il film che ha mietuto piu' vittime al festival di Cannes, sia dentro che fuori lo schermo. Al primo accenno di sangue (ad una quarantina di minuti dall'inizio) se ne e' andato il primo gruppo di circa 30 spettatori (sparsi per tutta la galleria, quindi non si erano organizzati...). Penso che alla fine del film fosse presente poco piu' di quattro quinti del pubblico. Dico io, se vai a vedere un film che si intitola "Harakiri", ci sono buone probabilita' che assisterai al suicido rituale di un samurai, non ti si puo' improvvisamente sconvolgere e abbandonare la sala sdegnati... Soddisfato lo sfogo, parliamo di questo bel filmone realizzato all'insegna dell'inuitilita'. Prima di tutto e' un remake: non ho visto l'originale, ma credo che abbia aggiunto poco ad esso come poco ha aggiunto a tutto il filone cinematografico sui samurai, il loro onore, il loro ogoglio, il loro coraggio, e bla bla bla... A livello registico non c'e' niente da dire (nel bene e nel male), lo stile e' abbastanza semplice, corretto ma non sorprendente (infatti Miike non e' noto tanto per la forma quanto per i contenuti, spesso splatter). La storia si sviluppa come detta la tradizione orientale: attraverso lunghissimi flashback strutturati a matriosca secondo una costruzione per nulla complessa, bensi' quasi didascalica. Forse e' a causa della distanza culturale (ma basta di scaricare la colpa sulla distanza culturale!), ma l'immedesimazione con i personaggi e' totalmente assente, non si prova la minima simpatia per il protagonista (che si definisce onorevole, ma in realta' e' orgolioso e testardo) che sembra contraddire apertamente gli intenti del film (criticare la futilita' dell' "onore" dei samurai). Infine l'ultima inutilita': il 3D! Bello, carino, fatto bene... ma totalmente superfluo! Non c'e' alcun effetto attrazionale o motivazione narratavia che giustifichi la sua presenza! Quindi: "Takashi Miike, bel film, ma dimmi: Perche' hai scelto di fare questo film piuttosto che andarti a prendere un banana split? Inizi ad essere vecchioto, dovresti selezionare meglio le sceneggiature da realizzare...".
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SI

Opinioni su Hara-Kiri: Death of a Samurai


20 maggio 2011 Opinione di Tato88 su "Hara-Kiri: Death of a Samurai"
Tato88

Un primato ce l'ha: e' stato sicuramente il film che ha mietuto piu' vittime al festival di Cannes, sia dentro che fuori lo schermo. Al primo accenno di sangue (ad una quarantina di minuti dall'inizio) se ne e' andato il primo gruppo di circa 30 spettatori (sparsi per tutta la galleria, quindi non si erano organizzati...). Penso che alla fine del film fosse presente poco piu' di quattro quinti del pubblico. Dico io, se vai a vedere un film che si intitola "Harakiri", ci sono buone...

voto al film: Tato88 assegna il voto sufficiente a Hara-Kiri: Death of a Samurai (2011)

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